Mercoledì

26

Mar

2008

Seminario on line gratuito “Com’è fatto il sito perfetto?”

Chi ha avuto modo di leggere la guida di cui ho già parlato sarà sicuramente interessato a partecipare a un seminario on line il 27/3/2008 alle 15.30, in cui verranno spiegati alcuni dei concetti base richiamati in quel documento.

In particolare in questo primo “webinar” si parlerà di contenuti vincenti per siti web commerciali, ma anche di interfaccia di navigazione e struttura del sito e, infine, di scelte grafiche per il web.

Trovate qualche dettaglio in più in un post su Pleiadi Blog.

Per partecipare a questo primo appuntamento on line basta registrarsi entro la mattinata del 27/3/08 qui:

Se perdete il primo evento on line, non preoccupatevi, ne organizzeremo altri nel prossimo futuro.

Buon seminario.

Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.

Venerdì

30

Nov

2007

Marketing o Web Marketing: da dove iniziare?

Quando 9 anni decisi di mollare il mio lavoro (sicuro) di dipendente per mettermi in proprio e fare il consulente di Web Marketing, fui spinto da un “sogno”.

Quel sogno era iniziato il giorno in cui, per caso, sentii da un caro amico questa frase: “Fai il lavoro che ti piace… e smetterai di lavorare!”Marketing: corsi e libri

In effetti per me oggi quel sogno si e’ realizzato. Pur lavorando come un mulo giorno e notte, mi diverto e mi appassiono a tal punto da vivere la mia professione piu’ come un hobby che come un “lavoro”.

Ma e’ anche vero che non si vive di soli sogni. Cosi’ come, lavorare come muli, non sempre ripaga (anzi a volte i muli prendono troppi calci in quel posto ;-)). Nel mio caso, quando 9 anni fa decisi di mettermi in proprio, l’elemento critico per la mia carriera professionale non fu tanto la profonda conoscenza di internet (dal 1995 smanettavo tra BBS e Web) quanto piuttosto la conoscenza dei fondamenti di Marketing.

Sto parlando di “Marketing” tradizionale non di web marketing.

Infatti, per quanto queste 2 materie vadano a braccetto, il web marketing rappresenta un’evoluzione del marketing tradizionale. Chi oggi conosce i fondamenti del Marketing tradizionale puo’ comprendere meglio le strategie di web marketing ma, soprattutto, puo’ dialogare in modo molto piu’ “efficace e diretto” con le aziende e gli altri consulenti.

Venerdì

9

Nov

2007

Lo spot che non ti aspetti: time 2 market, competitor e opportunità future.

Si conclude la saga dedicata a Blyk. Come ricordato, Blyk è un particolare operatore virtuale che si rivolgerà a partire dalla prossima estate a clienti tra i 16 e i 24 anni: da quella data, i ragazzi inglesi avranno l’opportunità di farsi ricaricare il telefonino rendendosi disponibili a ricevere pubblicità sul loro cellulare. L’offerta inglese prevede 217 SMS e circa 40 minuti di telefonate nazionali gratuiti.Il target giovane è certamente confermato dal numero elevato di SMS/MMS a costo zero: unica condizione per partecipare è avere tra i 16 e i 24 anni, appunto. In Inghilterra Blyk userà la rete Orange, con possibili accordi annunciati a breve anche con Nokia e Siemens: con questa strategia Blyk potrebbe godere di una delle migliori e più capillari infrastrutture di rete d’ Europa… In realtà, l’idea di scambiare pubblicità con telefonate è già stata utilizzata negli States da Virgin Mobile: 330 mila dei suoi 4,8 milioni di clienti hanno accettato di vedere spot in cambio di chiamate gratuite (Fonte: Virgin Mobile). Tuttavia Blyk si differenzia per due ragioni: in primo luogo, perché riguarda il mercato europeo fra i più competitivi e in secondo perché - al contrario del caso Virgin Mobile - il servizio di Blyk è interamente basato sul modello di business della pubblicità: in un trend di ricavi-voce in diminuzione, l’advertising mobile è ancora un mercato piccolo, che quest’anno a livello ww dovrebbe generare un fatturato compreso tra 1 e 2 Mld $. A questo punto Blyk è seguita con attenzione da operatori, produttori e internet companies in ragione delle previsioni di crescita della pubblicità mobile sino agli 11 Mld $ nei prossimi cinque anni. Non a caso, Google ha annunciato da poco un sistema di advertising per il web mobile (Adesense), e Yahoo ha acquistato Auctionality, un’azienda tedesca specializzata in pubblicità per i giochi mobili. Quale scenario ora si apre per Coop e Carrefour in Italia: se Blyk si accorderà con un operatore mobile italiano, potrà arrivare anche da noi.  Unico punto di debolezza  perché il mobile advertising diventi realtà di massa? Che i cellulari a banda larga Hsdpa si diffondano e che nascano tariffe flat-rate più “flat” per Internet Mobile.

Venerdì

28

Set

2007

Marketing, comunicazione integrata e new media: le sinergie possibili

Il Web Marketing (Management) è facilmente definibile come un confluente ramo del marketing tradizionale, alla Kotler diciamo, che va a impattare in modo “cross” sui new media. Questa “pratica esoterica” si occupa della definizione, applicazione e verifica delle strategie di business e comunicazione online con la tacita complicità degli utilizzatori, dell’impresa e del mercato.
Promesso: sarà l’ultima definizione da manuale, a pag. 25!

D’accordo, ma qual è il ruolo del marketing tradizionale in questo ambito? Cosa sta alla base dei concetti e dei contenuti di Web 2.0, email marketing, direct marketing, geo e micromarketing, glocalizzazione, marketing virale, searching & positioning, engine marketing, AWStats, comunità virtuale e pay per post?
In quanto “apostolato” del marketing tradizionale, il web marketing condivide “nel bene e nel male” le diverse definizioni portanti, differenziandosi solo come mezzo complementare, spesso sottovalutato.

Quando pensiamo al marketing, almeno da addetti ai lavori, immaginiamo come possibili strategie di integrazione a supporto dei favolosi Big Five (TV, Stampa, Radio, Cinema, Outdoor) le attività volte a migliorare molteplici aspetti aziendali, con particolare attenzione alla valorizzazione del ciclo di vita del prodotto e servizio, razionale base di vendita e di business.
Non sottovalutiamo però che, nello sterminato ambito di azione del marketing aziendale come “ramo della scienza economica”, per competere con successo nella complessità e nella frammentazione del mercato attuale è necessario focalizzarsi sempre di più sul cliente per generare valore aggiunto, per soddisfarlo e per chiudere opportunità e deals.
Per questa ragione, il marketing, oltre ad occuparsi dello studio descrittivo del mercato, della relazione dei potenziali clienti con l’impresa e delle strategie di core business, dovrebbe essere visto anche come processo sociale e manageriale a tutto tondo: immaginiamolo come un “missionario” dedito a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso creazione e scambio di prodotti e valori.
Si può parlare, quindi, dell’arte e della scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto, condicio sine qua non per mantenere in vita molte Biz Unit.