Archivio di Dicembre 2007

Giovedì

20

Dic

2007

Cosa abbiamo cercato nel 2007

 beppe grillo

Sul blog di Google Italia è uscita lunedì la classifica della keyword più cercate da parte degli italiani nel 2007: il famoso zeitgest che monitora le tendenze nella ricerca (a proposito per chi vuole sapere l’origine di questa parola tedesca, rimando alla definizione che ne da Wikipedia).
Non sorprenderà trovare come keyword più cercata nel 2007 il nome del comico (ora politico?) Beppe Grillo. Anche se suona strano che le persone non conoscano il nome del dominio del più famoso blog d’Italia.

Stesse considerazioni si potrebbero fare per il sito al secondo posto (youtube): davvero gli utenti non conoscono l’url e la digitano nel motore di ricerca ?

C’è chi su queste premesse e su considerazioni extra (il fatto che non compaiano termini a luci rosse) contesta la validità di questa classifica. In ogni caso è interessante notare alcuni “macro trend”.

1) sempre più importanza dei social network e dei siti di foto/video sharing (al terzo posto infatti troviamo Badoo una community che fa proprio questo). E oltre a youtube, nei primi 10 posti di questa classifica compare anche Myspace.

2) la preoccupazione per i propri soldi.. (agenzia delle entrate, ma anche superenalotto)

3) la passione degli italiani per il calcio. quest’ ultimo dato è confermato anche dalla successiva classifica, che comprende le keyword più cercate nell’ambito del ticketing. Oltre alle rockstar Vasco Rossi e Ligabue, si vede come sia il calcio a dettar legge (con la piccola felice eccezione di Zelig).

Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.

Giovedì

13

Dic

2007

Landing Page e Riprova Sociale

riprova sociale

Stai guardando la TV…

Ad un certo punto una “risata finta” proviene dal programma che stai seguendo comodamente seduto in poltrona. Probabilmente sorriderai anche tu, oppure non lo farai…. questo non fa differenza

A prescindere dal tuo personale giudizio sulle risate finte in TV molto probabilmente ti parrà più simpatico il programma che le utilizza rispetto a quello che non lo fa.

A questo punto mi dirai che tu non sopporti quelle risate finte ed io ti ripeto che in qualche modo potrebbero influenzare il tuo giudizio senza che tu ne sia pienamente cosciente.

Caro amico ti presento il principio della Riprova Sociale.

Credo di poter riassumere questo principio nelle seguenti parole: Quando si presenta la necessità di dover prendere una decisione per la quale non abbiamo esperienze o alcuno specifico riferimento ci affidiamo agli altri attorno a noi prendendone esempio (gli altri diventano il nostro riferimento).

Facciamo ora qualche simpatico esempio…

Navighi in rete alle ricerca di un forum che tratti il tuo hobby preferito. Ne trovi due. Uno presenta 50 utenti registrati, l’altro 1000. Ci sono serie possibilità che tu preferisca registrarti a quello più affollato per un semplice motivo:

Ritieni che quello più affollato sia stato preferito da più persone e dunque migliore! (più affollato = migliore)

Sei su ebay alla ricerca di una caffettiera degli anni 40. Finalmente la trovi ed è venduta da un utente che ha molti feedback negativi…. Che fai?… la compri o ci pensi un po’?

Domenica

9

Dic

2007

La seconda edizione del Convegno Gt: è finita!

Il convegno gt 2007

Ho bloggato in diretta per due giorni. Spero di non aver scritto troppo male.. ma ho preferito la tempestività alla qualità. Mi riservo di riportare le riflessioni poi. Mi scuso con alcuni relatori di cui non ho riportato lo speech, ma ogni tanto ho dovuto fare delle pause! Sicuramente la fretta mi avrà fatto scrivere errori e imprecisioni. Invito chiunque a segnalarmeli via mail o via commento.

E’ stato divertente (e un onore) condividere il tavolo sia con altri blogger (Tiziano Fogliata, Alberto Barbaglia, Sante J. Achille) che con alcuni relatori che approfittavano della “sedia vacante” per ritoccare la propria presentazione (Piersante, Luca Conti, Nereo).
Due giorni densi..

Ecco i post in diretta sul Convegno Gt 2007

Primo giorno:

Primi interventi del primo giorno

Email marketing e marketing one to one: interventi di Fabio Pagano di Sitovivo

Landing pages: intervento di Enrico Madrigano

Lo scenario del search marketing in Italia: intervento di Marco Palminiello di Sems

Alternative a Google Analytics: intervento di Enrico Pavan di Tsw

Secondo giorno:

Strategie semantica: intervento di Alessandro Banchelli

Il buzz marketing: intervento di Luca Conti

Ranking e regole giuridiche: intervento di Andrea Guarini

Evoluzione delle piattaforme: intervento di Johnnie Maneiro

Ottimizzare wordpress: intervento di Sante J. Achille

Come affrontare un progetto seo/sem: intervento di Petro

Dimensione psicologica e sociale della Rete: intervento di Gianandrea Giacoma e Davide Casali

Come evolve il seo: intervento di Nereo Sciutto

Domenica

9

Dic

2007

Consigli web marketing - la semantica

Ultimo intervento è del simpatico Michal Gawel [Seolab] dal titolo
Sfruttare delle relazioni semantiche ai fini di posizionamento

Fare seo : lato tecnico + marketing + linguistico

Se amassi la semantica potrei ottimizzare meglio i testi, in modo accurato.  Troverei siti in cui converrebbe inserire link.

Facendo un’analisi semantica scopro i collegamenti fra certe parole..  Non bisogna solo inserire sinonimi!
Conviene provare a cambiare punto di vista.
Come mi comporterei se fossi Google?
devo valutare cosa sto cercando veramente.
Come fa? analizza le singole parole “lavoro milano” e i contesti in cui appaiono.

Il cervello umano lavora per associazioni. (Vannaver Bush)
Nel lavoro si procede per checklist, ma il motore di ricerca e l’essere umano no!
Le opere dell’uomo sono tematicamente collegate fra di loro.

Google phrase rank

Quando ci aiuta la semantica? quando la parola

  • è pertinente al tema della pagina.
  • è utilizzata spesso ma nel contesto adeguato,
  • presenta solamente pertinenze col contesto scelto.

Come trovare dei veri sinonimi?

trucco 1 — usare la tilde
trucco 2 — contare la correlazione dei termini
trucco 3 — fare una ricerca con le mie frasi chiave, trovare un sito giovane poco popolare, magari con tanto testo, leggendo il testo possiamo trovare sinonimi che vale la pena inserire nel nostro sito.

Domenica

9

Dic

2007

Link building e strategie

Dopo lo “sconvolgente” intervento di Enrico Altavilla, prende la parola Stuart Delta con un post dal titolo:

Links: il product placement del web moderno

Stuart delta al convegno gt

3 forme di product placement:

1) online video
- viral (ronaldinho)
- product placemnte (LG su Youtube)

2) blogosfera
- Nokia ha pagato blogger influenti per parlare di un nuovo telefono
- Pay per post

3) acquisto link testuale
- diretta trattativa
servizi di broker

Il link trading si è affermato:

  • Per ignoranza del link model
  • Paranoia da pagerank basso
  • In alcuni casi ha funzionato

A cosa ha portato l’acquisto di link? ad aberrazioni. Siti che parlano di 1 argomento sfruttano zone poco prominenti per vendere link testuali. Sono dei “disperati”.

Negli ultimi mesi Google ha issato bandiera nera nella compravendita dei link.
C’è una segnalazione nel web master tools per segnalare i siti che vendono link.
Google non puo’ sapere se certi link sono comprati o meno, agisce solo per quelli che mostrano un pattern di linkaggio esterno sospetto: link hanno certe posizioni, non sono a tema.

Perchè google fa questa guerra?

  • tentativo influenzare algoritmi
  • infrazione guidelines del motore
  • monetizzazione pr
  • contrario al criterio spontaneita link
  • abbassamento qualità di documenti web

Per l’utente i links sono riferimenti che permettono a 1 utente di passare da 1 sito a 1 altro. Le leve sono emotive.

Domenica

9

Dic

2007

Google images e multimedia: il ranking cambia

Dopo il coffe break il convegno gt prosegue con Enrico Altavilla.

Enrico Altavilla [SEO Specialist, Sems]
Google Images e multimedia: svolta concettuale nel ranking

Come far preoccupare un seo:

I seo ottimizzano i siti per avere un vantaggio al proprio sito.
Cosa accadrebbe se l’ottimizzazione delle proprie risorse andasse a vantaggio altrui? facciamo un po’ di fanta-seo.

E’ quello che sta accadendo da qualche mese. Anzi da 1 anno.
Per alcuni casi avviene che Google dia visibilità non a chi ottimizza ma a chi non ha ottimizzato.
Coloro che ottengono visibilità, lo fanno grazie al lavoro fatto da altri!

Tutto iniziato da un’analisi su Google web (google.it)
Immagini in cima alla Serp. Le immagini nonostante non fossero ottimizzate, erano coerenti con la ricerca fatta. Non erano minimamente ottimizzate, anzi nemmeno tematizzate. Non esisteva alcun elemento che permettesse al Mdr di capire a cosa apparteneva quella immagine. Una pagina anonima di un sito poco spiderizzato.

Come faceva google a sapere che quella immagine trattava di quella cosa? es. pannelli solari

La stessa ricerca fatta su google images mostra la stessa identica immagine. Tuttavia la pagina che ospitava l’immagine è diversa da quella su web.  Due siti diversi con la stessa immagine. Ma non c’era deep linking. Ogni sito aveva il proprio file jpg ma con la stessa immagine. La pagina presente su google images era tematizzata.

enrico altavilla al convegno gt

Altre ricerche mirate.. la cosa si ripete nel tempo. Molti dei siti erano blog.