Posizionamento nei motori, oltre le landing pages

Se il cliente non vuole rifare il sito la scelta più frequente è quella di creare delle pagine studiate apposta per i motori di ricerca (landing pages). Ma si può fare di più. Vediamo come

Caso frequente. Un azienda vuole migliorare il suo posizionamento sui motori ma non ne vuole sapere di rifare il sito.

Perché soddisfatta dell’immagine grafica, perché ha appena rifatto il sito o per mille altre ragioni.

Quali sono allora le possibilità ? Due le principali strade (che possono anche essere intraprese in parallelo)

• Si cerca di ottimizzare le pagine presenti nel sito. Questo accade ad esempio quando sono presenti pagine generate dinamicamente con troppi parametri – come ad esempio www.mercatoglobale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=604&Itemid=32
Oppure ancora quando sono le pagine non sono complete dei tag HTML necessari per la corretta indicizzazione, come il tag Title o il tag Description.

• In genere soprattutto se il sito è povero di contenuti, si creano delle pagine specifiche, studiate appositamente per i motori (landing pages), che contengono al loro interno le parole-chiave strategiche per il posizionamento del sito.

La creazione di landing pages realizzate con corretti criteri, sia da un punto di vista dei testi (presenza delle parole-chiave e di loro sinonimi, testi originali e ben scritti, invito all’azione chiaro ed esplicito) che da un punto di vista grafico (impostazione grafica simile a quella del sito originario) porta sicuramente a risultati positivi nel tempo. Ma presenta anche qualche limite:

• Sono di fatto pagine “esterne” alla struttura del sito; anche se integrate sia graficamente che come struttura di navigazione, l’utente web si accorge che si tratta di pagine “artificiali”, costruite per catturare la sua attenzione (e quella dei motori di ricerca)

• Le landing pages costituiscono comunque “one more click”, cioè un passo in più, necessario al visitatore per giungere ai contenuti di suo interesse. Se le pagine originarie del sito fossero già state costruite in un ottica di Search Engine Optimization e Positioning l’efficacia in termini di risultati (click-trhough rate, conversioni, ecc) sarebbe superiore.

Allora, è possibile una terza strada, ovvero rendere un sito ottimizzato per i motori di ricerca senza riprogettarlo ex-novo e senza ricorrere alla realizzazione di una complessa struttura di landing pages ?

La risposta è SI’. E con investimenti ridotti, nell’ordine di 1.500-2.000 euro. Trasferendo il sito, con la sua grafica ed i suoi contenuti, su una piattaforma di CMS (Content Management System) ottimizzata per i motori.

Questo trasferimento è assolutamente indolore per l’azienda e porta con se una serie di vantaggi:

• Il sito si trova su una piattaforma tecnologica che lo rende facilmente indicizzabile dai motori di ricerca (con l’inserimento dei tag title e description, con la funzione di URL-rewriting, ecc)

• L’azienda mantiene inalterata l’impostazione grafica, i contenuti, le applicazioni del sito, salvaguardando così l’immagine aziendale e l’investimento effettuato

• L’azienda ha a disposizione un sistema come CMS One che le consente di gestirsi in modo completamente autonomo tutti i contenuti del sito. Creare nuove pagine, modificare testi, inserire nuovi immagini, ecc. Questo significa spesso passare da un sito statico – i cui contenuti non possono essere modificati se non da un tecnico – ad un sito dinamico dove l’azienda ha in mano tutte le leve per aggiornare costantemente il sito in funzione delle proprie esigenze.

Una volta trasferito su portato sulla piattaforma ottimizzata per i motori, si procede con il lavoro di posizionamento del sito che, a questo punto, risulta molto facilitato.

  1. non sono molto daccordo sul definire quelle pagine landing pages. anche se di migliore qualità rispetto al passato, io continuo a chiamarle doorway pages.

    in quanto tali avranno sempre i limiti e i rischi di quel tipo di soluzione.

    senza contare che è una soluzione che non garantisce un buon posizionamento organico di lunga durata (se l’azienda recide il contratto con l’agenzia seo, quelle pagine restano online?)

    la soluzione ipotizzata (di passare a un cms ottimizzato per i mdr) è buona, al pari di altre. mi immagino che l’azienda che non voglia rifare il sito forse non accetterebbe questa soluzione. ma se lo fa, ok.
    in alternativa: un corporate blog, un network di siti di contenuti, un po’ di social networking, altre iniziative di web marketing, ecc.

  2. Il problema spunta nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un sito già gestito con un CMS, magari con parecchie pagine, molte delle quali dinamiche, e per buona parte in https.
    A questo punto, quando i 2.000 euro purtroppo non bastano, e non se ne vuole sapere di comprare un nuovo cms, l’alternativa è giocare con minisiti strategici, ognuno col suo dominio, studiati ad hoc per singoli prodotti e campagne, il che è anche un vantaggio dal punto di vista di look&feel che può distaccarsi da quello istituzionale.

  3. Sono d’accordo con Filippo Giotto, rifare il sito su cms non è sempre fattibile e soprattutto non è sempre economico! Ok che le classiche doorway non sono più una scelta accettabile ma con un po’di creatività si possono trovare risorse davvero funzionali, compresi anche dei bei minisiti satellite, fatti con criterio e curati in ogni dettaglio

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