Quando un sito è bannato o penalizzato da Google?

Fra i webmaster, si parla sempre più spesso di penalizzazioni e siti bannati dal motore di ricerca californiano. Facciamo un po’ di chiarezza.

Penalizzazioni e ban di GoogleLeggendo svariati post e blog che parlano di SEO e Web marketing, non ho fatto a meno di notare che molti utenti e webmaster, non hanno ben chiara la differenza fra sito bannato e sito penalizzato. Inoltre da un po’ di tempo, un calo nelle Serp (risultati delle ricerche), viene immediatamente associato ad una penalizzazione: non è così e questo post spero delinei al meglio i due significati e come capire se il proprio sito è penalizzato o bannato.Differenza fra penalizzazione e ban di un sito

PENALIZZAZIONE: il sito internet è presente almeno con una pagina all’interno degli indici di Google, ma viene “retrocesso” di posizioni all’interno delle SERP in cui prima appariva nei primi risultati (prime 2 pagine). In questi termini, vi sono varie forme di penalizzazione (-30 penality, -950 penality, etc.) e, solitamente, la maggior parte delle penalizzazioni sono scovate al 70% grazie agli algoritmi anti-spam e viene risolta (tolta) altrettanto frequentemente con modalità algoritmiche.
Solitamente le penalizzazioni avvengono quando si utilizzano tecniche spam (poco invasive e massicce) per falsare i risultati in SERP.

BAN: il sito viene completamente escluso dagli indici di Google (non è in alcun modo indicizzato, anche per ricerche contenenti il nome del dominio). Questa esclusione dagli indici avviene, più o meno, al 40% in modo algoritmico, ma più frequentemente è un’operazione manuale dovuta a segnalazioni che giungono ai quality rater che studiano i siti presenti fra i risultati di ricerca. Un sito può essere bannato per svariate motivazioni, elenco solo quelle più frequenti:

  • Utilizzo di tecniche SPAM avanzate (cloaking, doorways page, etc.)
  • Backlink ad un sito Bannato (se il sito linka un sito già bannato, è probabile il ban ricada anche sul sito contenente il link)
  • Creazione di un network SPAM

Ora che abbiamo definito meglio i significati di penalizzazione e ban, vediamo come scoprire se un sito è vittima di queste due operazioni anti-spam eseguite da Google.

Come capire se un sito è penalizzato

Personalmente, per valutare la penalizzazione di un sito, procedo in questo modo:

1) effettuare una query (ricerca) in Google per il domionio (ad esclusione del “http://www.”) ad esempio per: “nomesito.it”. Se il sito non è presente nelle prime 5 posizioni, ci sono buone possibilità che il sito sia vittima di una penalizzazione;

2) per avere maggiori certezze, ripetere la query anche per il dominio con il “www.” ad esempio per: “www.nomesito.it” e si traggono le stesse conclusioni del punto precedente;

3) infine, per la prova del 9, basta ricercare anche il nome del dominio (sempre senza “http://www.”) più una parola chiave principale per la quale il sito è ottimizzato, ad esempio: “nomesito.it keyword principale”. Se il sito si presenta ancora in posizioni inferiori rispetto alle prime 5, la penalizzazione è “quasi” certa (quasi perchè om condizioni particolari, tipo di fluttuazioni sinusoidali delle serp di Google, può darsi che il sito internet non sia veramente penalizzato ma solo in una particolare fase di analisi da parte di Google).

Come capire se un sito è Bannato

Sempre in modo personale, io utilizzo queste semplici tecniche per valutare se un sito è stato bannato da Google:

1) soluzione più semplice ed immediata: effettuare una ricerca col comando “site:” + il nome di dominio, ad esempio “site:www.nomesito.it”. Se non vi sono risultati trovati, allora la probabilità che il sito sia bannato è molto alta. Attenzione però, questo potrebbe anche solamente significare che il sito non è stato ancora indicizzato.

2) iscrivendo il sito al Webmastertool di Google, nell’homepage relativo al sito internet (dopo la verifica) è possibile vedere alcune indicazioni da parte del crawler di Google che indica chiaramente la motivazione del perchè il sito non sia presente negli indici (ricorda che dal web master tool è possibile anche richiedere la reinclusione di un sito bannato).

Spero davvero di aver fatto chiarezza a tutti i webmaster ed appassionati che controllano periodicamente le SERP ed i risultati dei propri siti internet in funzione del ranking raggiunto su Google.

5 Comments

  1. michele, secondo te, il ban indica un’esclusione dall’indice oppure un flag (manuale) che impedisce al sito di finire su qualsiasi tipo di SERP?
    il buon fradefra affermava che google non cancella mai nessun documento dai propri db, poichè sono proprio i contenuti che rappresentano l’ossigeno e la moneta più preziosa per google.
    che ne pensi?

  2. Ciao Marco,

    quel che intendo con esclusione dagli indici è proprio questo, esclusione dalle serp.

    In effetti non era molto chiaro.. grazie! 😀

    Infatti, a dimostrazione di questo, anche sui siti bannati lo spider continua a passare per reperire informazioni utili (link) dal sito bannato. Tecnica questa per calcolare distrust e valutare meglio la popolarità delle risorse contenute.

    Ciao,
    a presto
    Michele

  3. Ciao Sandro,

    in base alla mia esperienza no. In pratica il “nofollow” permette al sito di poter linkare risorse bannate senza incappare egli stesso nel ban.

    Anche perchè se no sarebbe facile abbattere i concorrenti (se si tratta di forum o blog).

    Resto a tua disposizione,
    a presto. 😉
    Michele

  4. …ma per verificare la penalizzazione, solitamente nella query inserisco il nome dominio con www, ma tra apici ad esempio : “www.nomedominio.com”. Mi capita un dominio che tra apici non compare neppero per scherzo, ma neanche in posizioni alte, mentre senza apici compare in prima posizione, questo ovviamente quantomeno esclude il ban. Mi puoi dire come ti comporti in merito ?

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