Venerdì

28

Mar

2008

From, Da: Comunicazione del Mittente nell’Email (Marketing)

Con queste poche righe vorrei iniziare una serie di post apparentemente scontati ma che, se usati sistematicamente, diverranno per tutti noi di piena efficacia conoscitiva e comunicativa attraverso lo strumento che usiamo di più (per molti, anche più del cellulare…nevvero?).

mittente from

Ciò che compare dopo “Da:” esprime sinteticamente il mittente.
Il mittente, in questo caso, può essere manifestato sotto due forme:

1. l’indirizzo di Posta Elettronica (es.: jim.bl@unige.ch);
2. un alias dell’indirizzo di Posta Elettronica (es.: Jim Black) che comunque non esclude la possibilità di vedere l’indirizzo reale.

Se ci si pone dalla parte del destinatario, esso ha innanzitutto due elementi attraverso i quali può ricavare informazioni su chi gli scrive: il nome (es.: jim.bl o Jim Black) e il dominio (es.: unige.ch). Quest’ultimo può dire molto sul mittente, alcuni esempi:

- Unige.ch: innanzitutto comunica il paese di provenienza (.ch - Svizzera) e l’appartenenza alla rete dell’Università (uni-) di Ginevra (-ge);
- .ch: in quanto verosimilmente Svizzero, il mittente ha studiato tedesco e italiano o francese. uni-: è studente o professore, quindi sa o ha studiato l’inglese. –ge: lavora o studia per l’Università di Ginevra e sicuramente sa il francese;
- Nokia.com: il destinatario può presumere che il mittente è sia adulto, lavori, sappia qualcosa di nuove tecnologie e che sicuramente possegga un telefono cellulare :-) ;
- Email.it: il destinatario è quasi certo che chi scrive parla italiano, probabilmente connesso da casa e che, possedendo l’indirizzo da parecchio tempo è verosimile, non necessario, che non sia molto aggiornato sulle nuove possibilità e opportunità del mondo web (vedi gmail).

Giovedì

7

Feb

2008

Lotta agli spammer, parte seconda

Dopo la prima parte del post sull’intervento del Garante sulle comunicazioni indesiderate, ecco la conclusione:

E’ indubbio che l’invio non richiesto di fax comporta dei palesi danni economici quali, ad esempio, il consumo di carta o di carta termica, lo spreco di toner, l’occupazione indebita di linee telefoniche, per non parlare del disturbo arrecato dalle comunicazioni indesiderate nonché del costo in termini di tempo perso da parte del soggetto “contattato”.

E lo stesso principio può essere – seppur in maniera diversa – esteso anche al tempo dedicato a leggere ed eliminare e-mail contenenti spam (o sms ed mms).

Indubbiamente una forma di “danno” potrebbe essere ipotizzata e riconosciuta, e conseguentemente, potrebbe far scattare un risarcimento per la vittima dello spam.

Resta da verificare ed analizzare se, in sede giudiziaria, accanto alla richiesta di risarcimento danni in casi del genere possa essere ipotizzata o meno anche una forma di micro-danno esistenziale, ma ciò sarà oggetto di future riflessioni.

Il dato certo ed inequivocabile, alla luce della decisione del Garante per la protezione dei personali, è che per gli spammer in Italia si profilano tempi molto ma molto duri. Sempre in attesa di conoscere, beninteso, quale sarà l’orientamento operativo dei magistrati in tema di risarcimento danni in questa particolare e delicata materia.

Il provvedimento riprodotto dalla newsletter del Garante:

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Lunedì

4

Feb

2008

Tempi duri per gli spammer

Si profilano tempi duri, anzi durissimi, per gli spammer in Italia. Il Garante per la protezione dei dati personali è nuovamente intervenuto su una tematica sempre sotto i riflettori, quella dello spam in tutte le sue forme, ed ha  ribadito – con una recente decisione - che il destinatario di comunicazioni indesiderate (siano esse sms, fax, e mail ed mms) potrà rivolgersi al Giudice civile per ottenere un idoneo risarcimento dei danni.

La notizia è stata segnalata dalla newsletter n.299 del 4 gennaio 2008 del Garante per la protezione dei dati personali  e, anche sulla scorta  di decisioni assunte in precedenza dal Garante, questo ennesimo intervento potrebbe dare  il via a una stagione di richieste risarcitorie da parte di utenti molestati da comunicazioni  indesiderate. In  questo senso è possibile sviluppare qualche breve riflessione che  vogliono assumere un carattere  meramente divulgativo.

Il provvedimento  del Garante (il cui relatore è stato  il Dott. Giuseppe Fortunato) è stato adottato a seguito delle ripetute segnalazioni di abusi posti in essere da parte di una società che inviava fax aventi ad oggetto proposte commerciali, fax che non erano stati né richiesti né autorizzati. A seguito di accertamenti e di una dettagliata istruttoria, il Garante ha ribadito il principio  secondo cui l’invio di fax posto in essere senza aver ottenuto il “consenso informato” dei destinatari, fa configurare un trattamento illecito dei dati personali, con tutte le conseguenze di legge.

Lunedì

27

Ago

2007

Email marketing: gli indicatori di performance

Comunicare - ed eventualmente vendere - via email non è sempre un’impresa facile. Qualunque azione di direct marketing eseguita via email va studiata e progettata nei dettagli. E’ necessario riflettere sui propri obiettivi, individuare un target ben preciso e scegliere il linguaggio, il lessico ed il tono idonei al raggiungimento dei propri scopi.

Non mi soffermo su questa prima parte del lavoro, che consiste appunto nel “pensare” e realizzare l’email, perchè voglio oggi approfondire gli aspetti relativi a tutto ciò che accade dopo l’invio dell’email.

Gli effetti ed i risultati di un’azione di email marketing vanno misurati tramite specifici indicatori, tramite i quali è possibile avere conferma del successo o dell’insuccesso della campagna cogliendone anche le motivazioni. Se ad esempio il tasso di apertura dell’email è molto basso, è chiaro che abbiamo sbagliato l’oggetto della mail che quindi si è rivelata poco accattivante per il destinatario.

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Il tasso di apertura è solo uno tra i tanti indicatori di performance che consentono di “tirare le somme” a campagna conclusa. Vediamoli tutti nel dettaglio.

Martedì

17

Lug

2007

Utilizzare l’email nel marketing 9 - Lo Spam da 2 punti di vista

Il problema che vorrei esporre in questo post si concentra sul quesito annoso di definire quando un email è spam o non lo è. La discussione nasce tutta dall’esistenza di diverse interpretazioni di che cosa voglia dire che spam è un email “non voluta”. Riassumo in due categorie diversi punti di vista dei marketers: la prima categoria è orientata al mittente mentre la seconda al destinatario.

spam and not spam

DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA (I MARKETERS)

Mandare delle email a un gruppo di persone che è stato targettizzato sotto un certo interesse non è spam (cit. Dana Blankenhorn): il criterio per decidere quando una email è spam o non lo è, è se il destinatario è interessato o no a quello che riceve (cit. Bill Herp).
Prendere a noleggio l’email address di uno o più utenti che hanno dato il proprio indirizzo a qualcun altro per ricevere delle informazioni su un certo argomento, non è spam, sempre che le informazioni inviate rimangano nell’ambito di interesse del destinatario.
Se si sa per certo che qualcuno è interessato a un certo argomento, mandargli delle informazioni a proposito o delle notizie o una promozione commerciale non è spam (cit. Ramon Ray).
Il problema principale sono le leggi e le organizzazioni antispam e, quindi, trovare soluzioni e strategie adeguate a difendersi dalla possibilità di essere etichettati come spammers da organi legali come il Mail Abuse Prevention System (MAPS) o il Real time Blackhole List (RBL) (cit. Dana Blankenhorn), cosa che, in alcuni stati, porta a severe sanzioni o anche al blocco dell’attività.
Riassumendo, le due caratteristiche fondamentali del punto di vista appena esposto sono:
(1) il fatto di mandare messaggi con un tema che sia interessante per il destinatario e…
(2) il difendersi dagli organi legali antispam.

Lunedì

11

Giu

2007

Utilizzare l’email nel marketing 8 - Pianificare una campagna via Mail

Passi e Fasi per la pianificazione di una campagna di Email Marketing

planning

Ecco i passi standard che io farei per pianificare e sviluppare un’attività di email marketing (non vuole essere una “legge” ma una linea guida modificabile secondo il tuo contesto):

1. DESCRIZIONE DELLO SVILUPPO

• Creazione del database contenente gli indirizzi email e i dati dei destinatari profilati
• Creazione del messaggio email da inviare ai destinatari della campagna di email marketing
• Invio e tracking dei risultati con la possibilità di rilevare il click dell’utente specifico
• Reportistica dei risultati ottenuti

2. APPROCCIO AL LAVORO
Sono previste le seguenti attività di sviluppo:

• Analisi di dettaglio e definizione dei requisiti:
qui si tratta di definire innanzitutto due aspetti:

- quali tipi di destinatari possono essere interessati alla comunicazione che si vuole attuare (target);
- il numero di persone da raggiungere (volumi).

Una volta definite le categorie generali del target (es.: architetti lombardi, falegnami, geometri…) si passa al fissaggio delle priorità. Questa attività consiste nel valutare quali categorie sono più interessanti per gli obbiettivi posti dal cliente e, fra queste, quali prospects e/o sottocategorie potranno portare i risultati più significativi a breve e a lungo termine.
Questa attività permette di avere un quadro del target sia quantitativo che qualitativo e risulta decisiva nell’analisi dei risultati e nella decisione dei passi successivi.

• Analisi e scelta del software da utilizzare:
rispetto agli obiettivi preposti viene scelto un software o un’applicazione con cui realizzare la campagna di email marketing.
Il software, in questo caso, deve sostenere i seguenti requisiti:

Lunedì

16

Apr

2007

Utilizzare l’email nel marketing 7 - caratteristiche base di una newsletter

Le parti che abbiamo colorato o evidenziato nel post precedente ci permettono di spiegare brevemente alcune caratteristiche e funzioni di base di una eNewsletter.

newsletter

The Internet Marketing Chronicles
BRANDING. La prima parte dell’intestazione ci introduce nella funzione di promozione del nome (brand) che detiene la proprietà della eNewsletter. Il fatto che, in questo come in molti altri casi, più di 100.000 persone si trovino settimanalmente davanti agli occhi il nome del fornitore di informazioni a loro utili e che essi stessi hanno personalmente ed esplicitamente richiesto, aiuta ad aumentare generalmente la percezione positiva del servizio e, quindi dell’azienda che lo sostiene. Un esempio di come si possa dilatare questa percezione e, contemporaneamente, anche aumentare il numero degli iscritti alla eNewsletter, è rappresentato dal rinomato “word of mouth” o “passaparola”: nel nostro caso, l’inoltro del messaggio di una eNewsletter ad un amico che sappiamo interessato, è il modo più semplice perché una espansione del genere abbia luogo.

http://www.marketingchallenge.com
PROMOZIONE SITO. La seconda riga dell’intestazione rappresenta l’indirizzo (URL) della Homepage del sito Web a cui la eNewsletter fa riferimento. Questo collegamento ipertestuale, insieme a molti altri inseriti all’interno del corpo del messaggio, ha la funzione di aumentare il traffico di visitatori nelle pagine del sito.
Solitamente questo viene fatto inserendo nel messaggio degli estratti interessanti di alcuni articoli o, più in generale, delle tematiche sviluppate parzialmente che possono essere approfondite raggiungendo, attraverso un link, alcune pagine del sito Web. Notiamo che, in questo modo, oltre all’obbiettivo promozionale, viene data una valida opportunità di approfondimento al lettore e si evita di dover inviare messaggi troppo lunghi che spesso non fanno che scoraggiare la lettura.