Martedì

1

Apr

2008

CREATIVES ARE BAD! A SALERNO

CREATIVES ARE BAD!:
un altro appuntamento.

Dopo Cava de’ Tirreni, Narni e Milano, dal 4 aprile al 4 maggio la mostra nazionale sulla comunicazione rifiutata o censurata sarà al CONVENTO SAN MICHELE di Salerno, città che le ha dato i natali nel 2006, nell’ambito della rassegna “QUELLO CHE PASSA… AL CONVENTO“, incontri d’arte, teatro, letteratura, cinema, musica e cibo in programma dal 22 febbraio al 30 maggio.

Mercoledì 2 aprile alle 11:00 l’inaugurazione, dopodiché si potrà visitare tutti i giorni, dalle 18.00 alle 22.00.

Pensata da MTN Company, agenzia di comunicazione di Cava de’Tirreni, in collaborazione con Comunitàzione.it, il punto di incontro per la comunicazione e il marketing, CREATIVES ARE BAD!, espone i lavori mai pubblicati, realizzati da agenzie e studi di progettazione italiani nelle le categorie advertising classico, progettazione grafica e spot TV, proponendosi come un momento per riflettere e confrontarsi su problematiche comuni e per interrogarsi sui perché celati dietro i rifiuti dei clienti, mettendo in risalto, quindi, le questioni legate alla comunicazione tra committenti e creativi.

Durante l’inaugurazione della mostra sarà presentato il bando per CREATIVES ARE BAD! 2008. In cantiere importanti novità sui requisiti di partecipazione, soprattutto riguardo ai progetti presentati ai concorsi. I lavori saranno selezionati con maggiore rigore dalla giuria.

Approfitto dell’occasione per ricordare che anche l’autore di questo post ha dei lavori esposti.

Venerdì

14

Dic

2007

cloud computing : computer obliquo = accesso : privacy?

Filosofia è il concetto dietro al quale i responsabili marketing e i web marketing manager spesso si riparano per dare spiegazioni coerenti alle evoluzioni sui mercati tecnologici. Soprattutto in campo pubblicitario e advertising. Quindi da garanti della corretta sovrapposizione tra il Mercato, il Consumatore e l’Azienda, si trasformano in paladini della buona creatività (e del fatturato!).
Giusto così! Come potrei essere in disaccordo…
Bene, esistono molte persone, tra cui il sottoscritto, che propugnano da molto tempo la delocalizzazione in remoto di tutte le “risorse aziendali (in prima analisi i files) al fine di poterle utilizzare sempre e ovunque senza vincoli e barriere spazio-temporali. Non posso negare anche che in questo processo e nello sviluppo di quest’idea mi siano stati di aiuto i miei primi 6 anni di lavoro (32enne) in alcune tra le multinazionali più organizzate e tecnologiche sul mercato.

Ma disimpegnandomi un attimo dalle mie idee, apprezzo ancora di più la comunicazione, ormai più di un sussurro, di come Google abbia avviato ufficialmente il progetto “My Stuff”, con l’obiettivo di mettere nelle condizioni tutti gli utenti che desidereranno caricare i contenuti dei propri hard disk in remoto, di poterlo fare online su server proprietari in un qualche luogo degli States: gratuitamente. Si vuole più spazio remoto, si paga qualche dollaro. Ma chi tra gli operatori del web marketing non sarebbe disposto a pagare un piccolo prezzo per avere accesso ovunque? Le fonti, quindi sono autorevoli e i giocatori in campo sono di peso e di caratura mediatica notevole, da Google a IBM, da Microsoft a Yahoo! e Amazon: è ufficiale la presa di posizione del motore di ricerca di “aprire” il Mondo ad un nuovo standard.

Lunedì

26

Nov

2007

CREATIVES ARE BAD, “Mostra sulla comunicazione rifiutata”

Creatives Are Bad, la “mostra sulla comunicazione rifiutata” di MTN Company e di Comunitàzione.it aprirà a Milano presso la Galleria AIAP in Via Ponchielli, 3 mercoledì 5 dicembre alle 18, e resterà aperta al ogni giorno dalle 14 alle 18 fino al 21 dicembre. L’ingresso è gratuito.

È interessante confrontare il potenziale dei nostri creativi con quello che i clienti sono disposti a fare vedere.

Creatives are bad

Venerdì

9

Nov

2007

Lo spot che non ti aspetti: time 2 market, competitor e opportunità future.

Si conclude la saga dedicata a Blyk. Come ricordato, Blyk è un particolare operatore virtuale che si rivolgerà a partire dalla prossima estate a clienti tra i 16 e i 24 anni: da quella data, i ragazzi inglesi avranno l’opportunità di farsi ricaricare il telefonino rendendosi disponibili a ricevere pubblicità sul loro cellulare. L’offerta inglese prevede 217 SMS e circa 40 minuti di telefonate nazionali gratuiti.Il target giovane è certamente confermato dal numero elevato di SMS/MMS a costo zero: unica condizione per partecipare è avere tra i 16 e i 24 anni, appunto. In Inghilterra Blyk userà la rete Orange, con possibili accordi annunciati a breve anche con Nokia e Siemens: con questa strategia Blyk potrebbe godere di una delle migliori e più capillari infrastrutture di rete d’ Europa… In realtà, l’idea di scambiare pubblicità con telefonate è già stata utilizzata negli States da Virgin Mobile: 330 mila dei suoi 4,8 milioni di clienti hanno accettato di vedere spot in cambio di chiamate gratuite (Fonte: Virgin Mobile). Tuttavia Blyk si differenzia per due ragioni: in primo luogo, perché riguarda il mercato europeo fra i più competitivi e in secondo perché - al contrario del caso Virgin Mobile - il servizio di Blyk è interamente basato sul modello di business della pubblicità: in un trend di ricavi-voce in diminuzione, l’advertising mobile è ancora un mercato piccolo, che quest’anno a livello ww dovrebbe generare un fatturato compreso tra 1 e 2 Mld $. A questo punto Blyk è seguita con attenzione da operatori, produttori e internet companies in ragione delle previsioni di crescita della pubblicità mobile sino agli 11 Mld $ nei prossimi cinque anni. Non a caso, Google ha annunciato da poco un sistema di advertising per il web mobile (Adesense), e Yahoo ha acquistato Auctionality, un’azienda tedesca specializzata in pubblicità per i giochi mobili. Quale scenario ora si apre per Coop e Carrefour in Italia: se Blyk si accorderà con un operatore mobile italiano, potrà arrivare anche da noi.  Unico punto di debolezza  perché il mobile advertising diventi realtà di massa? Che i cellulari a banda larga Hsdpa si diffondano e che nascano tariffe flat-rate più “flat” per Internet Mobile.

Giovedì

22

Feb

2007

Comunicare alle donne

Una volta c’era la casalinga. Comunicare con lei era “facile”.
Oggi le donne sono cambiate. Ci sono donne che si dedicano alla casa, ai figli e al lavoro, e contemporaneamente alla propria bellezza, ai propri interessi e con un occhio all’ambiente. Sono donne in lotta con il tempo, che infatti sono sensibili ai prodotti che le facciano guadagnare/risparmiare tempo. Se poi questi prodotti riescono a migliorare le sue incombenze quotidiane colmando l’ansia da prestazione, ancora meglio.

Sono spesso informate (leggono libri e giornali, guardano la tv, navigano abbastanza su Internet). Hanno un reddito medio ma sono sensibili al budget familiare, del quale sono assolute responsabili. Molto più di quanto i loro compagni, mariti, fidanzati siano disposti ad ammettere.

Spesso riescono a influenzare gli acquisti di questi ultimi: anche in settori prevalentemente maschili come l’acquisto di un’auto, di prodotti hi-tech, di servizi bancari o finanziari, riescono a esercitare un potere nel “consigliare”.

Sono donne che da una parte sono attente al prezzo, ma dall’altra chiedono prodotti di qualità.

Comunicare con queste donne vuol dire tante cose. Da una parte dimostrare comprensione per il loro ruolo multitasking, dall’altra uscire da certi stereotipi, da un’altra ancora puntare a farle divertire. Perché anche alle donne piace l’ironia.

Come comunicare con loro? E soprattutto come farlo su Internet?

Se è vero che molte indagini indicano che circa il 70-80% degli acquisti in famiglia sono effettuati dalle donne, forse sarebbe ora di cambiare comunicazione, uscendo da cliché e stereotipi.