Venerdì

16

Mag

2008

Idee creative all’asta su E-bay

Si aprirà alle 12 di lunedì 19 maggio l’asta su E-Bay per vendere non un oggetto bensì un’idea creativa.
RMG Connect, agenzia di comunicazione specializzata nell’utilizzo di media alternativi, ribalta il consueto modus operandi della creatività pubblicitaria e invita le aziende ad aggiudicarsi all’asta una campagna di forte impatto su un tema sociale scottante, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Su E-Bay si trova di tutto: lo sanno bene i frequentatori abituali, ma anche i semplici curiosi che almeno una volta sono capitati sul più celebre portale di aste online. Ma tra pochi giorni, oggetto dell’asta sarà nientemeno che una vera campagna pubblicitaria, con un fine sociale.

RMG Connect ha deciso di mettere all’asta su E-Bay un’ idea creativa. Ribaltando il processo canonico per cui un’azienda si rivolge all’agenzia per commissionare una campagna pubblicitaria, questa volta è la campagna stessa ad andare a caccia dell’azienda che se la aggiudicherà a colpi di offerte. Un modo diverso per riportare l’attenzione su un problema mondiale sempre più grave.

L’asta aprirà su E-Bay alle 12 di lunedì 19 maggio. Il “servizio” in vendita è costituito da un pacchetto completo: il soggetto della campagna stampa e una pianificazione completa che sfrutterà il circuito Promocard, quello delle famose cartoline pubblicitarie, che ha sposato con entusiasmo lo spirito benefico dell’iniziativa.

Domenica

13

Apr

2008

CREATIVES ARE BAD 2008

CREATIVES ARE BAD

A giugno si aprono le iscrizioni per
CREATIVES ARE BAD,
mostra sulla comunicazione rifiutata

Perché di questo si tratta, della terza edizione di un’esposizione di pubblicità e di progettazione grafica rifiutate dai clienti o censurati una volta pubblicati. Lavori che il fruitore finale non ha mai potuto vedere o sentire. Lavori rimasti chiusi nei cassetti dei creativi, incapaci di interpretare le aspettative del cliente, troppo sognatori, troppo fantasiosi, troppo… “cattivi”.

Il bando per l’edizione 2008 è appena stato pubblicato, ma già si pensa di estendere anche al web e ai nuovi media i lavori ammissibili. Ora tocca ai creativi esorcizzare i tabù e scaricare le frustrazioni di lavori che i clienti non hanno voluto utilizzare, oppure che la censura ha fatto ritirare, trovandoli troppo “audaci” per essere mostrati al pubblico.

CREATIVES ARE BAD

CREATIVES ARE BAD è un’occasione unica per conoscere e far conoscere pubblicità o lavori di progettazione grafica altrimenti sconosciuti ma anche per discutere delle problematiche legate al mondo della comunicazione. Perché determinati lavori vengono rifiutati? Scarso livello qualitativo, agenzie sorde alle esigenze del cliente, committenza con scarsa cultura della comunicazione, o clienti troppo intrusivi nel lavoro dell’agenzia? CREATIVES ARE BAD è dialogo. Conversazione tra agenzie, committenza e utente finale.

La partecipazione alla mostra è aperta a tutti gli studi di progettazione della comunicazione visiva ed alle agenzie di comunicazione d’Italia, che potranno proporre solo opere mai apparse in pubblico perché presentate ai clienti e rifiutate dagli stessi, o lavori realizzati, proposti in pubblico, censurati e quindi ritirati.

Martedì

1

Apr

2008

CREATIVES ARE BAD! A SALERNO

CREATIVES ARE BAD!:
un altro appuntamento.

Dopo Cava de’ Tirreni, Narni e Milano, dal 4 aprile al 4 maggio la mostra nazionale sulla comunicazione rifiutata o censurata sarà al CONVENTO SAN MICHELE di Salerno, città che le ha dato i natali nel 2006, nell’ambito della rassegna “QUELLO CHE PASSA… AL CONVENTO“, incontri d’arte, teatro, letteratura, cinema, musica e cibo in programma dal 22 febbraio al 30 maggio.

Mercoledì 2 aprile alle 11:00 l’inaugurazione, dopodiché si potrà visitare tutti i giorni, dalle 18.00 alle 22.00.

Pensata da MTN Company, agenzia di comunicazione di Cava de’Tirreni, in collaborazione con Comunitàzione.it, il punto di incontro per la comunicazione e il marketing, CREATIVES ARE BAD!, espone i lavori mai pubblicati, realizzati da agenzie e studi di progettazione italiani nelle le categorie advertising classico, progettazione grafica e spot TV, proponendosi come un momento per riflettere e confrontarsi su problematiche comuni e per interrogarsi sui perché celati dietro i rifiuti dei clienti, mettendo in risalto, quindi, le questioni legate alla comunicazione tra committenti e creativi.

Durante l’inaugurazione della mostra sarà presentato il bando per CREATIVES ARE BAD! 2008. In cantiere importanti novità sui requisiti di partecipazione, soprattutto riguardo ai progetti presentati ai concorsi. I lavori saranno selezionati con maggiore rigore dalla giuria.

Approfitto dell’occasione per ricordare che anche l’autore di questo post ha dei lavori esposti.

Mercoledì

20

Feb

2008

Quanto è distante Milano?

Me lo sono chiesto ieri quando, dopo un’uscita pubblicitaria importante per conto dell’azienda di famiglia su un quotidiano locale (un allegato molto evidente), un giornale concorrente mi ha chiamato per avere un incontro. Voleva propormi una pubblicità sul free press che rappresenta. Non me ne vogliano i comunicatori professionisti ma la realtà è che, immaginando una “tag cloud”, parole come

Briefing
Budget
Creatività
Posizionamento
Piano mezzi

Etc..

sono lontanissime dalle realtà locali dove, per dirla fuori dai denti, la situazione è questa: le figure cardine sono il titolare (o chi per lui) e l’account (commerciale, venditore) che rappresenta il mezzo. In questo caso la “creatività” viene spalmata nell’ideazione del messaggio (titolare + commerciale) e nella realizzazione che è spesso affidata al grafico di turno (mezzi cartacei) o ad un fotografo o operatore video prestato da altre funzioni.

La chiave di lettura che vorrei dare è però la seguente: questa situazione in cui tutti si metterebbero le mani nei capelli è poi cosi devastante? Quel 10-15-20% in meno di resa rispetto ad un piano mezzi e ad un messaggio professionale è comparabile con il risparmio di costi che si ha non-rivolgendosi ad un’agenzia di comunicazione? E che dire se il budget è di 2.000 o 3.000 euro? Non fare pubblicità o arrangiarsi all’inizio sperando di crescere? Ho due osservazioni:

- perché la figura del professionista di comunicazione non viene assorbita dal mezzo stesso? Potrebbe essere un servizio sostenibile da chi vende spazi (un po’ un ritorno agli albori della comunicazione in cui chi vendeva lo spazio regalava la creatività)

Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.

Lunedì

26

Nov

2007

CREATIVES ARE BAD, “Mostra sulla comunicazione rifiutata”

Creatives Are Bad, la “mostra sulla comunicazione rifiutata” di MTN Company e di Comunitàzione.it aprirà a Milano presso la Galleria AIAP in Via Ponchielli, 3 mercoledì 5 dicembre alle 18, e resterà aperta al ogni giorno dalle 14 alle 18 fino al 21 dicembre. L’ingresso è gratuito.

È interessante confrontare il potenziale dei nostri creativi con quello che i clienti sono disposti a fare vedere.

Creatives are bad

Venerdì

4

Mag

2007

LE CINQUE GENERAZIONI DELLA PUBBLICITÀ

Quarto di una serie di cinque articoli

Questa serie di articoli è ripresa da quella che ho scritto nel 1992 per DORLAND NEWS, l’house organ di DORLAND-AYER, la più grossa agenzia per la quale ho lavorato, house organ di cui avrei assunto la gestione operativa alcuni mesi più tardi.

Lo scopo non è tanto quello di ripercorrere le tappe storiche della comunicazione di impresa, quanto piuttosto di capire il perché e il come di una evoluzione a valanga.

La quarta generazione: pubblicità emozionale

Il ventennio che va dal 1980 alla fine del secolo e caratterizzato dalla crisi. Crisi della comunicazione, il nascere di nuovi media e di nuovi canali scuote alle fondamenta il mercato, e crisi della comunicazione stessa: il rumore supera il segnale, e trasmettere il messaggio diventa sempre più difficile.

Ted Turner fonda CNN, creando di fatto il primo canale tematico, che nel 1991 conoscerà un boom mondiale grazie alla copertura in diretta dei bombardamenti dii Baghdad durante la prima guerra del golfo. MTV segue a ruota, e i suoi spot rivoluzionano una volta di più il modo di comunicare.

E, nel 1993 nasce il World Wide Web, ovvero Internet come la conosciamo adesso, trasformando una rete di messaggistica e di trasferimento file in nuovo mezzo dalle potenzialità ancora tutte da scoprire. Ma l’inizio è lento.