Archivio di Agosto 2007

Mercoledì

29

Ago

2007

Pressioni e bisogni

Vi ricordate quando Leibniz introdusse l’energia potenziale? Per lui era impossibile che il prodotto della massa di un corpo per il quadrato della sua velocità potesse rappresentare l’unica forma di forza, in quanto il moto può essere creato anche in modo diverso dalla trasmissione per urto.

Vi sarebbe una force vive absolue, una forza viva assoluta, una energia per cui un oggetto è in grado di produrre effetti o variazioni che di per sé non potrebbero realizzarsi. Vi sarebbero dunque una forza attuale ed una forza latente che giustificherebbero l’immagine della molteplicità dell’energia.

Se nella fisica ci possiamo divertire con numeri e calcoli, nello studio del comportamento umano ci rompiamo il capo a capire il perché di certi moti.

Perché siamo attratti proprio da quella persona? Perché ci siamo innamorati? Perché abbiamo mentito in quella situazione? Perché abbiamo scartato o abbiamo comprato quel prodotto? Perché lo abbiamo riposto nel ripostiglio e non lo abbiamo mai utilizzato? Perché non ne possiamo fare più a meno e lo consigliamo ai nostri conoscenti? Perché all’ennesima chiamata di Annamaria della Tele2 ci siamo spacciati per il maggiordomo dicendo che il signore, padrone di casa onnipotente, ed unico decisore indiscusso sulle questioni telefoniche, sarebbe stato in vacanza in Sud America per i prossimi 4 mesi?

Rifacciamo un passo indietro… e ritorniamo alle forze latenti che agiscono dentro di noi ed agli urti cui è soggetta la nostra persona.

Mentre l’individuo è portatore di bisogni, l’ambiente è sede di pressioni.

Lunedì

27

Ago

2007

Email marketing: gli indicatori di performance

Comunicare - ed eventualmente vendere - via email non è sempre un’impresa facile. Qualunque azione di direct marketing eseguita via email va studiata e progettata nei dettagli. E’ necessario riflettere sui propri obiettivi, individuare un target ben preciso e scegliere il linguaggio, il lessico ed il tono idonei al raggiungimento dei propri scopi.

Non mi soffermo su questa prima parte del lavoro, che consiste appunto nel “pensare” e realizzare l’email, perchè voglio oggi approfondire gli aspetti relativi a tutto ciò che accade dopo l’invio dell’email.

Gli effetti ed i risultati di un’azione di email marketing vanno misurati tramite specifici indicatori, tramite i quali è possibile avere conferma del successo o dell’insuccesso della campagna cogliendone anche le motivazioni. Se ad esempio il tasso di apertura dell’email è molto basso, è chiaro che abbiamo sbagliato l’oggetto della mail che quindi si è rivelata poco accattivante per il destinatario.

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Il tasso di apertura è solo uno tra i tanti indicatori di performance che consentono di “tirare le somme” a campagna conclusa. Vediamoli tutti nel dettaglio.

Venerdì

24

Ago

2007

L’importanza del nome a dominio

Esiste un mercato vastissimo dedicato alla compravendita dei nome a dominio, dovuto soprattutto all’importanza di avere un nome facile da ricordare ed immediatamente distinguibile dalla massa. Un nome a dominio del tipo sex.com, tanto per dire un nome, comporta numerosi vantaggi, non ultimo quello del traffico naturale di chi digita quell’url sapendo di trovare ciò che desidera.

Ci son stati esempi notevolissimi di vendite a cifre folli: casino.com venduto a 5 milioni di euro, creditcheck.com a 3 per dirne alcuni, poker.com e sex.com si sussurra a cifre ancora più alte.

chiave nel dominio
Anche i motori per un periodo son stati influenzati dalle keys presenti nell’url. Per tal motivo molti seo hanno cominciato a registrare nomi a dominio quali: key1-key2.com, per passare a key1-key2-key3.com fino ad arrivare a domini tipo: hotel-3-stelle-roma-presso-colosseo-in-italia.com. (Questo è di fantasia, ma ci son casi davvero simili in giro).

Ovviamente, Google in primis, ma anche gli altri motori, hanno tolto sempre più importanza a tale fattore, relegandolo in posizione marginale. Questo significa che l’URL conti poco ai fini SEO?

Tutt’altro!

Avere un buon nome a dominio è importante per il traffico naturale, perché più è facile da ricordare, meno visitatori perderemo verso nomi simili, perché una eventuale key sarà può aumentare la visibilità nelle serp (google le evidenzia) e per un motivo secondo me ancora più importante: per l’anchor text di chi ci linka.

Supponiamo di avere un sito chiamato: parolachiave.com. Nel caso in cui fosse ricco di contenuti è probabile che abbia dei backlink naturali, non richiesti né scambiati. Il webmaster che ci linka probabilmente lo farà con una sintassi simile:

Giovedì

23

Ago

2007

Il decalogo del web writing

dieci regole per scrivere per il web

Scrivere liste ed elenchi puntati mi ha sempre divertito. Deve averci provato qualcuno molto tempo fa a provare a dirci in dieci step cosa fosse lecito fare e cosa non.
Ci proviamo anche noi con una lista del tutto opinabile sulla scrittura per il web, o web copywriting, che altro non sembra che una nuova professione che non si sapeva più come chiamare.
I. Scrivere per il web è pur sempre scrivere. La correttezza della lingua è al primo posto. Poi bisogna essere semplici e diretti senza sacrificare l’efficacia. Qui si distingue l’italiano scolastico dalla consapevolezza della lingua.

II. Ridurre i testi il più possibile, non essere ridondanti, non dire cose inutili, non ripetere, non utilizzare troppe subordinate, non girare inutilmente intorno alle cose. Ricordare che l’utente è un fruitore “mordi e fuggi”: non ha tempo, non ha voglia, non vuole averne. Cerca informazioni precise, se non le trova da voi non ci penserà due volte a cercare altrove.

III. Tutto ciò non significa essere banali. Anzi la differenziazione è sopravvivenza, soprattutto sul web. Ecco perché il testo, seppur breve e conciso, deve attirare l’attenzione del navigatore, cercando di individuare il proprio target di riferimento. Non è nulla di diverso da quello che succede nella vita quotidiana. Il lettore virtuale va sorpreso in continuazione come fareste, o dovreste fare con una persona. Pena il possibile abbandono della relazione, del tetto coniugale, del sito.

Martedì

21

Ago

2007

Utilizzare l’email nel marketing 10 - dodici regole da non trascurare! ;-)

Ed eccoci alla fine, attendendo l’e-book autunnale che conterrà contenuti inediti, esempi ed altre cosette molto interessanti…

scrivere una mail

Tenendo conto sia di ciò che nel mercato sembra funzionare sia delle scoperte e delle riflessioni scaturite dai precedenti articoli, propongo ora un elenco di aspetti che ritengo non essere trascurabili nel concepire e nel gestire il rapporto con il destinatario di una Email commerciale, di una Newsletter ma anche in una semplice Email scritta tra il caffè e la sigaretta il lunedi’ mattina…:

1. Coerenza dell’identità del mittente. Indirizzo email (campo “Da:”), presentazione se necessaria (“Sono…”) e la firma (signature) abbiano sempre dei tratti comuni rispetto all’identità del mittente. I tratti sono segni che identificano il garante (e quindi l’affidabilità della mail stessa).

2. Referenze del mittente. La firma e le prime righe dopo la presentazione vengano utilizzate dal mittente per incrementare la propria autorevolezza e per condividere parte di sé con il destinatario (ad esempio, io nella firma metto anche i miei social bookmarks: http://del.icio.us/massaram).

3. Condivisibilità del campo “A:”. Il destinatario reale possa sempre riconoscersi nel destinatario manifestato dal messaggio, anche nel caso sia il nome di un gruppo o di una azienda. Senza condivisione non esiste comunicazione né, tantomeno, la greca pístis (fiducia).

4. Condivisibilità e pertinenza del campo “Oggetto:”. Chi legge possa sempre riconoscere come condiviso il tema generale del messaggio e ritrovare il suo interesse (per cui, nela caso di una newsletter, ha dato il permesso) in esso.

Venerdì

10

Ago

2007

Quali sono i fattori di posizionamento sui motori di ricerca, la parola agli esperti

Qualcuno si ricorderà dell’ottimo lavoro svolto da Seomoz, di cui Michele de Capitani aveva parlato su wmtools diverso tempo fa (google-i-fattori-piu-importanti-che-determinano-il-posizionamento): un sondaggio fra i maggiori esperti seo americani, per capire quali sono i fattori che determinano un buon posizionamento sui motori di ricerca e quali sono invece quelli che penalizzano. Un approccio estremamente pratico, basato sulle esperienze di chi lavora quotidianamente con Google & C.

Il forum GT, da sempre attento a queste tematiche, ha deciso di replicare l’esperimento e chiedere ad alcuni fra i maggiori esperti italiani del mondo seo, quali sono i fattori che - secondo la loro esperienza - determinano buoni risultati sui Motori di ricerca e quali invece hanno un impatto negativo.

Quali sono i fattori che posizionano un sito

A questo appello hanno risposto nomi noti nel mondo web quali beke, bocas, dechigno, ellegi, everfluxx, giorgiotave, madri, tagliaerbe, stuart, nbriani, pieropan, petro. Ognuno di loro ha espresso un voto e alcune considerazioni sull’impatto che puo’ avere un elemento piuttosto che un altro. Ovviamente su alcuni elementi c’è disaccordo, essendo considerazioni basate su esperienze professionali personali. Ma in linea di massima è stato possibile stilare una classifica di quali sono
i primi 10 Fattori positivi che incidono su un buon posizionamento sui Motori di ricerca.

  1. Qualità dei backlink (da siti a tema)
  2. Parola chiave nel titolo della pagina
  3. Parola chiave nell’anchor text del link
  4. Contestualità dei backlink (link da siti a tema)
  5. Livello globale di popolarità del sito
  6. Backlink da comunità a tema

Martedì

7

Ago

2007

Voi essere primo su Google? Fai che il TrustRank sia con te

Analisi e riflessioni personali sul comportamento di indicizzazione dei siti internet ed il loro posizionamento fra le pagine dei risultati del più importante e famoso motore di ricerca del mondo.

Google TrustrankNel precedente articolo, abbiamo esaminato il filo logico sul quale si basa la tecnologia di Google per la catalogazione e l’ordinamento dei propri indici.

Ma questa logica, com’è stata attuata?

Mediante l’introduzione del TrustRank, un nuovo algoritmo in grado per l’appunto, di valutare la qualità di ogni singolo sito, in funzione di caratteristiche ed attributi che vedremo fra poco.

Prima di iniziare, vorrei sottolineare il fatto che del Trustrank si conosce molto poco e che ogni spunto presente in questo articolo è puramente personale, derivante da esperienze e discussioni fatte sul campo con esperti nel settore SEO e Web Marketing.

Vediamo le motivazioni che hanno spinto il “motorone” californiano ad utilizzare/affiancare questo algoritmo a quelli già esistenti:

  • eliminazione/riduzione dello SPAM dalle SERP (risultati delle ricerche)
  • premiazione dei siti con contenuti ottimi
  • miglioramento qualitativo delle SERP
  • incremento della soddisfazione dell’utente finale
  • fidelizzazione degli utenti e quindi dei clienti Adwords
  • In questi termini, passiamo ora a vedre la logica sul quale si fonda l’algortimo:

  • i siti di elevata qualità non linkeranno mai spontaneamente un sito SPAM
  • da qui il passaggio di fiducia dal sito linkante a quello linkato
  • il valore del trustrank passato da un sito all’altro è inversamente proporzionale alla distanza fra i due siti. Pià i siti si allontanano meno trust viene passato
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