Archivio di Marzo 2008

Venerdì

28

Mar

2008

From, Da: Comunicazione del Mittente nell’Email (Marketing)

Con queste poche righe vorrei iniziare una serie di post apparentemente scontati ma che, se usati sistematicamente, diverranno per tutti noi di piena efficacia conoscitiva e comunicativa attraverso lo strumento che usiamo di più (per molti, anche più del cellulare…nevvero?).

mittente from

Ciò che compare dopo “Da:” esprime sinteticamente il mittente.
Il mittente, in questo caso, può essere manifestato sotto due forme:

1. l’indirizzo di Posta Elettronica (es.: jim.bl@unige.ch);
2. un alias dell’indirizzo di Posta Elettronica (es.: Jim Black) che comunque non esclude la possibilità di vedere l’indirizzo reale.

Se ci si pone dalla parte del destinatario, esso ha innanzitutto due elementi attraverso i quali può ricavare informazioni su chi gli scrive: il nome (es.: jim.bl o Jim Black) e il dominio (es.: unige.ch). Quest’ultimo può dire molto sul mittente, alcuni esempi:

- Unige.ch: innanzitutto comunica il paese di provenienza (.ch - Svizzera) e l’appartenenza alla rete dell’Università (uni-) di Ginevra (-ge);
- .ch: in quanto verosimilmente Svizzero, il mittente ha studiato tedesco e italiano o francese. uni-: è studente o professore, quindi sa o ha studiato l’inglese. –ge: lavora o studia per l’Università di Ginevra e sicuramente sa il francese;
- Nokia.com: il destinatario può presumere che il mittente è sia adulto, lavori, sappia qualcosa di nuove tecnologie e che sicuramente possegga un telefono cellulare :-) ;
- Email.it: il destinatario è quasi certo che chi scrive parla italiano, probabilmente connesso da casa e che, possedendo l’indirizzo da parecchio tempo è verosimile, non necessario, che non sia molto aggiornato sulle nuove possibilità e opportunità del mondo web (vedi gmail).

Mercoledì

26

Mar

2008

Seminario on line gratuito “Com’è fatto il sito perfetto?”

Chi ha avuto modo di leggere la guida di cui ho già parlato sarà sicuramente interessato a partecipare a un seminario on line il 27/3/2008 alle 15.30, in cui verranno spiegati alcuni dei concetti base richiamati in quel documento.

In particolare in questo primo “webinar” si parlerà di contenuti vincenti per siti web commerciali, ma anche di interfaccia di navigazione e struttura del sito e, infine, di scelte grafiche per il web.

Trovate qualche dettaglio in più in un post su Pleiadi Blog.

Per partecipare a questo primo appuntamento on line basta registrarsi entro la mattinata del 27/3/08 qui:

Se perdete il primo evento on line, non preoccupatevi, ne organizzeremo altri nel prossimo futuro.

Buon seminario.

Martedì

25

Mar

2008

Chiave generica o long tail

avitur sardegna

Questa è un analisi sulla scelta di scalare una chiave generica rispetto alla scelta di posizionarsi con long tail.

Partiamo dallo studio dell’utente.

Chi cerca con chiave generica.
Chi cerca la chiave Sardegna per scegliere la sua vacanza non ha assolutamente le idee chiare. Potrà trovare l’offerta interessante ma si vorrà rapportare con le altre offerte presenti nella rete.
Chi cerca con la long tail.
Chi cerca una offerta utilizzando la long tail ha le idee molto più chiare. Ha gia deciso dove vuole andare e in quale tipo di struttura soggiornare.

Il comportamento dell’utente

Long tail:
Con il tempo ho potuto notare questa situazione: per le chiavi composte, come ad esempio last minute hotel porto Cervo agosto il navigatore guarda il sito posizionato in prima posizione, in seconda, in terza…
Spesso, avendo molti siti turistici, cerco di posizionarli tutti in prima pagina con la stessa long tail. La percentuale di accessi tra il sito posizionato in seconda posizione e il sito posizionato in quarta non si discosta molto. C’è da considerare moltissimi fattori: il title, la description, la completezza del sito, il prezzo, le fotografie, se il call to action è fatto bene… tutti fattori molto importanti per far decidere al navigatore di smettere di cercare, ma da una mia analisi ho visto che l’utente prima di prenotare fa un confronto visitando quasi tutti i primi 10 che compaiono nella serp..

Mercoledì

19

Mar

2008

SEO: come scegliere le parole chiave

La scelta delle parole chiave, per chi fa posizionamento sui motori di ricerca, è una delle fasi fondamentali che condiziona in modo sostanziale l’esito della promozione ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In questo post, vedremo come strutturare nel migliore dei modi una promozione SEO basata sulle parole chiave.

A questo punto, quali sono le parole chiave con le quali posizionarsi?

• Quelle che generano più visite.
• Quelle più semplici da posizionare.
• Quelle utilizzate da tutti e dai miei competitors.

Nessuna di queste risposte è corretta. Difatti, le keywords migliori sono quelle che ci permettono di raggiungere al meglio gli obiettivi che ci siamo preposti, con un buon compromesso fra gli investimenti da sostenere ed i risultati raccolti (ROI – Ritorno dell’investimento).

In questi termini, le parole chiavi ideali sono quelle che risultano essere le più ricercate, che portano il maggior numero di risultati e con livelli di concorrenza non elevati (dove è più facile ottenere il posizionamento e mantenerlo nel tempo).

Dove trovare ispirazione per la ricerca delle giuste parole chiave:

Analisi della concorrenza: come visto in precedenza
Suggeritori di parole (i migliori):
- Google: https://adwords.google.com/select/KeywordToolExternal
- Yahoo: http://www.inventory.overture.com/d/searchinventory/suggestion/?mkt=it
- SEO-Book: http://tools.seobook.com/general/keyword/
Questi permettono di ottenere anche un’idea di concorrenza (basata su quella del Pay per Click) e dei volume di ricerca (da prendere sempre con le pinze).
Espansione della query: questa tecnica permette di vedere come il motore associa determinate parole chiave ad altre similari oppure sinonimi. Per trovare nuove parole basta usare l’operatore ‘ ~ ’ prima della parola chiave e sottraendo di volta in volta le parole evidenziate da Google.
Ad esempio: se vogliamo trovare l’espansione della query della keywords “web”, ricerchiamo in Google questa stringa: ~web –web (espandiamo query per “web” ed eliminiamo tutti i risultati che contengono “web” per far emergere gli altri termini).

Martedì

18

Mar

2008

Doorways e Landing page

Un amico che sa che mi “occupo” di web marketing mi ha chiesto un parere su un preventivo che gli hanno sottoposto per la promozione del suo sito sui Motori di Ricerca.
Non farò nomi, ma è una piccola web agency (che non conoscevo) che fa anche attività seo e che non compare nemmeno nelle prime 4 o 5 pagine di Google con il proprio sito. (Buffo che il mio amico non abbia pensato a fare questa prova, ma è come dire… se non riesci a posizionare te stesso come puoi pensare di lavorare bene sugli altri?)
In ogni caso non è questo il punto che ha attirato la mia attenzione.

Nel contratto lungo e dettagliato c’era un passaggio relativo al modo di lavorare previsto.
In particolare si diceva che per ottenere un buon posizionamento in tempi rapidi, sarebbe stata realizzata “una pagina di atterraggio, che si chiama Landing Page“, che è particolarmente gradita a Google e garantisce ottimi risultati.
Tale pagina non risiede sul sito del cliente. (ma non viene specificato dove si trovi)

Ora, senza voler fare una lezione su cosa sia una landing page (ovvero una pagina studiata sì per catturare il visitatore che proviene da una campagna marketing di qualsiasi tipo, ma che ha in genere un preciso obiettivo, esplicitato dalla call to action e in genere risiede SUL sito del cliente)  è evidente che quanto proposto mi pare più una doorway page piuttosto che una landing.

Venerdì

14

Mar

2008

EcoCamp: quando i BarCamp diventano “verdi”

wiki ecoCampLa formula del BarCamp è ormai nota. E’ un modo veloce, economico e intelligente di discutere di uno o più argomenti fra persone che condividono interessi, professioni, idee. Perciò non deve soprendere un BarCamp dedicato al tema ambientale che - dimostrano le ricerche - si sta delineando come tendenza nel mondo della comunicazione in generale e di Internet in particolare. Sensibilità ambientale? scelte commerciali per cogliere target eco sensibili? Le aziende puntano sul “verde”. Strategia per vendere meglio oppure consapevolezza dei problemi del mondo di domani? Non sappiamo.

Però sorprende che un BarCamp dedicato all’ambiente venga organizzato in Puglia. In una cittadina vicino Bari, sconosciuta a chi non è mai passato in zona. Forse è un bel segnale. Che le idee, quelle buone, possono nascere ovunque.

In dettaglio vediamo di cosa si tratta.

EcoCamp è un BarCamp su ambiente, ecologia, sviluppo sostenibile, consumo critico
Si terrà sabato 29 Marzo 2008 ore 10, con una durata di 7 ore (con un’ora di pausa quindi dalle 10.00-17.00)
Il posto è il Believing Cube Incubatore d’impresa - Via dell’Ulivo, 5 - 70014 Conversano (Bari)

per info si può vedere la pagina dedicata a EcoCamp

Gli argomenti che chiunque potrà trattare sono:

Raccolta differenziata, Risparmio energetico, Consumo critico ed ecocompatibile, Modelli di mobilità sostenibile e responsabile (car pooling, park and ride, park and bike, ecc.), Riuso creativo, il Modello Alimentare Ecologico, Legislazione e Ambiente, Commercio equo e solidale…

Martedì

11

Mar

2008

CTR e branding

Ho letto un articolo su Daily Net su uno studio americano (”Natural born clickers“) svolto dal centro media Starcom, dal network di behavioural targeting Tacoda e dalla compagnia digitale comScore sul CTR. Devo confessare che sono rimasto un po’ sorpreso che ci volesse uno studio americano per dire certe cose.

Perchè se in Italia sono consapevole siano ancora poche le aziende che usano come strumento di monitoraggio (e quindi di successo) le conversioni e il comportamento sul sito da parte del navigatore, pensavo che almeno negli USA la situazione fosse più avanti. Che si parlasse di brand reputation anzichè di ctr. Che non si pensasse a misurare il CTR nelle campagne di branding. Ma che lo si utilizzasse nelle campagne di pay per click o nei test di efficacia su diverse keywords.

Forse cercavano una conferma. Riporto alcuni passaggi significativi:

  • “L’80% dei click sugli annunci online viene generato dal 16% degli utenti internet”.
  • “Gli heavy clickers rappresentano solo il 6% della popolazione online ma contano per il 50% di tutto il display e il click. Il 30% di click è effettuato da “moderati” clickers, un gruppo che rappresenta il 10% della popolazione”.
  • (lo studio) “non evidenzia alcuna connessione tra l’atteggiamento nei confronti di un brand e il numero di volte in cui una sua campagna online è stata cliccata. La ricerca sottolinea come, quando le campagne digitali hanno obiettivi di branding, la massimizzazione del click rate non necessariamente migliora la performance della campagna”.