Archivio dei post di » lucia-montaiuti

Lunedì

4

Ago

2008

Cuil sfida Google

Cuil il rivale di GoogleDopo il post su Lively e su Knol parliamo ancora di Google, anche se stavolta è qualcun altro a lanciare la sfida.

Un team di ex dipendenti di Google fonda Cuil (da pronunciare come “cool”).

L’approccio di Cuil fonda la ricerca di pagine web sul contenuto e non su link come PageRank (l’algoritmo di Google). Il nuovo motore di ricerca, con 33 milioni di dollari di investimento, suddivide i risultati in categorie puntando sulla personalizzazione dell’internauta e non lascia traccia delle ultime visite a maggiore garanzia della privacy.

L’obiettivo di Cuil è molto ambizioso: diventare il motore di ricerca per eccellenza.

Per esserlo dovrà sicuramente affinare le ricerche in lingua diversa dall’inglese e convincere il popolo di internet sulla sua affidabilità.

E’ certo che l’interfaccia accattivante e semplice di Google rimane un’arma difficile da contrastare così come il know how.

Pensiamo comunque che Cuil possa conquistare una buona fetta di mercato, soprattutto fra gli operatori del settore, sempre alla ricerca di perfezionamenti.

E Google? abbiamo visto che nel frattempo esce con Lively (il competitor di Second Life) e Knol (la nuova enciclopedia web che darà del filo da torcere a Wikipedia).

Infine arrivando al record di 3 milioni di milioni di pagine web indicizzate chiude le novità degli ultimi giorni con l’assunzione di Vinton Cerf come Chief Internet Evangelist, definito da molti come il padre di internet, co-inventore del TCP/IP e portavoce di ICANN.

Mercoledì

30

Lug

2008

Gli eredi di Second Life e Wikipedia si chiamano Lively e Knol, by Google.

Gli eredi di Second Life e Wikipedia si chiamano Lively e Knol, firmati Google.
L’evoluzione? Internet 3D ed enciclopedia autorevole su web.
Internet è un sistema di informazioni complesso che raggiunge degli equilibri per poi superarli con evoluzioni molto veloci. Gli adeguamenti tecnologici richiesti per rimanere sotto i riflettori sono impegnativi. Un sito internet non è più qualcosa di semplice e fine a se stesso, non è più un sistema chiuso o una vetrina verso il mondo ma un vero e proprio insieme di informazioni che, secondo la filosofia web 2.0, per essere utile deve interagire con il resto del web.
Quello che viene definito web 2.0 è infatti questo schema di pensiero tradotto in bit. I siti internet sono quindi entità che riversano nel web e prendono dal web in un gioco continuo tanto da essere una vera e propria coscienza e conoscenza globale. Essere in linea con questo sistema significa leggere le preferenze dell’utente in termini musicali o necessità di approfondimento sugli argomenti più diversi. Le parole diventano quindi messaggi intelligenti capaci di attraversare la Rete per arrivare direttamente all’interessato.

LivelySecond Life è l’esperienza che per prima ci ha catapultato in un modo virtuale alternativo facendoci sperimentare abitudini comuni in un luogo diverso. Qui abbiamo riprodotto ambienti ma anche culture diverse, matrimoni e divorzi, incontri, un nuovo modo di fare pubblicità e analisi di marketing, business e quotidianità tanto da creare un gergo nuovo che distingue RL (Real Life) da SL (Second Life). I limiti di questa esperienza sono la chiusura rispetto ad internet ed agli altri mondi virtuali nati successivamente ma anche alla vita reale.
In questo scenario Google ci fa salire un gradino proponendoci Lively: una vera e propria evoluzione di internet 3D gratuito e completamente integrato con il web.
Stessa carta vincente per ogni prodotto di casa Google: semplicità ed immediatezza che unitamente al marchio promettono accessi da record.

Martedì

8

Lug

2008

Interfacce e città interattive: come la tecnologia cambierà la quotidianità

Interfacce alla Minority Report e città interattive: così la tecnologia cambierà la nostra quotidianità.

Interfaccia minority reportSi chiama Humus e realizza interfacce sullo stile del film Minority Report. Nel 2007 la prima istallazione di vetrine interattive per Tim Brasil a Rio de Janeiro e San Paolo. Toccando la vetrina si danno degli input al sistema che li elabora, esattamente come utilizzare la normalissima tastiera o il mouse. Questo nuovo modo di interagire ci mette a disposizione un sistema complesso in modo semplice ed immediato e ci permette di usufruire all’istante di informazioni di ogni genere. Le applicazioni sono veramente illimitate.

Quando queste tecnologie saranno diffuse potremo passare davanti alla vetrina di un negozio di musica e scaricare sul nostro cellulare (e non solo) le ultimissime in top ten tramite la tecnologia bluetooth , oppure recarci presso un museo e prelevare l’informazione che ci serve, pagare presso casse automatiche, fare presentazioni interattive ed accattivanti, lanciare nuovi prodotti con un sistema di pubblicità interattiva, ma anche “parlare” con le città.

Venezia parla” è un altro progetto interessante: Venezia e altre città (quelle d’arte in particolare) necessitano di una gestione efficiente del flusso di informazioni rivolte a visitatori e cittadini. Immaginiamo con questo sistema di trasmettere informazioni turistiche, filmati, immagini in modo gratuito a cellulari, palmari e personal computer raggiungibili nelle immediate vicinanze, permettendo alle città di costruire una rete informativa capillare e percorsi turistici personalizzati a seconda delle diverse esigenze dei potenziali utenti: turisti e cittadini. Ne consegue anche una migliore gestione del flusso di turisti per il Comune, limitando problematiche e prevedendole, il tutto servito con una tecnologia semplice e assolutamente affascinante.

Mercoledì

4

Giu

2008

Le aziende non sono tutte uguali

Sono creature, vivono di una vita propria, nascono e crescono con un imprinting: quello del/i creatore/i ed ideatore/i. Vanno avanti, prendendo forme diverse con il succedersi delle persone che le attraversano. Se create da finanziarie, banche, investitori crescono senza un cuore pulsante, orfane. Le persone che operano in queste realtà si comportano secondo processi, secondo standard e, come degli automi, danno quello che viene loro richiesto. Niente di più, niente di meno.

Qualcuno pensa che per fare numeri, per vincere sia necessario combattere, essere aggressivi. Per alcuni: essere leader significa spersonalizzare l’ambiente; fatturare equivale a pensare ed agire con dettami preconfezionati, in modo assolutamente prevedibile; il cambiamento non è possibile né efficace.

Sappiamo che tutto nasce dalla relazione. Questa è l’atomo, la parte con la più piccola complessità da cui si formano strutture, mercati e tessuti sociali. Da qui due strade: chi cerca di comprendere per migliorare se stesso, gli altri, l’ambiente; chi invece cerca di definire, imbustare e confezionare qualcosa di indefinibile, intangibile per usare le capacità relazionali nell’inganno. Fingere non crea relazioni, le disturba. Nessuno può fingere di lavorare in squadra se non lo fa con cuore, mente e capacità. Non avrà nessuna efficacia. A poco servono alcuni corsi di formazione che tendono ad uniformare, a creare atteggiamenti simili in persone diverse.