Archivio di Luglio 2007

Martedì

17

Lug

2007

Utilizzare l’email nel marketing 9 - Lo Spam da 2 punti di vista

Il problema che vorrei esporre in questo post si concentra sul quesito annoso di definire quando un email è spam o non lo è. La discussione nasce tutta dall’esistenza di diverse interpretazioni di che cosa voglia dire che spam è un email “non voluta”. Riassumo in due categorie diversi punti di vista dei marketers: la prima categoria è orientata al mittente mentre la seconda al destinatario.

spam and not spam

DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA (I MARKETERS)

Mandare delle email a un gruppo di persone che è stato targettizzato sotto un certo interesse non è spam (cit. Dana Blankenhorn): il criterio per decidere quando una email è spam o non lo è, è se il destinatario è interessato o no a quello che riceve (cit. Bill Herp).
Prendere a noleggio l’email address di uno o più utenti che hanno dato il proprio indirizzo a qualcun altro per ricevere delle informazioni su un certo argomento, non è spam, sempre che le informazioni inviate rimangano nell’ambito di interesse del destinatario.
Se si sa per certo che qualcuno è interessato a un certo argomento, mandargli delle informazioni a proposito o delle notizie o una promozione commerciale non è spam (cit. Ramon Ray).
Il problema principale sono le leggi e le organizzazioni antispam e, quindi, trovare soluzioni e strategie adeguate a difendersi dalla possibilità di essere etichettati come spammers da organi legali come il Mail Abuse Prevention System (MAPS) o il Real time Blackhole List (RBL) (cit. Dana Blankenhorn), cosa che, in alcuni stati, porta a severe sanzioni o anche al blocco dell’attività.
Riassumendo, le due caratteristiche fondamentali del punto di vista appena esposto sono:
(1) il fatto di mandare messaggi con un tema che sia interessante per il destinatario e…
(2) il difendersi dagli organi legali antispam.

Giovedì

12

Lug

2007

Delega di Competenze: tra finanza e comunicazione

Alcune volte ci soffermiamo davanti ad un’immagine, ad un cartellone stradale, ad una pubblicità televisiva, per cercare di capirne il significato ma non riusciamo a comprenderlo.

Ci scervelliamo per ore, ne parliamo con gli amici, ognuno da la sua versione. Le costruzioni sono estremamente creative ed il messaggio lanciato si nasconde un pò più in profondità. Esemplificative sono le pubblicità surreali della Levis, le campagne magiche dello yogurt Muller, o quelle oniriche della Campari.

Altre volte invece la costruzione visiva è semplice, il messaggio chiaro, facilmente percepibile.

Vediamo rappresentato l’oggetto della vendita, la situazione che fa da contorno al suo acquisto, al suo consumo, alla soddisfazione che ne può derivare dal suo uso.

Vediamo rappresentato ciò che è. Gli elementi raffigurati sono facilmente identificabili e disposti in maniera relativamente non complessa.

Pensiamo (generalmente, ma non sempre) ai detersivi, agli alimentari (sughi barilla), all’oggettistica ed alle attrezzature sportive ed in particolar modo alle immagini proposte nel tele-marketing. Pensiamo ancora al “provare per credere” di Guido Angeli negli anni 80, o al Baffo o a Mediaset Shopping.

Siamo assolutamente sicuri che il semplice sia sempre così semplice?

Anche dietro comunicazioni apparentemente non complesse vi possono essere costruzioni e relazioni inerenti al senso abbastanza articolate.

L’analisi che vi sto per presentare è un estratto di uno studio su sei messaggi pubblicitari in un certo qual modo collegati tra di loro.

L’analisi di tutti i sei messaggi, probabilmente verrà pubblicato nei prossimi mesi su Dimino.eu.

Martedì

10

Lug

2007

Come vedere i link

Ogni professionista seo che si rispetti sa che è importante ricevere buoni link verso il proprio sito (non è una questione di quantità, ma di qualità). Per questo dedica diverso tempo all’attività di link building: ovvero di ricerca di siti dai quali ricevere link.

Potrebbe capitare che sia necessario acquistare alcuni link (se il settore è molto competitivo), oppure che si ottengano spontaneamente grazie ai buoni contenuti del sito.

Di sicuro, una delle attività quotidiane “preferite” dai seo, al limite della fissazione mentale, è verificare chi ci ha lincato.

Per vedere i link in entrata al proprio sito ci sono vari modi.

Il primo e apparentemente più semplice è quello di scrivere su Google “link:www.yourdomain.com”
In teoria Google dovrebbe mostrare tutti i siti che lincano il nostro sito. Ma spesso non è così. Google mostra solo alcuni link.
Per quanto riguarda Google è molto più affidabile registrarsi nell’area per web master, dove c’è una sezione dedicata webmaster tools che mostra appunto i link esterni che puntano a ogni singola pagina del sito. L’informazione è scaricabile anche su excel.

Ovviamente si puo’ ripetere la query anche su Live search.

badge di yahoo

Se invece la stessa query la poniamo su Yahoo verremo reindirizzati direttamente su Yahoo Site Explorer, dove non solo verrà mostrato il numero di link, ma c’è anche la possibilità di avere un “badge” ovvero una sorta di bottone, da inserire sul nostro sito, con scritto il numero di siti che ci lincano.

Martedì

3

Lug

2007

Il convegno sul web 2.0: ecco le considerazioni

Pubblico volentieri il feedback della giornata dedicata al web 2.0 organizzata dalla Camera di Commercio di Treviso, inviatomi da Alberta Bazzotti.

Ciao a tutti, la giornata di giovedì è andata bene, c’erano una settantina di persone. Dai questionari di valutazione che ho raccolto si sente l’esigenza di organizzare più spesso eventi del genere, per approfondire di più queste tematiche.
Sono stati affrontati infatti temi che avrebbero avuto bisogno ognuno di un seminario a sè.
Per chi non c’era, su WebDieci si trova il materiale presentato durante il convegno. Nei prossimi giorni dovrei riuscire a pubblicare anche i filmati video degli interventi. Ecco una sintesi della giornata:

70 IMPRENDITORI TREVIGIANI PER AVVICINARSI AL MONDO DI BLOG E CORPORATE BLOG, SENZA TRASCURARE L’ACCESSIBILITA’

“I blog, veri e propri diari in rete, mettono il controllo del contenuto nelle mani del consumatore”: questa la vera rivoluzione socio-culturale del sistema Web 2.0, ha spiegato Marco Bianchi, responsabile commerciale della trevigiana Moca Interactive Srl, nel corso del workshop “Web 2.0: vincoli e opportunità per le azienda . Numerosi i partecipanti, una settantina di imprenditori della Marca incuriositi dalle chance offerte dall’ultima frontiera della comunicazione via Internet. Bianchi ha messo in luce come il blog riesca a dare grande visibilità alle opinioni: “Se si cerca “De Longhi” con Google - ha esemplificato – già il terzo risultato, dopo i primi due che rimandano al sito istituzionale dell’azienda, è un blog, quello di Beppe Grillo, in cui si discute del recente incendio”.