Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.

Mercoledì

15

Nov

2006

In Tv l’informazione su Internet è al 90% sbagliata

Incredibile, quando in TV si parla di web è una crisi totale. Ma che forse voglio far passare come Internet il male del mondo?

Di recente, come tutti sapete, si parla molto del video del ragazzo down che è stato insultato in classe.

Se ne sono viste di tutti i colori tra cui:

- Indirizzo sbagliato di Google: http://google.video.it

- Hanno detto che Google ha catalogato il filmato come divertende, quindi cercando di far passare la cosa come beffa, quando tutti sappiamo benissimo che chi fa l’upload dei file sceglie la categoria

- Hanno attribuito a Stefano Hesse (di Google) frasi non dette e quindi false (mi sembra di aver sentito una cosa simile in TV, che Google non controllo i video perchè bla bla bla)

Questo accade si alla Rai che sulle reti Mediaset.

Che fare? magari prendete degli esperti per farvi curare i servizi :)
Non è una cosa da poco, per lo Sviluppo del Web è importante che le informazioni passino in modo corretto :)