Giovedì
21
Giu
2007
L’ipotesi dell’agenda setting approda sul web
Vi sarà certo capitato di studiare, leggere o anche solo sentir parlare della teoria dell’agenda setting – un vero e proprio “classico” in fatto di teorie sulle comunicazioni di massa.
Per quanti di voi non la conoscono, ve la riporto brevemente con le parole di E.Shaw che, nel 1979, nel suo “Agenda Setting and Mass Communication Theory”, così affermava:
“…in conseguenza dell’azione dei giornali, della televisione e degli altri mezzi di informazione, il pubblico è consapevole o ignora, dà attenzione oppure trascura, enfatizza o neglige, elementi specifici degli scenari pubblici. La gente tende ad includere o escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media includono o escludono dal proprio contenuto. Il pubblico inoltre tende ad assegnare a ciò che esso include, un’importanza che riflette da vicino l’enfasi attribuita ai mass media agli eventi, ai problemi, alle persone.”
Questa teoria quindi non si basa sul concetto di persuasione, bensì sul fatto che i media offrono al pubblico gli argomenti su cui è il caso di formarsi un’opinione e che il pubblico si forma un’opinione su questi argomenti in dipendenza diretta dal rilievo e dall’importanza che i media vi assegnano.
Questo significa che i media sono in grado di andare a creare nella mente del pubblico un’operazione di distorsione rispetto alla reale importanza dei singoli eventi.





