Archivio della Categoria 'Blog'

Mercoledì

27

Feb

2008

Blog in televisione: prostituzione virtuale!

Nella blogosfera non poteva non creare scalpore la puntata di qualche sera fa, della trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta”, che tratta l’argomento bloggers.

Il video, scaricato da Youtube e citato da molti, sta già diventando famoso.

Bruno Vespa: Ma è abbastanza normale che a quell’età si abbia un sito dove scaricare le proprie confessioni, voglie, desideri?

Alessandra Graziottin (sessuologa): Sì, il blog personale oggi è sempre più frequente [..] perché molti giovani e meno giovani esistono perché sono visibili su internet, internet è il loro mondo, la loro piazza, il loro paese è il loro modo di esistere essendo visibili. La visibilità oggi è un paradigma di valore più della qualità della persona.
Bruno Vespa: Questa è una tragedia!
Alessandra Graziottin: Quello che attrae su internet , come il resto dei media visivi, è la possibilità di una attrazione sessuale con un messaggio esplicito o implicito. Tutto ciò crea la proliferazione di tutti questi siti di prostituzione virtuale, che inizia virtuale e poi può andare oltre che possono essere anche autogestiti nel blog personale. Questo evento, poco percepito dai genitori, ha una prima fase di iniziazione nell’accesso che i ragazzi hanno da casa a vari siti non protetti dai genitori e successivamente come sono un po’ più svegli o istruiti si fanno il blog personale.

Venerdì

22

Feb

2008

Blogolandia

Blogolandia esce dalla fase Beta ed entra nel turbine 2.0 con una nuova piattaforma. Aperte le candidature a sindaco e grandi novità all’orizzonte per il network di blog urbani del Paese.

Forse non tutti sanno che nella primavera italiana le elezioni non saranno solo quelle che eleggeranno il nuovo governo Italiano, le città hanno bisogno di sindaci..virtuali. Blogolandia.it è un network di urban blog italiano, con circa 30 comuni che vantano un blog dedicato ed un sindaco: dalle grandi città (Palermo, Roma, Milano) ai paesi più piccoli (Adria, Bagheria, San benedetto del Tronto).

Il network Blogolandia nasce nell’estate 2007 . Partecipa al convegno GT di Firenze e viene citata da esponenti di primo piano della rete come Pandemia.info e da giornali nazionali (“Affari e Finanza” di Repubblica).

E’ ora in atto una seconda fase che vede in campo un responsabile delle relazioni con la community ed in contemporanea il progetto esce dalla versione beta con un pacchetto di innovazioni in pieno stile 2.0:

- supporto flickr
- gestione tag e eventi
- mangia e bevi locale
- etc..

Anche per i sindaci la strumentazione di gestione è avanzata: wiki e forum di supporto aiutano ad apprendere le regole base dell’urban blogging, una scienza tutta da scrivere, un customer care a disposizione 24h su 24 completa la struttura di supporto allo sviluppo.

Lunedì

18

Feb

2008

I corporate blog: strumenti utili o minacce?

I CORPORATE BLOGS SONO UTILI STRUMENTI DI “BELOW THE WEB MARKETING” O MINACCIANO L’INTEGRITA’ DEL PROCESSO DI COMUNICAZIONE AZIENDALE?

Nel 2007 si è verificato il boom della creazione di nuovi blogs.
La blogosfera, che conta 250 milioni di autori, è ancora giovane ed in profonda trasformazione.
Il blog, nato come diario personale on line, è diventato anche strumento di lotta politica, orientatore di acquisti, creatore di nuove tendenze.
Le aziende attente al rapporto con il cliente non potevano ignorare questo fenomeno ed hanno cominciato ad utilizzarlo come accessorio nel portafoglio degli strumenti di comunicazione.
I primi corporate blogs sono stati realizzati negli States, anticipati di poco dai CEO-blogs.
I manager di medie e grandi società americane, che spendono fino a 5 ore al giorno in attività relazionali, hanno compreso che il blog avrebbe di molto aumentato la loro visibilità e accresciuto la possibilità di interscambio professionale e personale.
Ma quali sono i possibili vantaggi che un’azienda può trarre da un blog se dispone già di un proprio sito ben strutturato ed interattivo?
Per trovare la risposta dobbiamo considerare le caratteristiche differenziano un corporate blog da un classico sito aziendale:

Corporate blog

Domenica

9

Dic

2007

La piattaforma Wordpress

Dopo il post di Johnnie, è la volta di Sante J. Achille.

Sante Achille [Achille.name]
Creare ed ottimizzare un Blog con WordPress

Piattaforme di blogging gratuite (blogger, splinder, myblog) versus piattaforme a pagamento.

Di solito si comincia con quelle gratuite, che sono facili, hanno tempi ridotti di implementazione, non necessitano di manutenzione.. impegno economico ridotto.

Dopo qualche mese arrivano i primi svantaggi delle piattaforme gratuite: scarsa flessibilità di configurazione, potenziale rischio di oscuramento, enorme difficoltà di migrazione da una piattaforma all’altra (carina la metafora delle piantine e degli alberi da ripiantare).

sante j achille al convegno gt

WORDPRESS: elementi funzionali, architettura, plugin..

C’è la volontà di personalizzare il proprio blog.
Prima di partire ci sono delle cose da fare (guai a toccare un sito che va bene!)

Problemi del permalink: la struttura del permalink è importante, va decisa prima di avviare l’attività di blogging.
Scegliere archivi e categorie di 1 blog. Alcuni archivi sembrano come delle medaglie da esporre.

NOFOLLOW: Eliminare il nofollow aumenta l’interazione. La concessione di un link a chi lascia 1 commento è un segno tangibile di riconoscimento per aver dato un contributo. In generale non andrebbe messo nemmeno nei link interni del sito (qualcuno lo fa per impedire la dispersione di Pagerank). Non vale la pena ottimizzare il pagerank che deriva da link interno.

Una cosa che si puo’ fare: differenziare la sidebar di navigazione fra homepage e pagine interne dell blog. Per le pagine dei post ridurre al minimo la quantità di link uscenti verso altri siti. (eliminando ad es. il blogroll).

Domenica

9

Dic

2007

L’evoluzione delle piattaforme

Dopo il coffee break prosegue il convegno GT, con l’intervento di Johnnie Maneiro.

Johnnie Maneiro [980Km.com]
Le piattaforme che stanno per arrivare

Il suo intervento come sempre molto ironico ma anche istruttivo è iniziato con un po’ di storia del web (lo sapevate che il 18 luglio 1997 sono nati i blog?) e delle vecchie impostazioni (l’epoca della prehome in flash, la febbre dei portali, la mania dell’e-commerce, i blog)…

Com’è la situazione nel 2007

johnnie maneiro al convegno gt

I blog ci hanno insegnato l’importanza dei contenuti.
La navigazione deve essere semplice.
Non più predominanza della home page.
Google ci ha insegnato la navigazione a indice: leggi lo snippet e poi vai sul sito.

Parlando di blog alcune riflessioni:
permalink — difficoltà. Anche con wordpress
blogroll – i template standard inseriscono il blog roll in tutte le pagine, questo non va bene per i motori di ricerca. Il 99% dei template su wordpress ha questo difetto.
template — perchè tutte le pagine del blog devono essere uguali? una volta scelto un template finisce li. non va bene.
Inoltre con wordpress tutti questi plugin..

Per tutti questi limiti ha sviluppato una sua piattaforma.

Johnnie pur malato è riuscito a fare una presentazione molto simpatica e interessante.
Complimenti.

Domenica

9

Dic

2007

Il buzz marketing

Il secondo intervento della seconda giornata convegno gt.
Luca Conti
parla di buzz marketing. Word of mouth.

Caratteristiche del passaparola che lo rende vincente
- messaggio trasmesso da pari a pari
- trasmissione spontanea
- se il contenuto ha un carattere virale amplifica il passaparola
- è un consiglio che viene da qualcuno che ci sta vicino
- immersi nella quotidianità

Undercover marketing è diverso dal buzz marketing.
il buzz marketing è etico e trasparente

Buzz marketing online

- influenti della rete
- amplificazione del messaggio
- riduzione curla early adopter (ridurre il tempo che il consumatore impiega per entrare in contatto con il prodotto)
- credibilità del messaggio (pari a pari)
- etica e trasparenza (disclosure)

Il buzz marketing serve a toccare gli “influenti” della rete.

In Italia la percezione di fiducia e credibilità verso i blog sta aumentando, mentre quella verso i media ufficiali sta calando.

credibilità dei blog in italia

Fare una campagna di buzz marketing richiede un certo livello di conoscenza.
E’ una cosa a basso costo, ma puo’ costare in altri sensi.

Forza/debolezza:

sociale - conversazione
low cost - integrato
virale - creativo
spontaneo - motivazione
etico - disclosure

Opportunità/minacce:

seo implicito (ovvero terminata la campagna resta un posizionamento organico)
traffico canalizzato
brand awareness
riduzione della curva early adopter
feedback / focus group
fidelizzazione /evangelist

Errori da evitare:

Lunedì

22

Ott

2007

IO NON CI STÒ

Questo signore dall’espressione soddisfatta è Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria.Probabilmente, in questo momento è l’uomo più odiato sulla porzione italiana della rete, perche è il promotore della nuova Legge Levi-Prodi sull’Editoria approvata all’unanimità dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 ottobre e che dovrebbe essere discussa dalla Commissione Cultura della Camera la prossima settimana.QUAL’È IL PROBLEMA?

In parole povere, la proposta di legge, che è scaricabile integralmente dal link dice che chiunque pubblichi un sito Internet o un blog sarà obbligato ad iscriversi al ROC e a pagare l’iscrizione.

In parole povere, chi blogga paga.

Inaccettabile, dico io. Sia perché Internet è sempre stata libera da vincoli di qualunque genere, e anche se questa libertà a volte può risultare fastidiosa (leggi: spam), per me è sacra, sia perché, equiparando le attività individuali (ma anche aziendali) su Internet all’editoria tradizionale si sottopongono gli autori agli obblighi della stampa senza che ne abbiano i privilegi (vedi iscrizione all’albo, contributi governativi, ecc.), sia perché si crea un pericoloso precedente di controllo sull’esercizio della liberta intellettuale, che oltretutto è garantito dalla nostra costituzione.

Internet è da sempre un veicolo di democrazia, di pluralismo e di libertà e tale deve restare.

Avete presente quanto abbiamo fino ad ora criticato quegli stati che impongono il controllo sul Web? Beh, c’è il rischio che succeda anche da noi.