Archivio di Febbraio 2008

Mercoledì

27

Feb

2008

Blog in televisione: prostituzione virtuale!

Nella blogosfera non poteva non creare scalpore la puntata di qualche sera fa, della trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta”, che tratta l’argomento bloggers.

Il video, scaricato da Youtube e citato da molti, sta già diventando famoso.

Bruno Vespa: Ma è abbastanza normale che a quell’età si abbia un sito dove scaricare le proprie confessioni, voglie, desideri?

Alessandra Graziottin (sessuologa): Sì, il blog personale oggi è sempre più frequente [..] perché molti giovani e meno giovani esistono perché sono visibili su internet, internet è il loro mondo, la loro piazza, il loro paese è il loro modo di esistere essendo visibili. La visibilità oggi è un paradigma di valore più della qualità della persona.
Bruno Vespa: Questa è una tragedia!
Alessandra Graziottin: Quello che attrae su internet , come il resto dei media visivi, è la possibilità di una attrazione sessuale con un messaggio esplicito o implicito. Tutto ciò crea la proliferazione di tutti questi siti di prostituzione virtuale, che inizia virtuale e poi può andare oltre che possono essere anche autogestiti nel blog personale. Questo evento, poco percepito dai genitori, ha una prima fase di iniziazione nell’accesso che i ragazzi hanno da casa a vari siti non protetti dai genitori e successivamente come sono un po’ più svegli o istruiti si fanno il blog personale.

Lunedì

25

Feb

2008

Hillary e Obama sfida all’ultimo sito

La intro del sito di ObamaSi è molto parlato (leggi anche il post Politici e nuovi media) di questi due candidati e della loro sfida all’ultimo voto. I candidati si stanno combattendo con ogni mezzo. A cominciare dal web, ampiamente usato in questa campagna elettorale USA (in modo così diverso dall’Italia…). La cosa divertente è che gli americani, da veri maniaci delle ricerche di mercato e dei sondaggi, stanno monitorando la user experience dei lettori dei siti dei vari candidati.

Una ricerca svolta ai primi di febbraio su circa 780 elettori da RelevantView dal nome “SHOPPING ONLINE FOR PRESIDENT” ha rilevato diversi elementi interessanti sui 5 siti dei principali candidati: Obama, Clinton, McCain, Huckabee, Paul.

La conclusione più immediata è che il sito internet dei candidati ha un’influenza sul voto. Gli elettori, in cerca di approfondimenti, usano il sito per cercare le risposte e la loro decisione di voto ne viene appunto influenzata.

La ricerca ha voluto misurare certi atteggiamenti prima e dopo la visita al sito, in particolare su alcune questioni fondamentali per la vita americana: la salute, le tasse, la guerra in Iraq, l’immigrazione.

Le domande alle quali la ricerca voleva trovare risposte erano le seguenti:

Il sito internet di un candidato puo’ aiutare od ostacolare una campagna?
Il sito internet puo’ cambiare la percezione di un elettore verso un candidato?
E’ facile o difficile trovare sul sito come la pensa un candidato sulle varie questioni?
Sul sito il candidato sta comunicando bene i suoi messaggi?

Venerdì

22

Feb

2008

Blogolandia

Blogolandia esce dalla fase Beta ed entra nel turbine 2.0 con una nuova piattaforma. Aperte le candidature a sindaco e grandi novità all’orizzonte per il network di blog urbani del Paese.

Forse non tutti sanno che nella primavera italiana le elezioni non saranno solo quelle che eleggeranno il nuovo governo Italiano, le città hanno bisogno di sindaci..virtuali. Blogolandia.it è un network di urban blog italiano, con circa 30 comuni che vantano un blog dedicato ed un sindaco: dalle grandi città (Palermo, Roma, Milano) ai paesi più piccoli (Adria, Bagheria, San benedetto del Tronto).

Il network Blogolandia nasce nell’estate 2007 . Partecipa al convegno GT di Firenze e viene citata da esponenti di primo piano della rete come Pandemia.info e da giornali nazionali (“Affari e Finanza” di Repubblica).

E’ ora in atto una seconda fase che vede in campo un responsabile delle relazioni con la community ed in contemporanea il progetto esce dalla versione beta con un pacchetto di innovazioni in pieno stile 2.0:

- supporto flickr
- gestione tag e eventi
- mangia e bevi locale
- etc..

Anche per i sindaci la strumentazione di gestione è avanzata: wiki e forum di supporto aiutano ad apprendere le regole base dell’urban blogging, una scienza tutta da scrivere, un customer care a disposizione 24h su 24 completa la struttura di supporto allo sviluppo.

Mercoledì

20

Feb

2008

Quanto è distante Milano?

Me lo sono chiesto ieri quando, dopo un’uscita pubblicitaria importante per conto dell’azienda di famiglia su un quotidiano locale (un allegato molto evidente), un giornale concorrente mi ha chiamato per avere un incontro. Voleva propormi una pubblicità sul free press che rappresenta. Non me ne vogliano i comunicatori professionisti ma la realtà è che, immaginando una “tag cloud”, parole come

Briefing
Budget
Creatività
Posizionamento
Piano mezzi

Etc..

sono lontanissime dalle realtà locali dove, per dirla fuori dai denti, la situazione è questa: le figure cardine sono il titolare (o chi per lui) e l’account (commerciale, venditore) che rappresenta il mezzo. In questo caso la “creatività” viene spalmata nell’ideazione del messaggio (titolare + commerciale) e nella realizzazione che è spesso affidata al grafico di turno (mezzi cartacei) o ad un fotografo o operatore video prestato da altre funzioni.

La chiave di lettura che vorrei dare è però la seguente: questa situazione in cui tutti si metterebbero le mani nei capelli è poi cosi devastante? Quel 10-15-20% in meno di resa rispetto ad un piano mezzi e ad un messaggio professionale è comparabile con il risparmio di costi che si ha non-rivolgendosi ad un’agenzia di comunicazione? E che dire se il budget è di 2.000 o 3.000 euro? Non fare pubblicità o arrangiarsi all’inizio sperando di crescere? Ho due osservazioni:

- perché la figura del professionista di comunicazione non viene assorbita dal mezzo stesso? Potrebbe essere un servizio sostenibile da chi vende spazi (un po’ un ritorno agli albori della comunicazione in cui chi vendeva lo spazio regalava la creatività)

Lunedì

18

Feb

2008

I corporate blog: strumenti utili o minacce?

I CORPORATE BLOGS SONO UTILI STRUMENTI DI “BELOW THE WEB MARKETING” O MINACCIANO L’INTEGRITA’ DEL PROCESSO DI COMUNICAZIONE AZIENDALE?

Nel 2007 si è verificato il boom della creazione di nuovi blogs.
La blogosfera, che conta 250 milioni di autori, è ancora giovane ed in profonda trasformazione.
Il blog, nato come diario personale on line, è diventato anche strumento di lotta politica, orientatore di acquisti, creatore di nuove tendenze.
Le aziende attente al rapporto con il cliente non potevano ignorare questo fenomeno ed hanno cominciato ad utilizzarlo come accessorio nel portafoglio degli strumenti di comunicazione.
I primi corporate blogs sono stati realizzati negli States, anticipati di poco dai CEO-blogs.
I manager di medie e grandi società americane, che spendono fino a 5 ore al giorno in attività relazionali, hanno compreso che il blog avrebbe di molto aumentato la loro visibilità e accresciuto la possibilità di interscambio professionale e personale.
Ma quali sono i possibili vantaggi che un’azienda può trarre da un blog se dispone già di un proprio sito ben strutturato ed interattivo?
Per trovare la risposta dobbiamo considerare le caratteristiche differenziano un corporate blog da un classico sito aziendale:

Corporate blog

Venerdì

15

Feb

2008

Come dovrebbe essere un CMS ottimizzato per i motori di ricerca ?

I CMS sono strumenti molto comodi per la creazione e gestione dei contenuti web (testi, immagini, allegati, ecc). Spesso però le pagine che vengono generate dinamicamente da questi programmi presentano delle criticità che le rendono difficilmente “indicizzabili” dai motori di ricerca. Questo può implicare, in determinati casi, una penalizzazione nel posizionamento del sito.

La maggiore difficoltà deriva dal fatto che le pagine create dai CMS presentano troppi parametri nella URL, ad esempio:
www.mercatoglobale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=604&Itemid=32
contiene 4 parametri (sono quelli dopo il “?”), mentre normalmente Google e gli altri motori digeriscono non più di 2 parametri.

Inoltre spesso nei CMS vengono impostati dei re-indirizzamenti di pagina (ovvero una pagina prima di aprirsi “rimanda” ad una pagina diversa) che il motore non riesce ad interpretare o può interpretare come spam, con il rischio di “bannare” il sito (cioè di rimuoverlo dal proprio indice!).

Altri problemi generati da CMS non ottimizzati possono riguardare:
Siti multilingua: in questo caso spesso il motore di ricerca riesce ad indicizzare una sola versione del sito (ad esempio quella in italiano) e “ignora” le altre.

Siti con cataloghi online: quando i prodotti sono presentati sotto forma di schede, suddivisi in categorie e sottocategorie, il motore di ricerca non percorre in modo corretto la struttura del catalogo e può produrre “duplicazione di pagine” o, per altro verso, “saltare” categorie o schede prodotto.

Un CMS ottimizzato per i motori di ricerca come, ad esempio, quello realizzato da Promozione-Online consente di evitare (o risolvere) le criticità di cui sopra. Vediamone le caratteristiche.

Giovedì

14

Feb

2008

Quando l’imitazione supera l’originale

Coca cola zeroLa Coca-Cola Company ha lanciato sul mercato delle bevande analcoliche il prodotto Coca Cola Zero che a prima vista sembra una copia della Coca Cola Light. I due brand si accomunano per il bassissimo contenuto calorico dovuta all’assenza di zucchero e caramello. Ma ad un’analisi più attenta i prodotti rivelano somiglianze ancora maggiori.

Hanno stesso posizionamento, target, packaging, e soprattutto si discostano poco dal gusto del brand group leader: la Coca Cola storica.

Il caso andrebbe quindi subito archiviato come un classico esempio di rivitalizzazione di un brand group se non fosse per l’inaspettato successo di Coca Cola Zero. Successo inatteso persino dagli stessi ideatori del marchio, che hanno visto la loro creatura crearsi un proprio spazio nei 40 maggiori mercati mondiali in poco più di un anno.

La grande sorpresa è dovuta al fatto che la Coca Cola Light ha invece faticato molto per conquistare la posizione che occupa e, soprattutto, il consumatore non ha una esatta percezione della differenza tra i due prodotti.

Dalle indagini di mercato emerge che Coca Cola Light e Zero vengono percepite come prodotti diversi ma il consumatore non è in grado di descriverne le differenze. Gli edulcoranti usati sia nella Light che nella Zero sono gli stessi (almeno in Italia) e fanno si che il gusto delle due bevande sia estremamente simile, tanto che pochi saprebbero distinguerle ad occhi chiusi.

L’azienda produttrice nega che l’operazione sia esclusivamente una trovata di marketing e afferma di essere riuscita, con Coca Cola Zero ad avvicinarsi come non mai al gusto della Coca Cola storica offrendo nel contempo un prodotto dietetico.