Il copywriter…per molti ma non per tutti?

L’immagine è tutto!
Nell’era dei media digitali il predominio dell’immagine nelle sue forme più svariate è indiscusso. All’immagine viene oramai assegnata l’intera responsabilità della comunicazione di messaggi di varia indole, relegando la scrittura a ruoli marginali o addirittura eliminandola del tutto. In questo contesto la scrittura è andata via via perdendo la sua connotazione di strumento creativo e versatile capace di comunicare, di creare immagini nella mente del lettore, di evocare sensazioni, di parlare ai suoi destinatari tanto tramite la sua interezza quanto tramite la combinazione specifica di parole, suoni e figure retoriche.
L’ipertesto, per non perdersi nel world wide web.
A contribuire alla progressiva marginalizzazione della scrittura come momento comunicativo e creativo per eccellenza, vi sono le tendenze del mondo della pubblicità, che sempre di più si affida all’immagine ed ai media digitali prima di ricorrere ad altri mezzi e ad altri spazi. Il dialogo lettore-scrittore, scevro oramai di coinvolgimenti di alcun genere, si è trasformato in una fredda comunicazione tra due entità separate… Ed ecco quindi che il testo cessa di essere strumento di trasmissione linguistica del messaggio e si converte in qualche cosa che va al di là del significato tradizionale della parola “testo”, diventando appunto un iper-testo. L’ipertesto altro non è che una guida alla corretta lettura del messaggio – lettura che nell’era di internet si realizza attraverso percorsi ed azioni specifiche che l’utente deve compiere. Un paragone? E’ come se il dialogo tra Dante e Virgilio avesse assunto i connotati, con il passare dei secoli, di un dialogo tra un automobilista ed un vigile urbano che, muto e privo di alcun carattere, si limita a dare delle indicazioni.

dantevirgilio

Scrivere: per pochi o per tutti?
Internet ha rivoluzionato il mondo della comunicazione e della scrittura. Oggi più che mai sono i contenuti a rendere un sito internet interessante, utile e diverso dagli altri. E sono sempre i contenuti a permettere a quel sito di posizionarsi sui motori di ricerca e di essere raggiungibile dagli utenti. Eppure, se una volta il mondo della scrittura era un mondo in qualche modo elitario, destinato a pochi, oggi esso diventato un mondo di massa: improvvisamente tutti sanno scrivere e tutti possono pubblicare online. Se da un lato questa massificazione della scrittura è positiva in quanto spinge gli utenti a trasformarsi da lettori a scrittori consentendo loro di svolgere su se stessi un inconscio lavoro di educazione linguistica, dall’altro invece è negativa, in quanto porta ad un abbassamento generale del livello linguistico della rete ed una progressiva riduzione del divario tra lingua parlata e lingua scritta, con conseguente trionfo delle caratteristiche della prima. Nulla di male se ci riferiamo a blog o siti web personali, dove ognuno bene o male è libero di esprimersi come meglio crede; ma nel momento in cui la lingua perde accuratezza all’interno di siti istituzionali o aziendali a causa dell’intervento di figure che si suppone (o che suppongono, per presunzione o ignoranza) sappiano scrivere in quanto madrelingua, le cose si complicano.

Concludendo
Vista la mia esperienza specifica nel campo della comunicazione, posso affermare che solamente ad alti livelli aziendali ed istituzionali si stima e si reputa fondamentale il ruolo della scrittura (e delle figure professionali coinvolte nell’atto di scrivere) per realizzare strategie comunicative e pubblicitarie sia offline che online. Tutto il resto del mondo “i testi se li fa da soli”, o per lo meno pensa di essere in grado di svolgere quelle funzioni che altrove sono svolte da esperti della comunicazione scritta. Si parla spesso della piccola media impresa in termini positivi…termini che potrebbero essere ancora più positivi se all’iniziativa imprenditoriale i piccoli e medi imprenditori sapessero abbinare strategie di comunicazione mirate e ben confezionate, abbandonando quella tendenza al fai-da-te che spesso in questo ambito li contraddistingue.

Post scritto da Ilaria Scremin: copywriter e web content manager

One Comment

  1. La cosa peggiore che capita alla nostra agenzia e provoca l’esaurimento nervoso alla mia socia è quando il cliente modifica i testi che abbiamo realizzato per lui ed aggiunge strafalcioni, errori grammaticali, frasi povere o direttamente dialetto italianizzato.
    Fortunatamente non sono tutti così i clienti e da po’di tempo tanti “piccoli” chiedono testi, fiduciosi di ottenere risultati. Qualcosa si sta muovendo 🙂

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