Archivio di Giugno 2007

Martedì

26

Giu

2007

I blog in Italia: un nuovo studio

A pochi mesi di distanza dalla utilissima indagine di Technorati sui blog nel mondo (dove emergeva fra le varie cose, il predominio mondiale di blog di lingua giapponese), ecco un nuovo studio sui blog italiani. Verrà presentato giovedì 28 giugno a Treviso, durante la giornata formativa dedicata alle imprese, ma su Diarioaperto si trovano già i dati della ricerca, oltre a un simpatico video.

diario aperto indagine sui blog

Consiglio anche la lettura del documento:
UNA POSSIBILE SPIEGAZIONE DEI BLOG IN ITALIANO
- Appunti per l’interpretazione dei dati di DiarioAperto: formato pdf

che sottolinea alcuni aspetti rilevanti: l’influenza dei bloggers sull’acquisto, la presenza delle donne, il rapporto con gli altri media.. e molto altro. Fra le cose emerse:

- quasi il 90% degli intervistati si fida dei blog e quasi il 90% pensa che i blog siano più liberi e privi di censura
- la fascia d’età che acquista di più (biglietti, voli, spese culturali, musica) è quella dei 25-34 anni
- il 41% ha trovato nei blog info che hanno portato all’acquisto di 1 bene o servizio
- nel segmento 18-24 anni il 52% è donna

In generale i bloggers vedono positivamente le aziende che partecipano alla conversazione, non sono poi così tecnologici (se appena il 56,2% usa i feed), ma oltre il 40% ha più di un blog. Interessante..

scritto da Elena Farinelli 

Lunedì

25

Giu

2007

Come progettare una campagna di web marketing e posizionamento sui motori di ricerca

Il search engine marketing si compone principalmente di due tipologie di attività: il posizionamento organico, anche chiamato tradizionale o naturale, che riguarda i risultati non a pagamento nel motore di ricerca, e il pay per click, che genera i risultati sponsorizzati. Entrambe sono importanti per dare al sito Web una visibilità di primo piano, e la complementarietà delle due forme di promozione può propendere verso una o l’altra a seconda degli obiettivi, dei budget a disposizione, e di molte altre variabili.

Vista la crescente popolarità dei motori e l’uso sempre più frequente che ne fanno i navigatori, la visibilità nei motori di ricerca non è un accessorio da cucire a sito completo, bensì è una variabile determinante in fase di studio del progetto. Questo vale in particolare per il posizionamento organico o naturale, per il quale il sito e i suoi contenuti sono al centro dell’attività di valutatone del motore. La visibilità ottenuta con il posizionamento organico, inoltre, è destinata ad acquisire un valore sempre maggiore, visto l’aumento esponenziale degli investimenti necessari per ottenere visibilità da una campagna di promozione in modalità pay per click e la diversa percezione dei risultati da parte dei navigatori.
La progettazione

Giovedì

21

Giu

2007

L’ipotesi dell’agenda setting approda sul web

Vi sarà certo capitato di studiare, leggere o anche solo sentir parlare della teoria dell’agenda setting – un vero e proprio “classico” in fatto di teorie sulle comunicazioni di massa.

Per quanti di voi non la conoscono, ve la riporto brevemente con le parole di E.Shaw che, nel 1979, nel suo “Agenda Setting and Mass Communication Theory”, così affermava:

“…in conseguenza dell’azione dei giornali, della televisione e degli altri mezzi di informazione, il pubblico è consapevole o ignora, dà attenzione oppure trascura, enfatizza o neglige, elementi specifici degli scenari pubblici. La gente tende ad includere o escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media includono o escludono dal proprio contenuto. Il pubblico inoltre tende ad assegnare a ciò che esso include, un’importanza che riflette da vicino l’enfasi attribuita ai mass media agli eventi, ai problemi, alle persone.”

Questa teoria quindi non si basa sul concetto di persuasione, bensì sul fatto che i media offrono al pubblico gli argomenti su cui è il caso di formarsi un’opinione e che il pubblico si forma un’opinione su questi argomenti in dipendenza diretta dal rilievo e dall’importanza che i media vi assegnano.

tutto.jpg

Questo significa che i media sono in grado di andare a creare nella mente del pubblico un’operazione di distorsione rispetto alla reale importanza dei singoli eventi.

Martedì

19

Giu

2007

In Veneto si parla di web 2.0 alle aziende

Ok ne abbiamo parlato fino allo sfinimento, solo nominare questa sigla fa sobbalzare sulla sedia gran parte dei seo e degli esperti di web marketing, che non ne possono più di nomi, definizioni e termini di moda.
Ma sinceramente.. quante sono le aziende che sanno cosa sia il web 2.0? o meglio ancora: quante sono le aziende che hanno capito l’importanza degli user generated contents? che ne sfruttano le potenzialità?
Temo poche..
Quando parlo della campagna Never Hide della Rayban (con il video stupidotto su Youtube dei 2 ragazzi che si lanciano gli occhiali), del blog di Ducati, della community 500 wants you, mi rendo conto che molti imprenditori non hanno la minima idea di quello che io stia dicendo.
Per questo quando ho letto del seminario gratuito, organizzato da Treviso Tecnologia, dal titolo Web 2.0: vincoli e opportunità per le aziende, il 28 giugno presso la Camera di Commercio di Treviso, ne sono stata lieta.
Mi ha un po’ sorpreso non trovare nemmeno citata TSW che lì è di casa, ma forse per un incontro così di base, non è necessario (o forse ci sono altri motivi organizzativi che ignoro). Ignoro anche la qualità degli interventi, ma ripeto: ritengo comunque positivo che una Camera di Commercio abbia deciso di fare formazione gratuita alle aziende su questo tema.
Questo il programma e la presentazione del seminario:
seminario gratuito web 2.0

Il diffondersi delle tecnologie Web 2.0 sta cambiando il modo di comunicare e di interagire tra gli individui. L’utente è sempre più al centro del mondo web, non solo come spettatore, ma anche come protagonista.
Negli ultimi tempi le aziende cominciano a considerare le nuove tecnologie del Web 2.0 sia come strumenti di svago sia come potenziali strumenti di business. Ma in che modo il Web 2.0 può essere considerato un’opportunità per le aziende?
Il convegno si propone di analizzare il fenomeno del Web 2.0 da diverse prospettive per fornire alle aziende informazioni che sviluppino la conoscenza di questi nuovi strumenti e favoriscano il loro utilizzo.
Partendo da un’introduzione tecnica che descrive in concreto queste nuove tecnologie ed il loro utilizzo nelle aziende, proseguendo con un’analisi delle possibili implicazioni legate alla Privacy, e con una panoramica su come l’accessibilità si possa conciliare con il Web 2.0, l’incontro si concluderà con l’esposizione dei risultati di un’analisi sociologica italiana, riguardante i blog in Italia.

Programma

Lunedì

18

Giu

2007

Landing page: alcune considerazioni

Ho letto con molto piacere l’articolo di Sabina Ime sulle landing page.
Troppo spesso vedo che ci sono errori nella gestione delle campagne pay per click o nell’advertising online. Spesso le comunicazioni pubblicitarie lincano direttamente all’home page, senza nemmeno pensare che sarebbe più redditizio ed efficiente far arrivare le visite in una pagina di atterraggio ad hoc, una landing appunto.

Ma anche quando le visite sono dirottate a una landing page, è bene considerare alcuni aspetti.

Non parlerò dell’eterno dilemma meglio una landing page lunga, ricca di testo (stile Madri), oppure una landing corta, che non richiede uno scroll lungo lo schermo. Ma voglio riflettere su alcuni aspetti, senza la presunzione di dire la cosa più giusta.

-Primo: la grandezza del font.
Spesso il titolo è enorme, ed evidenziato (h1, h2, ecc..) ma il testo dei vari paragrafi diventa sempre più piccino.. rendendo illegibile la pagina e faticosa la lettura. Niente di peggio!
-Secondo: i form
Se serve la compilazione di un form, cerchiamo di mantenerlo “umano”: senza troppi campi e magari con un aspetto il più possibile amichevole. Quante volte si perdono visitatori scoraggiati dai troppi campi richiesti. Fosse per me io chiederei solo la mail e un nick!
-Terzo: la call to action
Anzichè usare formule del tipo “clicca qui per comprare/scaricare/iscriverti”.. verso cui ormai il visitatore ha una sorta di blindness, meglio trovare un modo grafico e testuale più chiaro e più forte.
-Quarto: limitare gli elementi di “disturbo”
Che si tratti di informazioni irrilevanti, che si tratti di prodotti correlati ma che si distanziano troppo da quello che sto vendendo, che si tratti di barre di navigazione, menù o altro.. tutto ciò che puo’ portare fuori dalla mia pagina il potenziale cliente, andrebbe evitato accuratamente. Non tornerà più indietro!

Mercoledì

13

Giu

2007

Quello che i seo non dicono

Prendo un titolo di una canzone famosa, cara alle donne, per riferirmi a tutti quegli argomenti che non vengono trattati nei vari blog, forum e siti di settore. Mai come in questi ultimi mesi sono proliferati forum e blog di vario taglio dedicati al mondo del web marketing e del posizionamento sui motori di ricerca.
Con tutti i limiti che la cosa assume (una certa autoreferenzialità, la nascita di alcune prime donne e la lotta all’ultimo post) questo è un bene. Finalmente in Italia si discute di come promuovere online un’azienda, un prodotto, un servizio, una città.
Ma..non si parla di tutto.

Se è vero che non appena Google da un ritocchino alle sue serp o al pagerank, il minuto successivo sono in tanti a parlarne, ci sono argomenti ancora oggi non discussi come meriterebbero.

Quali?
beh, penso a tutto il mondo della web analysis, al di là di pochi appassionati che provano a intavolare discussioni, è raro trovare post che scendano in dettaglio su problematiche legate alle conversioni, al bounce rate o al comportamento dell’utente una volta addentratosi su un sito.

Altri temi trattati poco in profondità sono quelli relativi al keyword advertising (adwords e non solo). raramente ho trovato discussioni approfondite sulle migliori strategie da mettere in piedi quando si ha a che fare con campagne di pay per click.

Lunedì

11

Giu

2007

Utilizzare l’email nel marketing 8 - Pianificare una campagna via Mail

Passi e Fasi per la pianificazione di una campagna di Email Marketing

planning

Ecco i passi standard che io farei per pianificare e sviluppare un’attività di email marketing (non vuole essere una “legge” ma una linea guida modificabile secondo il tuo contesto):

1. DESCRIZIONE DELLO SVILUPPO

• Creazione del database contenente gli indirizzi email e i dati dei destinatari profilati
• Creazione del messaggio email da inviare ai destinatari della campagna di email marketing
• Invio e tracking dei risultati con la possibilità di rilevare il click dell’utente specifico
• Reportistica dei risultati ottenuti

2. APPROCCIO AL LAVORO
Sono previste le seguenti attività di sviluppo:

• Analisi di dettaglio e definizione dei requisiti:
qui si tratta di definire innanzitutto due aspetti:

- quali tipi di destinatari possono essere interessati alla comunicazione che si vuole attuare (target);
- il numero di persone da raggiungere (volumi).

Una volta definite le categorie generali del target (es.: architetti lombardi, falegnami, geometri…) si passa al fissaggio delle priorità. Questa attività consiste nel valutare quali categorie sono più interessanti per gli obbiettivi posti dal cliente e, fra queste, quali prospects e/o sottocategorie potranno portare i risultati più significativi a breve e a lungo termine.
Questa attività permette di avere un quadro del target sia quantitativo che qualitativo e risulta decisiva nell’analisi dei risultati e nella decisione dei passi successivi.

• Analisi e scelta del software da utilizzare:
rispetto agli obiettivi preposti viene scelto un software o un’applicazione con cui realizzare la campagna di email marketing.
Il software, in questo caso, deve sostenere i seguenti requisiti: