Archivio della Categoria 'Consigli Seo'

Domenica

9

Dic

2007

Link building e strategie

Dopo lo “sconvolgente” intervento di Enrico Altavilla, prende la parola Stuart Delta con un post dal titolo:

Links: il product placement del web moderno

Stuart delta al convegno gt

3 forme di product placement:

1) online video
- viral (ronaldinho)
- product placemnte (LG su Youtube)

2) blogosfera
- Nokia ha pagato blogger influenti per parlare di un nuovo telefono
- Pay per post

3) acquisto link testuale
- diretta trattativa
servizi di broker

Il link trading si è affermato:

  • Per ignoranza del link model
  • Paranoia da pagerank basso
  • In alcuni casi ha funzionato

A cosa ha portato l’acquisto di link? ad aberrazioni. Siti che parlano di 1 argomento sfruttano zone poco prominenti per vendere link testuali. Sono dei “disperati”.

Negli ultimi mesi Google ha issato bandiera nera nella compravendita dei link.
C’è una segnalazione nel web master tools per segnalare i siti che vendono link.
Google non puo’ sapere se certi link sono comprati o meno, agisce solo per quelli che mostrano un pattern di linkaggio esterno sospetto: link hanno certe posizioni, non sono a tema.

Perchè google fa questa guerra?

  • tentativo influenzare algoritmi
  • infrazione guidelines del motore
  • monetizzazione pr
  • contrario al criterio spontaneita link
  • abbassamento qualità di documenti web

Per l’utente i links sono riferimenti che permettono a 1 utente di passare da 1 sito a 1 altro. Le leve sono emotive.

Domenica

9

Dic

2007

Google images e multimedia: il ranking cambia

Dopo il coffe break il convegno gt prosegue con Enrico Altavilla.

Enrico Altavilla [SEO Specialist, Sems]
Google Images e multimedia: svolta concettuale nel ranking

Come far preoccupare un seo:

I seo ottimizzano i siti per avere un vantaggio al proprio sito.
Cosa accadrebbe se l’ottimizzazione delle proprie risorse andasse a vantaggio altrui? facciamo un po’ di fanta-seo.

E’ quello che sta accadendo da qualche mese. Anzi da 1 anno.
Per alcuni casi avviene che Google dia visibilità non a chi ottimizza ma a chi non ha ottimizzato.
Coloro che ottengono visibilità, lo fanno grazie al lavoro fatto da altri!

Tutto iniziato da un’analisi su Google web (google.it)
Immagini in cima alla Serp. Le immagini nonostante non fossero ottimizzate, erano coerenti con la ricerca fatta. Non erano minimamente ottimizzate, anzi nemmeno tematizzate. Non esisteva alcun elemento che permettesse al Mdr di capire a cosa apparteneva quella immagine. Una pagina anonima di un sito poco spiderizzato.

Come faceva google a sapere che quella immagine trattava di quella cosa? es. pannelli solari

La stessa ricerca fatta su google images mostra la stessa identica immagine. Tuttavia la pagina che ospitava l’immagine è diversa da quella su web.  Due siti diversi con la stessa immagine. Ma non c’era deep linking. Ogni sito aveva il proprio file jpg ma con la stessa immagine. La pagina presente su google images era tematizzata.

enrico altavilla al convegno gt

Altre ricerche mirate.. la cosa si ripete nel tempo. Molti dei siti erano blog.

Domenica

9

Dic

2007

Come sta evolvendo il seo

Dopo pranzo un intervento di Nereo Sciutto sulla figura del seo.

Nereo Sciutto [CEO, WebRanking]
Formazione SEO

Un seo puo’ arrivare da diverse strade: designer, developer, marketer..
I seo più anziani: non vengono da queste aree.

Quando si ha a che fare con un’azienda ci puo’ essere una di queste situazioni:

  • seo freelance
  • dipendente di agenzie seo/sem
  • in-house seo: dipendente in azienda

La dura realtà di un seo che lavora in-house. C’è bisogno di qualcuno che ti appoggi internamente nelle aziende. Aziende molto strutturate non riescono a fare tutto quello che l’agenzia seo/sem propone.

L’attività seo impatta sul prodotto da promuovere.

Vantaggi dell’ in-house seo

  • maggior conoscenza dell’azienda, del settore, delle keyword
  • conoscenza infrastrutture vincoli e politica aziendale
  • costo più basso (per l’azienda il numero di ore affidate al progetto)
  • verifica e controllo qualità sui consulenti esterni

Il seo non è più un tecnico

perchè?
bisogna conoscere il settore verticale in cui opera l’azienda. la conoscenza tecnica è l’ultima da acquisire
ci vuole una conoscenza forte delle regole del marketing e delle regole aziendali
serve la diplomazia

Negli Usa il rectruiment di seo (lo pone a livelli manageriali) chiede certi requisiti ai seo:
1) able to bridge the gap between it and business development group
2) parlare in maneira da convincere le altre sfere aziendali a metter in piedi certi progetti/decisioni

Sta diventando difficile il lavoro di un seo: saper posizionare contenuti diversi (testi, immagini, audio, video)

Giovedì

18

Ott

2007

Contare i Links? Ecco alcuni semplici Links Counter

L’attività di SEO ha diverse componenti. Una componente prettamente tecnica dove sperimentazione e test la fanno da padrone, una componente più “Markettara” nella scelta delle Keyword strategiche e nei contenuti e infine una componente commerciale nell’abilità di acquisto, scambio e vendita links.

E’ facile intuire come questo mestiere necessita la costruzione di un team in cui i compiti siano ripartiti per abilità e competenze; alternativamente il SEO deve essere una persona eclettica capace di passare da analisi e azioni tecniche a trattative acquisto/vendita links.

E’ per questo che il SEO si aiuta con numerosi Tool. Come lo stesso blog che state leggendo, di Tool per SEO ce ne sono davvero tantissimi. Tutti rivolti a semplificare le attività quotidiane… Ebbene è da molto tempo che cercavo un altro strumento per la compravendita di links: cercavo un semplice contatore che mi desse il numero di links in uscita di ogni pagina che mi interessasse!

Ma perchè devo analizzare i link in uscita di una pagina? Google misura la qualità del link! La qualità del link è data dal numero di link in uscita (cioè che puntano ad un dominio diverso da quello della pagina che stiamo analizzando) in relazione al pagerank della pagina stessa. Cioè se una pagina con PR5 contiene più di 50 links in uscita il link sarà di qualità molto bassa, perchè passerà pochissimo PR. Al contrario se la stessa pagina contenesse un massimo di 10 link in uscita il nostro link sarà di altissima qualità e di conseguenza sarà alto il valore di PageRank passato.

Martedì

9

Ott

2007

Links

links

Alcuni di voi ricorderanno le prime pagine web: erano infarcite di siti consigliati. Sì, perché il web all’inizio questo era: pagine utili e collegamenti a pagine ancora più utili.
Poi è arrivato Google ed ha sfruttato questi collegamenti dando più peso alle pagine più consigliate di altre ed ha fatto conoscere al mondo, volente e nolente, i termini PageRank, inbound ed outbound link.

E si è scatenato il caos.

Link presenti da una vita, utili ai visitatori, tolti in nome della barretta verde; paura di linkare qualunque risorsa, quasi si rischiasse una malattia infettiva; nofollow ad iosa; link venduti un tanto al chilo; spam allucinante su qualsiasi pagina in cui fosse presente un form; guestbook e forum inondati di link a qualsiasi cosa; commenti fatti solo per inserire un linkettino al proprio sito.

In molti si son affrettati a togliere i link esterni per paura di perdere posizioni in google e, orrore!, favorire altre pagine per la serp che tentiamo di scalare.
Io lottavo da mesi per una prima posizione su una key abbastanza pesante, ho provato di tutto, era diventata una sfida con me stesso. L’ho ottenuta solo dopo aver messo un link, pulito, verso un sito esterno attinente.

Una cosa del tipo key da scalare.
Tempo 24 ore e in quella serp son primo.

Perché? Principalmente perché inserire link verso risorse esterne significa tematizzare, indicare l’argomento ed il contenuto delle nostre pagine oltre di quelle esterne. E’ solo un esempio: ne potrei portare mille diversi, conosco siti che hanno fatto degli OL la base del posizionamento.

Lunedì

1

Ott

2007

Google, ottimizzazione del sito: i Meta Tag

Alcuni consigli su come ottimizzare i propri meta tag, renderli più efficaci dal lato Utente e valutarne l’importanza (o meno) per il motore di ricerca californiano.

Google, ottimizzazione del sito. I Meta tag.

Sempre più spesso mi capita di sentire e vedere webmaster che utilizzano i meta tag in modo scorretto, almeno non ottimizzato per i motori di ricerca, soprattutto per Google. Inoltre, negli ultimi tempi, si è diffusa la “simpatica” pratica di inventare (letteralmente) appositi metatag che dovrebbero incrementare le performance del sito in termini di posizionamento nelle ricerche.

Spero con questo post, di fare chiarezza, ma soprattuto far evitare “errori gravi” a chi sviluppa pagine web utilizzando meta tag a volte in modo estremamente scorretto per gli spider dei search engine.

La dichiarazione

I meta tag vengono elencati nell’head della pagina web, quindi devono essere esclusivamente compresi fra i tag e
La sintassi correttà è questa:

Meta tag disponibili e scopi (approvati dal W3C)

Prima di elecare i tag, tengo a precisare che le caratteristiche riportate di seguito sono gli utilizzi effettivi per i quali questi meta tag sono stati creati, ma non significa che i motori di ricerca ne tengano conto, proprio come vedremo più avanti.

1) “Description” - Serve per dare una breve descrizione della pagina. La sua lunghezza massima è di 1024 caratteri (comunque si consiglia di usarne al massimo 100-120). Può essere costituito da due frasi, ma deve sempre terminare con il punto (es. )

Giovedì

13

Set

2007

Quando un sito è bannato o penalizzato da Google?

Fra i webmaster, si parla sempre più spesso di penalizzazioni e siti bannati dal motore di ricerca californiano. Facciamo un po’ di chiarezza.

Penalizzazioni e ban di GoogleLeggendo svariati post e blog che parlano di SEO e Web marketing, non ho fatto a meno di notare che molti utenti e webmaster, non hanno ben chiara la differenza fra sito bannato e sito penalizzato. Inoltre da un po’ di tempo, un calo nelle Serp (risultati delle ricerche), viene immediatamente associato ad una penalizzazione: non è così e questo post spero delinei al meglio i due significati e come capire se il proprio sito è penalizzato o bannato.

Differenza fra penalizzazione e ban di un sito

PENALIZZAZIONE: il sito internet è presente almeno con una pagina all’interno degli indici di Google, ma viene “retrocesso” di posizioni all’interno delle SERP in cui prima appariva nei primi risultati (prime 2 pagine). In questi termini, vi sono varie forme di penalizzazione (-30 penality, -950 penality, etc.) e, solitamente, la maggior parte delle penalizzazioni sono scovate al 70% grazie agli algoritmi anti-spam e viene risolta (tolta) altrettanto frequentemente con modalità algoritmiche.
Solitamente le penalizzazioni avvengono quando si utilizzano tecniche spam (poco invasive e massicce) per falsare i risultati in SERP.

BAN: il sito viene completamente escluso dagli indici di Google (non è in alcun modo indicizzato, anche per ricerche contenenti il nome del dominio). Questa esclusione dagli indici avviene, più o meno, al 40% in modo algoritmico, ma più frequentemente è un’operazione manuale dovuta a segnalazioni che giungono ai quality rater che studiano i siti presenti fra i risultati di ricerca. Un sito può essere bannato per svariate motivazioni, elenco solo quelle più frequenti: