Archivio dei post di » lorenzo-rossi

Giovedì

13

Nov

2008

Decreto anti blog: ci risiamo?

La blogosfera si sta scatenando e stavolta è partito anche Facebook con gruppi, discussioni, appelli.

I blog sono di nuovo a rischio?

Su punto informatico si spiegano i punti salienti. Fra i vari la questione dei ricavi da adsense, un sostegno non da poco per molti blogger:

chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

e la discussione si allarga.

Ma se creo un sito per la mia azienda completo di blog dovrei quindi registrarmi al ROC anche se le uniche informazioni che pubblico sono inerenti alla mia azienda?

Altra situazione: se all’interno di un portale informativo di un’associazione culturale si inseriscono banner di “soci” o “semplici donatori” che lo sovvenzionano con donazioni, il banner è da ritenere attività commerciale?

C’è anche chi difende il decreto, sempre su Punto Informatico, fra i commenti c’è chi dice:

Non ho capito perchè un normale igornalista deve rispettare le leggi e e un blogger no.

Insomma la questione è complessa. La domanda è pero’ un’altra: il legislatore conosce l’argomento? è in grado di cogliere le sottile differenze fra un network di blog nato a scopi commerciali, e una redazione che usano questa piattaforma per comodità, oppure fra i piccoli blogger che lo usano come sfogo personale e le associazioni no-profit che hanno finalmente trovato uno strumento per comunicare facile ed economico?

Venerdì

26

Set

2008

Economia 3

Economia 3 il convegno a PratoIn questi giorni in Toscana, più esattamente a Prato si sta svolgendo ECONOMIA³ - Europa Business Cultura un grande evento culturale ed economico promosso dalla Regione Toscana.

Al Forum sono presenti alcuni economisti di caratura mondiale che mettono a disposizione le loro analisi e le principali chiavi di lettura dell’attuale scenario internazionale.

Ospite d’eccezione Eric Maskin, premio Nobel per l’Economia nel 2007 per la teoria sull’allocazione delle risorse in ambiente incerto.

Ma un altro ospite molto atteso è Hal Varian, uno dei più grandi esperti mondiali di Information and Communication Technology, oltre che consigliere economico di Google.

In particolare Hal Varian parlerà del futuro di Internet sabato 27 settembre al Teatro Metastasio alle ore 10.30
Il futuro dell’economia nell’era digitale
Hal Varian, University of Berkeley / Google Chief Economist

Mentre nel pomeriggio alle ore 16 presso Officina Giovani il convegno
PUBBLICITTA’: NUOVE STRATEGIE DI COMUNICAZIONE NELLO SPAZIO PUBBLICO FRA MARKETING E URBAN ART

Particolare attenzione sara’ rivolta ai temi del “Guerrilla Marketing” e all’utilizzo di linguaggi e temi dell’arte urbana nella commercializzazione di beni e servizi prodotti dalla societa’ contemporanea.

Ingresso gratuito.
Per altri info: http://www.economia3.it/

Mercoledì

16

Lug

2008

iPhone: prodotto di nicchia o di massa?

Steve jobs e l’iphoneIn questi giorni stiamo assistendo alla vera iPhonemania: vip che rilasciano interviste sul loro rapporto di odio amore con il cellulare, recensioni su riviste tecnologiche e non, tutti che contribuiscono al buzz intorno a questo piccolo gioiellino della telefonia: l’i-Phone.

Secondo i dati riportati sul sito Bloomberg la Apple Inc. avrebbe venduto 1 milione di iPhones nei primi 3 giorni.
Code chilometriche in tutto il mondo per il lancio di un giocattolino tecnologico che si usa con un dito e permette di collegarsi a Internet come nessun altro telefono.
Persino nel negozio Apple a NY nella Fifth Avenue (aperto 24 ore al giorno, 7 giorni su 7) c’era una coda di almeno 400 persone che volevano comprare il telefonino.
In Italia in sole 24 ore pare siano stati venduti 30.000 iPhone 3G.

Viene da riflettere sul marketing che sta dietro a un lancio simile.

Steve Jobs è un genio del marketing che si diverte a rompere le regole tradizionali. Basti pensare a quello che ha fatto con l‘ipod e itunes: in genere si vende l’hardware a basso prezzo e poi si fa i grossi guadagni con il software. Jobs invece è riuscito a creare un oggetto di design che tutti amano possedere e per il quale spendono volentieri. E non rinuncia ai suoi guadagni con itunes.

E per l’iPhone pare vorrà bissare il successo.

Giovedì

24

Apr

2008

Landing page orizzontali

Si è parlato spesso di Landing page su questo blog. Sono uno degli elementi importanti di qualsiasi azione di web marketing, perchè permettono di convogliare i visitatori che arrivano da banner, newsletter, pay per click, su un obiettivo specifico, la call to action.

Una discussione molto sentita è quella della lunghezza ottimale e la forma delle landing page: è meglio una landing page lunga e piena di testo? oppure breve e diretta all’azione?

è consigliabile una landing piena di link in uscita di approfondimento oppure assolutamente priva di link per non distrarre il navigatore?

Al di là di questo, finora non avevo mai letto di landing sviluppate in orizzontale. Ecco perchè sono rimasto sorpreso di leggere sul blog di Enrico Ladogana:

(…)ho pensato ad una landing che si sviluppa in orizzontale: (…) il movimento viene realizzato tramite un javascript che permette di ottenere uno scroll morbido (viene quindi rispettato il principio universale secondo il quale l’utente non deve utilizzare la barra di scorrimento orizzontale del browser quando naviga). Da un’altra angolazione pensate a quattro o più pagine web affiancate tra loro, ciascuna dotate di testo, immagini e link che, tramite un gradevole effetto di scrolling, permettano di raggiungere le successive.

Non riesco a immaginare una landing di questo tipo, ma ne sono affascinato.
Se qualcuno ha sviluppato qualcosa di simile mi linki l’url.

Martedì

11

Mar

2008

CTR e branding

Ho letto un articolo su Daily Net su uno studio americano (”Natural born clickers“) svolto dal centro media Starcom, dal network di behavioural targeting Tacoda e dalla compagnia digitale comScore sul CTR. Devo confessare che sono rimasto un po’ sorpreso che ci volesse uno studio americano per dire certe cose.

Perchè se in Italia sono consapevole siano ancora poche le aziende che usano come strumento di monitoraggio (e quindi di successo) le conversioni e il comportamento sul sito da parte del navigatore, pensavo che almeno negli USA la situazione fosse più avanti. Che si parlasse di brand reputation anzichè di ctr. Che non si pensasse a misurare il CTR nelle campagne di branding. Ma che lo si utilizzasse nelle campagne di pay per click o nei test di efficacia su diverse keywords.

Forse cercavano una conferma. Riporto alcuni passaggi significativi:

  • “L’80% dei click sugli annunci online viene generato dal 16% degli utenti internet”.
  • “Gli heavy clickers rappresentano solo il 6% della popolazione online ma contano per il 50% di tutto il display e il click. Il 30% di click è effettuato da “moderati” clickers, un gruppo che rappresenta il 10% della popolazione”.
  • (lo studio) “non evidenzia alcuna connessione tra l’atteggiamento nei confronti di un brand e il numero di volte in cui una sua campagna online è stata cliccata. La ricerca sottolinea come, quando le campagne digitali hanno obiettivi di branding, la massimizzazione del click rate non necessariamente migliora la performance della campagna”.