Archivio della Categoria 'Consigli Seo'

Venerdì

13

Apr

2007

Google: i fattori più importanti che determinano il posizionamento

Quali sono i principali fattori on / off page che caratterizzano il successo di un sito nei posizionamenti su Google? Alla domanda rispondono 37 fra i migliori SEO per il mercato americano.

I risultati del sondaggio sono stati raccolti da Rand Fishkin e resi pubblici sul sito www.seomoz.org.

Vediamo di cogliere i punti fondamentali di questa interessante analsi, sulle supposizioni ed esperienze in merito di posizionamento nel motore di ricerca più popolare al mondo: Google.

I partecipanti al sondaggio, sono stati invitati ad attribuire un punteggio (da 0 a 5) ad ogni fattore preso in analisi: ecco il responso in ordine decrescente d’importanza (va ad ogni modo sottolineato il fatto che si tratta d’ipotesi prettamente soggettive, infatti si reputa che Google consideri più di 200 fattori per il calcolo del ranking dei siti nei propri risultati delle ricerche - dette SERP).

CARATTERISTICHE POSITIVE AL POSIZIONAMENTO

a) Posizione della parola chiave

  • 4.9 - Parola chiave nel titolo della pagina
    Inserire la keywords nel tag title della pagina risulta fondamentale ed acquista maggior rilevanza se resta invariato nel tempo
  • 3.7 - Utilizzare la parola chiave nel corpo del documento
  • 3.4 - Relazione fra i il contenuto della pagina e le parole chiave
    In effetti, è impensabile di promuovere una parola chiave che centra poco o nulla con il contenuto ed il contesto della pagina.
  • 3.4 - Parola chiave nel tag H1
    Inserire la keyword nell’intestazione della pagina sembra aiutare il posizionamento.
  • Giovedì

    12

    Apr

    2007

    La gestione dei form in un sito web

    10 consigli

    Qualunque sito stiate navigando, siatene certi, prima o poi vi imbatterete in un odioso form da compilare! Del resto lo strumento è imprescindibile per ottenere feedback, far completare un acquisto, far esprimere un giudizio, insomma per garantirsi una qualsiasi interazione con i propri visitatori.

    Purtroppo, nonostante esistano centinaia di articoli che spiegano dettagliamene come realizzare un form efficace ed efficiente, la maggioranza dei siti web implementa in maniera discutibile una componente così critica.
    Consideriamo i 10 errori più comuni:

    1. la lunghezza: l’utente non ha tempo da perdere, caratteristica dei navigatori che meno è mutata nel corso degli anni; se non riesce a compiere un task in pochi secondi abbandona la pagina senza pensarci due volte. Ecco allora che la strategia ottimale è quella di creare form con pochi campi, quelle realmente indispensabili.
    2. la mancanza di controlli: spesso i campi input in cui l’utente deve inserire del testo sono realizzati senza alcun meccanismo che permetta di generare un messaggio di errore ogniqualvolta non vi sia consistenza tra dato richiesto e dato inserito. Un esempio: se il campo deve contenere un numero telefonico e l’utente inserisce invece del testo dovrebbe essere previsto un meccanismo (del codice javascript o altro linguaggio di scripting) che informi lo stesso utente dell’errore commesso.

    Venerdì

    6

    Apr

    2007

    Una strategia per ottimizzare gli errori di battitura

    MisspelligGli errori di battitura in gergo tecnico sono meglio conosciuti con il nome misspelling.

    Può succedere mentre scriviamo le nostre pagine web di fare degli errori di battitura, fanno la stessa cosa i navigatori quando ricercano sui motori di ricerca, pertanto risulta essere molto importante inserire questi possibili errori nelle nostre pagine in modo di poter essere trovati per parole chiave scritte con qualche errore di battitura.

    Il concetto stesso di usabilità si basa sul fatto che chi progetta un web site o un sistema di comunicazione on line riesca a prevedere le azioni che verranno compiute dagli utenti.

    Come fare per “sfruttare” questa opportunità ? Una semplice domanda a cui potrei risondere per esempio consigliandoti tecniche black hat seo; testo nascosto strategicamente “oscurato” con tecniche borderline (naaa non mi piace più), oppure creando delle pagine white hat appositamente pensate per raccogliere il “ricco” traffico generato dalle misspelling.
    Prima di tutto dovrai studiare quelli che potrebbero essere gli errori di battitura più comuni che i navigatori potrebbero commettere ricercando le parole chiave di tuo interesse.

    Mercoledì

    28

    Mar

    2007

    Google Maps ottimizzazione del sito

    Ci siamo abituati per anni a visualizzare serp di circa 10 risultati. Uso il circa in quanto, talvolta, comparivano in testa alla pagine i cosiddetti ads premium, di colore ben distinto rispetto a quello utilizzato per i listing organici.

    Le cose, da qualche tempo, sono cambiate. In primo luogo gli ads di Adwords ogni giorno schiariscono sempre di più, siamo passati dal blu acceso al giallo, sempre più chiaro. A questi risultati supplementari, si aggiungono, per certe categorie di chiavi di ricerca, quelli prodotti da google maps.

    Giungiamo così ad ottenere serp di 15 e più risultati. Un incremento del 50%, non è cosa da poco! La competizione aumenta e sfido chiunque ad affermare che l’utente medio è in grado di capire immediatamente quali siano i risultati naturali e quali non lo siano.

    Che strategia possiamo attuare per migliorare la nostra posizione in queste serp così affollate?

    Certamente possiamo allestire una campagna Adwords e definire un costo a click sui nostri annunci superiore a quello di tutti i nostri competitor!

    Ovviamente questa soluzione non è sempre praticabile ed ha un prezzo piuttosto elevato.

    Abbiamo però la possibilità di migliorare la nostra posizione nelle serp relative a Google Maps a costo ben inferiore: qualche ora del nostro lavoro!

    La prima operazione da compiere è quella di iscrivere il nostro sito a Google Maps. La procedura prevede l’inserimento dei dati anagrafici della vostra azienda. A questo punto, a distanza di qualche settimana, vi verrà inviato un codice pin da inserire nel vostro account google mappe.

    Lunedì

    26

    Mar

    2007

    Anatomia di uno shop… Mediaworld

    Ecco il secondo e ultimo post su Mediaworld dal punto di vista della comunicazione. Dopo aver analizzato la parte dedicata alle promozioni e agli eventi, ecco la sezione che più ci interessa: compra online.

    L’area acquisti online è raggiungibile dalla pagina di ingresso, tornando quindi indietro col browser, digitando nuovamente l’indirizzo principale, o attraverso il marchio in alto nella colonna di sinistra.
    Ci troviamo quindi su http://compraonline.mediaworld.it/
    Il marchio si presenta in alto a sinistra seguito dai servizi per l’assistenza alla clientela compreso il numero verde ben in evidenza.

    Gli altri link sono scritti con un font piccolo, ma in una posizione rilevante. Il meno comunicativo risulta essere “Portale MW” che riconduce alla prima area informativa. Non viene notato, non viene identificato immediatamente il suo ruolo, e sembra essere l’unica porta di ingresso per chi volesse andare nell’area parallela.

    In una barra di menu superiore ritroviamo alcuni servizi tipici del mercato online quali suonerie, musica, giochi.

    Alcuni di questi li ritroviamo promossi in banner nella colonna di destra.
    La colonna di sinistra è l’elemento più chiaro di tutto il sito Media World. Presenta i prodotti divisi per categoria e mostra le rispettive sottocategorie al passaggio del mouse.

    Accendendo ad una categoria specifica ritroviamo i prodotti ordinati per prezzo, dal meno caro al più costoso. Non è possibile quindi ordinarli per ordine di inserimento (dando la possibilità di distinguere i nuovi arrivi dalla merce già presente), o visualizzando per primi quelli in offerta. In alcune aree, come quella della telefonia, la possibilità di affinare la ricerca è molto buona permettendo infatti di ordinare in base a marca o alcune funzioni.
    Negative invece le incongruenze tra i prodotti dell’area e-commerce e quelli che si ritrovano nelle offerte su http://www.mediaworld.it/home.html

    Venerdì

    23

    Mar

    2007

    Anatomia di uno shop… Mediaworld

    Dopo gli interventi di Enrico Ladogana e Roberto Fumarola ecco l’ultimo ciclo di articoli dedicati ad analizzare il sito di Mediaworld.

    Oltre all’analisi che si può compire sul piano dell’accessibilità, dell’usabilità, sulla funzionalità dello shop online e sull’interfaccia del sito analizzate dal punto di vista tecnico, si possono condurre una serie di analisi sulla capacità comunicativa del sito Mediaworld.
    Queste analisi naturalmente non vanno lette separatamente ma circumnavigano un sito sotto molteplici punti di vista che si completano tra di loro. Questo articolo fa parte pertanto di una serie di studi, senza alcuna pretesa di esaustività, sull’Anatomia di uno Shop.

    Sono state fatte diverse esperienze di navigazione all’ interno del sito Mediaworld, tenendo conto dei requisiti, dei parametri, degli indicatori di diversi metodi di analisi dei siti internet, individuando quindi alcune deficienze ed alcuni punti di forza comunicativi.
    A tale analisi ho voluto associare l’esperienza concreta di utenti comuni, non esperti, e che non conoscevano l’ambiente di tale catena di negozi. In questo modo è stato possibile valutare la bontà della pregressa analisi esplorativa e far emergere ulteriori spunti di indagine.

    Naturalmente non vi erano le risorse necessarie per un’analisi quantitativa con un campione probabilistico, ma i soggetti sono stati individuati in maniera ragionata sulla base di alcune caratteristiche. In particolare dovevano avere un livello di istruzione alta (laurea di primo o secondo livello), effettuare un accesso alla rete almeno tre volte la settimana, essere mediamente esperti nella navigazione ma non essere soggetti attivi nella costruzione interattiva del web (avere un indirizzo email ma, ad esempio, non un proprio blog, e con una partecipazione alle community online medio-scarsa). Tutti i soggetti dovevano inoltre aver già fatto almeno un’esperienza di acquisto online.

    Lunedì

    19

    Mar

    2007

    Anatomia di uno shop… Mediaworld

    Ed ecco la terza ed ultima parte su Mediaworld: dopo la visibilità e l’accessibilità, parliamo ora di interfaccia.

    Interfaccia del sito

    Il sito è costituito da tre livelli. Le macro categorie merceologiche sono inserite nella barra principale di navigazione posta nella colonna sinistra. Il passaggio del mouse sopra una di queste macro categorie apre un menù a tendina che permette di visualizzare le sotto categorie. Un click successivo consente all’utente di accedere alla gamma di prodotto nel box centrale.
    In basso, colonna sinistra, in posizione un po’ troppo nascosta, risiede il box di ricerca alternativa per marca e modello. Le barre superiori sono due. La prima contiene link di servizio: supporto ai clienti, contatti, carrello, ecc. (in questo caso esempio di buona progettazione, anche se si sarebbe ottenuto un effetto migliore attraverso l’uso di link più visibili, magari colorati, con icone e dotati di font più grandi). La seconda contiene un elenco di servizi a valore aggiunto offerti dal sito: stampa foto, vendita brani musicali, ecc..
    Trovo quest’ultima barra, il mio è un parere del tutto personale, non ottimamente posizionata. Sembra quasi distogliere l’attenzione dell’utente dal suo obiettivo principale: l’acquisto di prodotti di elettronica di consumo. L’immagine che segue mostra le caratteristiche principali dell’interfaccia di navigazione di MediaWorld. La successiva una personalissima rielaborazione.

    navigazione
    Interfaccia del sito di E-Commerce di MediaWorld

    navigazione alternativa
    Interfaccia alternativa