Archivio della Categoria 'Google'

Martedì

18

Mar

2008

Doorways e Landing page

Un amico che sa che mi “occupo” di web marketing mi ha chiesto un parere su un preventivo che gli hanno sottoposto per la promozione del suo sito sui Motori di Ricerca.
Non farò nomi, ma è una piccola web agency (che non conoscevo) che fa anche attività seo e che non compare nemmeno nelle prime 4 o 5 pagine di Google con il proprio sito. (Buffo che il mio amico non abbia pensato a fare questa prova, ma è come dire… se non riesci a posizionare te stesso come puoi pensare di lavorare bene sugli altri?)
In ogni caso non è questo il punto che ha attirato la mia attenzione.

Nel contratto lungo e dettagliato c’era un passaggio relativo al modo di lavorare previsto.
In particolare si diceva che per ottenere un buon posizionamento in tempi rapidi, sarebbe stata realizzata “una pagina di atterraggio, che si chiama Landing Page“, che è particolarmente gradita a Google e garantisce ottimi risultati.
Tale pagina non risiede sul sito del cliente. (ma non viene specificato dove si trovi)

Ora, senza voler fare una lezione su cosa sia una landing page (ovvero una pagina studiata sì per catturare il visitatore che proviene da una campagna marketing di qualsiasi tipo, ma che ha in genere un preciso obiettivo, esplicitato dalla call to action e in genere risiede SUL sito del cliente)  è evidente che quanto proposto mi pare più una doorway page piuttosto che una landing.

Lunedì

11

Feb

2008

Yahoo respinge l’offerta di Microsoft

yahooE’ ufficiale: Yahoo ha respinto la super offerta di Microsoft di oltre 44 miliardi di dollari.

Motivazione ufficiale: perchè l’offerta sottovaluta il valore del brand, i suoi investimenti in piattaforme pubblicitarie e le prospettive di crescita. E’ quanto dichiarato oggi dalla azienda. Le parole precise sono:

“After careful evaluation, the Board believes that Microsoft’s proposal substantially undervalues Yahoo! including our global brand, large worldwide audience, significant recent investments in advertising platforms and future growth prospects, free cash flow and earnings potential, as well as our substantial unconsolidated investments,”

La notizia uscita pochi giorni fa (il 1 febbraio) in cui pareva che il gigante di Bill Gates avesse fatto un passo avanti nell’idea di acquistare l’unico potenziale competitor di Google, dopo mesi se non anni di avvicinamento, appare oggi superata.

Microsoft, tramite le parole del suo AD Steve Ballmer, non aveva celato l’interesse per il mondo della pubblicità online, mercato che sta crescendo rapidamente e che si stima passerà dagli oltre 40 miliardi di dollari del 2007 a quasi 80 miliardi di dollari nel 2010.

Ma Yahoo ci tiene a continuare per la sua strada, anche da solo..

Giovedì

31

Gen

2008

Sondaggio sulla seo industry

Sul sempre valido blog di Seomoz da un paio di giorni è online un sondaggio sull’industria del seo. Sono una cinquantina di domande, in inglese, ma il livello è piuttosto elementare. Ci vuole circa 20-30 minuti per farlo tutto. Ma credo che valga la pena. Non soltanto per dare il proprio piccolo contributo al panorama del search marketing, ma anche perchè leggendo le domande si può riflettere su alcuni temi interessanti.

Ah! inoltre partecipando si puo’ vincere un iphone (se non si vuole questo balocchino tecnologico, si puo’ ricevere un buono da 400 dollari spendibile su Amazon). Ma, in sostanza, di cosa tratta questo sondaggio?
sondaggio

Dopo alcune domande introduttive più socio-demografiche (sesso, età, titolo di studio, stato civile, lingua parlata.. e persino etnia!) si passa alla formazione seo: come hai imparato le tecniche di search marketing (da solo, studiando, leggendo sui forum e blog..) e come ti tieni aggiornato. Che posizione occupi in azienda e quali compiti svolgi (legati al seo). Se lavori per un’azienda o per conto tuo.

Dopodichè le domande vertono sugli strumenti seo utilizzati, come ad esempio quali strumenti utilizzi per la ricerca delle keywords. E su quali elementi seo ti concentri nel posizionamento di un sito: modifica dei metatags (title, description, keywords) oppure struttura dei link? fattori on-site oppure esterni?

Un po’ specifiche, alcune domande successive: ad esempio sull’uso del NO FOLLOW nei link o sui modi in cui Google può raccogliere dati (gmail, google toolbar, analytics, reti google di free wifi) utili al ranking..

Giovedì

24

Gen

2008

Qualità delle serp: Google vs MSN strategie differenti

Google è il precursore nella lotta allo SPAM nelle proprie SERP, ed in questi ultimi periodi s’è sentito molto parlare della battaglia che Google sta sostenendo contro la vendita e l’acquisto di backlinks.

Google vs MSN-Live strategie differenti contro lo SPAM nelle Serp

“Non acquistare link a pagamento! I link a pagamento sono un male per il tuo sito! I motori di ricerca non consentono la compravendita di links ai fini di incrementare il ranking fra i risultati delle ricerche!”

Hai mai sentito queste parole? Se sei un webmaster oppure un SEO credo proprio di SI, infatti sono i nuovi passi del “Vangelo secondo Google” per ridurre lo Spam presente nei propri indici.

Ad ogni modo, non tutti i motori di ricerca hanno adottato la linea dura come i Californiani come affermano di essere. Difatti MSN-Live non tratta il commercio dei links necessariamente come un tabù.

A tal proposito, alcune dichiarazioni di Geramia Andrick (product manager di MSN Live Webmaster Tools) riguardanti Paid Links (link a pagamento) e Cloacking mi hanno fatto riflettere.

Google non tollera alcun tipo di cloaking perchè desidera vedere ed indicizzare esattamente ciò che gli utenti finali vedono sul sito interner posizionato (difatti solitamente il cloaking è una tecnica che elude i filtri antispam facendo vedere allo spider una pagina ottimizzata, mentre agli utenti la pagina con layout accattivante definitiva del sito).

Inoltre, Google teme i Paid Links perchè potrebbero sovvertire l’integrità del proprio sistema che è basato principalmente sul calcolo del ranking tramite l’analisi dei link (ritenuti come indice di qualità di un sito).

Mercoledì

9

Gen

2008

Wikia Search sfida Google

wikia search Come al solito nei primi giorni dell’anno a cavallo della festività dell’Epifania, gli amanti della tecnologia applicata all’automobilismo si fregano le mani davanti alla TV in attesa di edulcorare i proprio occhi curiosi in attesa che la propria squadra del cuore presenti la nuova monoposto e ne dettagli le caratteristiche del motore, sempre più spesso tali da fare accapponare la pelle anche al buon vecchio Road Runner e a i suoi razzi dell’ACME.

Beh, scusandomi la digressione, devo deludere gli appassionati puntualizzando che questa volta si tratta di motori di ricerca.

Un motore di ricerca è un sistema automatico che analizza un insieme di dati da lui stesso raccolti in continuo e restituisce via web un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base a formule matematiche che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca: Fonte Wikipedia.
Cito la Fonte per scientificità, ma soprattutto perché è proprio dall’ideatore dell’enciclopedia libera che nasce un nuovo search engine.

Il 7 gennaio ha debuttato WIKIA Search, totalmente opensource, che ha come obiettivo insidiare l’indiscussa leadership di Google.
Un algoritmo proprietario, l’intelligenza umana e il social network sembrano essere gli ingredienti magici con cui le attuali 100 milioni di pagine di WIKIA Search iniziano a competere con i 450.000 computer con cui Google gestisce e indicizza le sue 8 miliardi di pagine.

E’ a partire dall’idea di mancanza di trasparenza, responsabilità, libertà e collaborazione che Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, ha deciso di buttarsi in questa nuova avventura in cui Google, per rispondere al successo di Wikipedia, ha creato Google Knot, sua antagonista.

Giovedì

20

Dic

2007

Cosa abbiamo cercato nel 2007

 beppe grillo

Sul blog di Google Italia è uscita lunedì la classifica della keyword più cercate da parte degli italiani nel 2007: il famoso zeitgest che monitora le tendenze nella ricerca (a proposito per chi vuole sapere l’origine di questa parola tedesca, rimando alla definizione che ne da Wikipedia).
Non sorprenderà trovare come keyword più cercata nel 2007 il nome del comico (ora politico?) Beppe Grillo. Anche se suona strano che le persone non conoscano il nome del dominio del più famoso blog d’Italia.

Stesse considerazioni si potrebbero fare per il sito al secondo posto (youtube): davvero gli utenti non conoscono l’url e la digitano nel motore di ricerca ?

C’è chi su queste premesse e su considerazioni extra (il fatto che non compaiano termini a luci rosse) contesta la validità di questa classifica. In ogni caso è interessante notare alcuni “macro trend”.

1) sempre più importanza dei social network e dei siti di foto/video sharing (al terzo posto infatti troviamo Badoo una community che fa proprio questo). E oltre a youtube, nei primi 10 posti di questa classifica compare anche Myspace.

2) la preoccupazione per i propri soldi.. (agenzia delle entrate, ma anche superenalotto)

3) la passione degli italiani per il calcio. quest’ ultimo dato è confermato anche dalla successiva classifica, che comprende le keyword più cercate nell’ambito del ticketing. Oltre alle rockstar Vasco Rossi e Ligabue, si vede come sia il calcio a dettar legge (con la piccola felice eccezione di Zelig).

Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.