Mercoledì

19

Mar

2008

SEO: come scegliere le parole chiave

La scelta delle parole chiave, per chi fa posizionamento sui motori di ricerca, è una delle fasi fondamentali che condiziona in modo sostanziale l’esito della promozione ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In questo post, vedremo come strutturare nel migliore dei modi una promozione SEO basata sulle parole chiave.

A questo punto, quali sono le parole chiave con le quali posizionarsi?

• Quelle che generano più visite.
• Quelle più semplici da posizionare.
• Quelle utilizzate da tutti e dai miei competitors.

Nessuna di queste risposte è corretta. Difatti, le keywords migliori sono quelle che ci permettono di raggiungere al meglio gli obiettivi che ci siamo preposti, con un buon compromesso fra gli investimenti da sostenere ed i risultati raccolti (ROI – Ritorno dell’investimento).

In questi termini, le parole chiavi ideali sono quelle che risultano essere le più ricercate, che portano il maggior numero di risultati e con livelli di concorrenza non elevati (dove è più facile ottenere il posizionamento e mantenerlo nel tempo).

Dove trovare ispirazione per la ricerca delle giuste parole chiave:

Analisi della concorrenza: come visto in precedenza
Suggeritori di parole (i migliori):
- Google: https://adwords.google.com/select/KeywordToolExternal
- Yahoo: http://www.inventory.overture.com/d/searchinventory/suggestion/?mkt=it
- SEO-Book: http://tools.seobook.com/general/keyword/
Questi permettono di ottenere anche un’idea di concorrenza (basata su quella del Pay per Click) e dei volume di ricerca (da prendere sempre con le pinze).
Espansione della query: questa tecnica permette di vedere come il motore associa determinate parole chiave ad altre similari oppure sinonimi. Per trovare nuove parole basta usare l’operatore ‘ ~ ’ prima della parola chiave e sottraendo di volta in volta le parole evidenziate da Google.
Ad esempio: se vogliamo trovare l’espansione della query della keywords “web”, ricerchiamo in Google questa stringa: ~web –web (espandiamo query per “web” ed eliminiamo tutti i risultati che contengono “web” per far emergere gli altri termini).

Martedì

18

Mar

2008

Doorways e Landing page

Un amico che sa che mi “occupo” di web marketing mi ha chiesto un parere su un preventivo che gli hanno sottoposto per la promozione del suo sito sui Motori di Ricerca.
Non farò nomi, ma è una piccola web agency (che non conoscevo) che fa anche attività seo e che non compare nemmeno nelle prime 4 o 5 pagine di Google con il proprio sito. (Buffo che il mio amico non abbia pensato a fare questa prova, ma è come dire… se non riesci a posizionare te stesso come puoi pensare di lavorare bene sugli altri?)
In ogni caso non è questo il punto che ha attirato la mia attenzione.

Nel contratto lungo e dettagliato c’era un passaggio relativo al modo di lavorare previsto.
In particolare si diceva che per ottenere un buon posizionamento in tempi rapidi, sarebbe stata realizzata “una pagina di atterraggio, che si chiama Landing Page“, che è particolarmente gradita a Google e garantisce ottimi risultati.
Tale pagina non risiede sul sito del cliente. (ma non viene specificato dove si trovi)

Ora, senza voler fare una lezione su cosa sia una landing page (ovvero una pagina studiata sì per catturare il visitatore che proviene da una campagna marketing di qualsiasi tipo, ma che ha in genere un preciso obiettivo, esplicitato dalla call to action e in genere risiede SUL sito del cliente)  è evidente che quanto proposto mi pare più una doorway page piuttosto che una landing.

Venerdì

15

Feb

2008

Come dovrebbe essere un CMS ottimizzato per i motori di ricerca ?

I CMS sono strumenti molto comodi per la creazione e gestione dei contenuti web (testi, immagini, allegati, ecc). Spesso però le pagine che vengono generate dinamicamente da questi programmi presentano delle criticità che le rendono difficilmente “indicizzabili” dai motori di ricerca. Questo può implicare, in determinati casi, una penalizzazione nel posizionamento del sito.

La maggiore difficoltà deriva dal fatto che le pagine create dai CMS presentano troppi parametri nella URL, ad esempio:
www.mercatoglobale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=604&Itemid=32
contiene 4 parametri (sono quelli dopo il “?”), mentre normalmente Google e gli altri motori digeriscono non più di 2 parametri.

Inoltre spesso nei CMS vengono impostati dei re-indirizzamenti di pagina (ovvero una pagina prima di aprirsi “rimanda” ad una pagina diversa) che il motore non riesce ad interpretare o può interpretare come spam, con il rischio di “bannare” il sito (cioè di rimuoverlo dal proprio indice!).

Altri problemi generati da CMS non ottimizzati possono riguardare:
Siti multilingua: in questo caso spesso il motore di ricerca riesce ad indicizzare una sola versione del sito (ad esempio quella in italiano) e “ignora” le altre.

Siti con cataloghi online: quando i prodotti sono presentati sotto forma di schede, suddivisi in categorie e sottocategorie, il motore di ricerca non percorre in modo corretto la struttura del catalogo e può produrre “duplicazione di pagine” o, per altro verso, “saltare” categorie o schede prodotto.

Un CMS ottimizzato per i motori di ricerca come, ad esempio, quello realizzato da Promozione-Online consente di evitare (o risolvere) le criticità di cui sopra. Vediamone le caratteristiche.

Giovedì

31

Gen

2008

Sondaggio sulla seo industry

Sul sempre valido blog di Seomoz da un paio di giorni è online un sondaggio sull’industria del seo. Sono una cinquantina di domande, in inglese, ma il livello è piuttosto elementare. Ci vuole circa 20-30 minuti per farlo tutto. Ma credo che valga la pena. Non soltanto per dare il proprio piccolo contributo al panorama del search marketing, ma anche perchè leggendo le domande si può riflettere su alcuni temi interessanti.

Ah! inoltre partecipando si puo’ vincere un iphone (se non si vuole questo balocchino tecnologico, si puo’ ricevere un buono da 400 dollari spendibile su Amazon). Ma, in sostanza, di cosa tratta questo sondaggio?
sondaggio

Dopo alcune domande introduttive più socio-demografiche (sesso, età, titolo di studio, stato civile, lingua parlata.. e persino etnia!) si passa alla formazione seo: come hai imparato le tecniche di search marketing (da solo, studiando, leggendo sui forum e blog..) e come ti tieni aggiornato. Che posizione occupi in azienda e quali compiti svolgi (legati al seo). Se lavori per un’azienda o per conto tuo.

Dopodichè le domande vertono sugli strumenti seo utilizzati, come ad esempio quali strumenti utilizzi per la ricerca delle keywords. E su quali elementi seo ti concentri nel posizionamento di un sito: modifica dei metatags (title, description, keywords) oppure struttura dei link? fattori on-site oppure esterni?

Un po’ specifiche, alcune domande successive: ad esempio sull’uso del NO FOLLOW nei link o sui modi in cui Google può raccogliere dati (gmail, google toolbar, analytics, reti google di free wifi) utili al ranking..

Giovedì

20

Dic

2007

Cosa abbiamo cercato nel 2007

 beppe grillo

Sul blog di Google Italia è uscita lunedì la classifica della keyword più cercate da parte degli italiani nel 2007: il famoso zeitgest che monitora le tendenze nella ricerca (a proposito per chi vuole sapere l’origine di questa parola tedesca, rimando alla definizione che ne da Wikipedia).
Non sorprenderà trovare come keyword più cercata nel 2007 il nome del comico (ora politico?) Beppe Grillo. Anche se suona strano che le persone non conoscano il nome del dominio del più famoso blog d’Italia.

Stesse considerazioni si potrebbero fare per il sito al secondo posto (youtube): davvero gli utenti non conoscono l’url e la digitano nel motore di ricerca ?

C’è chi su queste premesse e su considerazioni extra (il fatto che non compaiano termini a luci rosse) contesta la validità di questa classifica. In ogni caso è interessante notare alcuni “macro trend”.

1) sempre più importanza dei social network e dei siti di foto/video sharing (al terzo posto infatti troviamo Badoo una community che fa proprio questo). E oltre a youtube, nei primi 10 posti di questa classifica compare anche Myspace.

2) la preoccupazione per i propri soldi.. (agenzia delle entrate, ma anche superenalotto)

3) la passione degli italiani per il calcio. quest’ ultimo dato è confermato anche dalla successiva classifica, che comprende le keyword più cercate nell’ambito del ticketing. Oltre alle rockstar Vasco Rossi e Ligabue, si vede come sia il calcio a dettar legge (con la piccola felice eccezione di Zelig).

Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.

Domenica

9

Dic

2007

Ranking, Mdr e SEO: le regole giuridiche

Il terzo intervento del convegno gt cambia argomento e tratta delle nuove regole giuridiche del web.
Ranking, search engines e SEO: le regole giuridiche
Relatore Andrea Guarini, docente dell’Università di Perugia, facoltà di Giurisprudenza.

Ranking e giurisprudenza

Diritti nei motori di ricerca nel caso di declassamento nei motori di ricerca.
Market power dei motori di ricerca versus libertà di informazione.

Market power:
- ranking
- seo
- blacklisting
- trust oligopolio

Libertà di informazione dei MdR?
art 21 della costituzione.
servizio (gratuito?) di informazione ai navigatori su siti web.
I mdr fanno un giudizio sui siti. I siti al primo posto vengono percepiti dal pubblico in maniera migliore.
Ma non c’è una regola certa. I criteri di ranking ? devono essere pubblici, trasparenti. Problema della derogabilità dei Mdr.
A volte ci sono declassamenti, oscuramenti immotivati.

Un sito ha diritto a un certo posizionamento?

Difficoltà a provare in un tribunale il danno e la cosa.
E un problema dimostrare che il Mdr ha voluto danneggiare un sito perchè non sono chiare le regole di posizionamento.

Si puo’ avere il diritto di essere primo, se sono rispettati i criteri?

Concorrenza sleale di chi fa black hat = diritto al risarcimento

Altro problema: diritto internazionale. Quale giurisdizione ? italiana? americana?

A fine intervento Enrico Altavilla, aka Low, pone una domanda sul diritto sull’essere presenti ai primi posti. Inoltre si domanda: noi operatori abbiamo una convenienza a rendere pubblico l’algoritmo? chi deve decidere?
forse conviene di più accettare il male minore: il trust che ha stabilito Google, sperando che non sia in malafede. Le sentenze emesse in USA hanno dato ragione a Google e Yahoo. “Perchè queste sono le opinioni”.