Oggi ho saputo che Bonnie, una collega conosciuta di sfuggita ad un meeting qui in Inghilterra, e’ morta improvvisamente. E’ una di quelle morti che non ti toccano direttamente, ma che comunque ti fanno riflettere.
Cosi’, d’istinto, ho voluto leggere quali fossero state le sue ultime parole sul web. Come se, nel web, potessi ancora trovare qualche traccia di una vita, che mi aveva appena sfiorato.
E nel suo account Twitter, questo era il suo ultimo messaggio…
“Whatever you do today watch this! The Power of Words - http://bit.ly/dOsei4“
Qualche settimana fa e’ stato realizzato un interessante test da Madri Internet Marketing sull’effetto che l’ultima cifra del prezzo puo’ avere sulle vendite (trovi tutti i dettagli in questa pagina).
Il test e’ stato fatto su 10 tipologie di prodotti differenti (videocorsi aziendali e non) con prezzi compresi tra i 70 e i 200 euro e su target differenti di mercato.
Nello split-test, durato circa 3 settimane, sono stati testati prezzi con l’ultima cifra finale che variava tra 7 , 9 e 0 (praticamente un navigatore vedeva es. 97€, un altro 99€ e un altro ancora 100€).
Si è tenuta il 20 e il 21 febbraio scorso a Forlì la tappa italiana degli eventi organizzati dall’Information Architecture Institute, l’istituzione non-profit che riunisce esperti di architettura dell’informazione di tutto il mondo.
I quasi duecento partecipanti hanno potuto assistere alle presentazioni di 25 relatori internazionali, presentati da Andrea Resmini, referente italiano, insieme a Luca Rosati, dell’Associazione che riunisce ormai oltre 1.400 professionisti di 80 paesi diversi.
Durante la due giorni sono emersi moltissimi spunti di riflessione interessanti e applicazioni concrete di “Pervasive Information Architecture“ nei campi più diversi.
Luca è abituato a fare presentazioni un po’ d’effetto. Anche quest’anno ci siamo trovati una busta da aprire.. per vedere poi un video degno di Zelig. Ma anche uno dei migliori casi di coinvolgimento del pubblico e di cattura dell’attenzione.
Luca parla di come ottenere effetti migliori dalle pagine: converte di più la pagina A o la pagina B? come fare frasi e immagini persuasive.
Come possiamo persuadere un cliente a prestarci attenzione in una giornata piena di appuntamenti?
Andamento previsto – Evento inatteso – Attrazione
Noi reagiamo ai cambi di stato. Un andamento inatteso genera curiosità che si traduce in attrazione.
Si parla spesso di Internet e turismo, e di come il web abbia rivoluzionato il modo di lavorare per chi gestisce un hotel o una struttura ricettiva. Molti, se non tutti, si sono convinti della potenzialità del mezzo e hanno più o meno cominciato a farsi le ossa.
Ma lo strumento è talmente complesso e in mutazione (basti pensare alle recenti rivoluzioni provocate da siti di recensioni come Tripadvisor e a tutto il problema della brand reputation) che a volte gli albergatori si sentono persi, dentro un contesto che è cambiato drasticamente negli ultimi anni. Fra mappe, video, blog, social networks, ecc. non riescono a cavarne le gambe. La lotta della visibilità sui Motori di ricerca assume ogni giorno risvolti nuovi.
L’immagine è tutto!
Nell’era dei media digitali il predominio dell’immagine nelle sue forme più svariate è indiscusso. All’immagine viene oramai assegnata l’intera responsabilità della comunicazione di messaggi di varia indole, relegando la scrittura a ruoli marginali o addirittura eliminandola del tutto. In questo contesto la scrittura è andata via via perdendo la sua connotazione di strumento creativo e versatile capace di comunicare, di creare immagini nella mente del lettore, di evocare sensazioni, di parlare ai suoi destinatari tanto tramite la sua interezza quanto tramite la combinazione specifica di parole, suoni e figure retoriche.
L’ipertesto, per non perdersi nel world wide web.
A contribuire alla progressiva marginalizzazione della scrittura come momento comunicativo e creativo per eccellenza, vi sono le tendenze del mondo della pubblicità, che sempre di più si affida all’immagine ed ai media digitali prima di ricorrere ad altri mezzi e ad altri spazi. Il dialogo lettore-scrittore, scevro oramai di coinvolgimenti di alcun genere, si è trasformato in una fredda comunicazione tra due entità separate… Ed ecco quindi che il testo cessa di essere strumento di trasmissione linguistica del messaggio e si converte in qualche cosa che va al di là del significato tradizionale della parola “testo”, diventando appunto un iper-testo. L’ipertesto altro non è che una guida alla corretta lettura del messaggio – lettura che nell’era di internet si realizza attraverso percorsi ed azioni specifiche che l’utente deve compiere. Un paragone? E’ come se il dialogo tra Dante e Virgilio avesse assunto i connotati, con il passare dei secoli, di un dialogo tra un automobilista ed un vigile urbano che, muto e privo di alcun carattere, si limita a dare delle indicazioni.
Chi ha avuto modo di leggere la guida di cui ho già parlato sarà sicuramente interessato a partecipare a un seminario on line il 27/3/2008 alle 15.30, in cui verranno spiegati alcuni dei concetti base richiamati in quel documento.
In particolare in questo primo “webinar” si parlerà di contenuti vincenti per siti web commerciali, ma anche di interfaccia di navigazione e struttura del sito e, infine, di scelte grafiche per il web.
Trovate qualche dettaglio in più in un post su Pleiadi Blog.
Per partecipare a questo primo appuntamento on line basta registrarsi entro la mattinata del 27/3/08 qui:
Come Leggono Gli Utenti Nel Web ?
Intuitivamente ci arriviamo da soli: sul web si legge in maniera differente di quanto si faccia per un giornale, un magazine cartaceo, un libro.
Ci sono alcuni aspetti che immediatamente saltano all’occhio (è il caso di dirlo…):
Cosa faresti se potessi raddoppiare i risultati del tuo sito cambiando 1 sola riga di testo delle tue pagine web?
Forse ti sembrera’ incredibile, ma in realta’ e’ possibile. Per esperienza ti garantisco che io stesso, nel 90% dei casi, sono stato in grado di raddoppiare i risultati delle mie landing page, semplicemente modificando 1 sola riga di testo.
Di cosa sto parlando?
Delle Headlines, o dei cosiddetti “Slogan” o “Titoli di copertina”.
Si è conclusa la gara di Landing page promossa da Seomoz, uno dei blog più autorevoli in termini di posizionamento di motori di ricerca. La competizione è stata molto serrata, soprattutto fra le prime 2 posizioni, che nonostante fossero molto diverse, hanno ottenuto conversioni molto simili.

Il vincitore ha vinto con questa landing page:
http://www.seomoz.org/landing_pages/9.html
che ha lottato fino alla fine con questa
http://www.seomoz.org/landing_pages/3.html

Scrivere liste ed elenchi puntati mi ha sempre divertito. Deve averci provato qualcuno molto tempo fa a provare a dirci in dieci step cosa fosse lecito fare e cosa non.
Ci proviamo anche noi con una lista del tutto opinabile sulla scrittura per il web, o web copywriting, che altro non sembra che una nuova professione che non si sapeva più come chiamare.
I. Scrivere per il web è pur sempre scrivere. La correttezza della lingua è al primo posto. Poi bisogna essere semplici e diretti senza sacrificare l’efficacia. Qui si distingue l’italiano scolastico dalla consapevolezza della lingua.
Vi sarà certo capitato di studiare, leggere o anche solo sentir parlare della teoria dell’agenda setting – un vero e proprio “classico” in fatto di teorie sulle comunicazioni di massa.
Per quanti di voi non la conoscono, ve la riporto brevemente con le parole di E.Shaw che, nel 1979, nel suo “Agenda Setting and Mass Communication Theory”, così affermava:
“…in conseguenza dell’azione dei giornali, della televisione e degli altri mezzi di informazione, il pubblico è consapevole o ignora, dà attenzione oppure trascura, enfatizza o neglige, elementi specifici degli scenari pubblici. La gente tende ad includere o escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media includono o escludono dal proprio contenuto. Il pubblico inoltre tende ad assegnare a ciò che esso include, un’importanza che riflette da vicino l’enfasi attribuita ai mass media agli eventi, ai problemi, alle persone.”
Ho letto con molto piacere l’articolo di Sabina Ime sulle landing page.
Troppo spesso vedo che ci sono errori nella gestione delle campagne pay per click o nell’advertising online. Spesso le comunicazioni pubblicitarie lincano direttamente all’home page, senza nemmeno pensare che sarebbe più redditizio ed efficiente far arrivare le visite in una pagina di atterraggio ad hoc, una landing appunto.
Ma anche quando le visite sono dirottate a una landing page, è bene considerare alcuni aspetti.
Non parlerò dell’eterno dilemma meglio una landing page lunga, ricca di testo (stile Madri), oppure una landing corta, che non richiede uno scroll lungo lo schermo. Ma voglio riflettere su alcuni aspetti, senza la presunzione di dire la cosa più giusta.