Archivio di Ottobre 2007

Giovedì

18

Ott

2007

Contare i Links? Ecco alcuni semplici Links Counter

L’attività di SEO ha diverse componenti. Una componente prettamente tecnica dove sperimentazione e test la fanno da padrone, una componente più “Markettara” nella scelta delle Keyword strategiche e nei contenuti e infine una componente commerciale nell’abilità di acquisto, scambio e vendita links.

E’ facile intuire come questo mestiere necessita la costruzione di un team in cui i compiti siano ripartiti per abilità e competenze; alternativamente il SEO deve essere una persona eclettica capace di passare da analisi e azioni tecniche a trattative acquisto/vendita links.

E’ per questo che il SEO si aiuta con numerosi Tool. Come lo stesso blog che state leggendo, di Tool per SEO ce ne sono davvero tantissimi. Tutti rivolti a semplificare le attività quotidiane… Ebbene è da molto tempo che cercavo un altro strumento per la compravendita di links: cercavo un semplice contatore che mi desse il numero di links in uscita di ogni pagina che mi interessasse!

Ma perchè devo analizzare i link in uscita di una pagina? Google misura la qualità del link! La qualità del link è data dal numero di link in uscita (cioè che puntano ad un dominio diverso da quello della pagina che stiamo analizzando) in relazione al pagerank della pagina stessa. Cioè se una pagina con PR5 contiene più di 50 links in uscita il link sarà di qualità molto bassa, perchè passerà pochissimo PR. Al contrario se la stessa pagina contenesse un massimo di 10 link in uscita il nostro link sarà di altissima qualità e di conseguenza sarà alto il valore di PageRank passato.

Mercoledì

17

Ott

2007

Il BUZZ marketing va all’università

Riceviamo una richiesta da parte di un laureando, visto che si tratta di una tesi sul mondo dei blog, vogliamo aiutarlo, pubblicando il suo annuncio rivolto ai blogger. Chiunque lo desideri puo’ partecipare al sondaggio. Saremmo lieti se alla fine lo studente in questione volesse pubblicare un post con le sue personali conclusioni.
la redazione di wmtools 
Il post è stato inviato da AAA-copywriter 
Massimiliano Cao, laureando al Corso di Laurea Specialistica in Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine sta scrivendo una tesi sul marketing virale e sulle interazioni all’interno dei mondi sociali di Internet. Un invito a tutti i blogger che leggono a partecipare al sondaggio. Per partecipare, è sufficiente leggere il questionario, rispondere alle domande (sono poche) e inviarlo alla mail indicata sotto.

1- Puoi indicarmi il tuo nick name (o il tuo nome) e l’indirizzo del tuo blog?

2- Come è nata l’idea di creare un blog? Che necessità sentivi di voler colmare?

3- Puoi fornirmi qualche statistica sulle visite, sui commenti o sulla frequenza dei post?

4- Cosa hanno di più i blog che già non c’è da qualche altra parte sulla Rete?

5- Ti ritieni un soggetto influente? In che modo o maniera?

6- Da chi invece vieni influenzato maggiormente nelle tue scelte?

7- Sei mai stato contattato o hai mai contattato aziende per sviluppare qualche sorta di collaborazione?

8- Che tipo di commenti o consigli ricevi dai suoi lettori e dalle aziende tue eventuali partner?

Martedì

16

Ott

2007

Guerrilla marketing: le mosse di attacco

Nel precedente post parlavo di Guerrilla Marketing che raggiunge il consumatore nei momenti e nei luoghi in cui non è attiva la sua “advertising cosciousness”, quando le sue  reticenze e difese nei confronti dei messaggi pubblicitari sono abbassate.

Ecco le principali mosse di attacco alla concorrenza a cui il Guerrilla Marketing ben facilmente si puo’ adattare:

-ATTACCO FRONTALE
La comunicazione è qui indirizzata direttamente ai  “consumatori” fedeli al concorrente, per convincerli che il nostro prodotto ha qualità  superiori ad altri.

-ATTACCO SUI FIANCHI
Qui si individuano i punti deboli della concorrenza e si concentrano le nostre energie potenziando proprio quelli, mettendo cosi’ in luce le carenze altrui.

-ATTACCO CON ACCERCHIAMENTO
Il progetto di marketing è qui basato sulla diversificazione di strategie, per poter rivolgersi a diverse tipologie di utenti.

-ATTACCO CON AGGIRAMENTO
Si tratta di una strategia di offensiva indiretta , in quanto evita il confronto diretto con i concorrenti, puntando su  “fette di mercato” inesplorate o insoddisfatte.

-ATTACCO GUERRILLA
E’ il tentativo di scoraggiare la concorrenza  agendo  in modo inaspettato, ma persistente. Spesso queste azioni  perseguite da  piccole  e medie  imprese  danneggiano in modo incisivo grandi aziende. Non occorre un gran grande investimento, al contrario, basta un’idea vincente. Basta incuriosire, intrigare, stuzzicare,e ….far parlare o in bene o in male.
Insomma basta creare quella dinamica comunicativa sensoriale che garantisca la circolazione del messaggio: il passaparola, quella penetrante, insistente e incisiva che finisce per sconfiggere anche la concorrenza forte come una roccia.

Venerdì

12

Ott

2007

Il (Web) Marketing che non ti aspetti: traffico voce e sms in cambio di spot!

Cosa accomuna Aziende come McDonalds, Coca-Cola, L’Oreal Paris, Buena Vista, Stepstone, I-Play Mobile Gaming e Yell.com? E poi su mercati così eterogenei?

Li accomuna l’aver scelto di inserire all’interno dei propri marketing & communications plans un extra budget dedicato al canale voce, strumento alternativo, ma allo stesso tempo sinergico al web.

Blyk, infatti, primo operatore mobile al mondo a fare del suo “core business” l’offerta di servizi gratuiti, consentirà a queste Aziende di effettuare comunicazioni di varia natura ad utenti finali che accetteranno 217 sms e 43 minuti di conversazione al mese dati in contropartita. Fuor di dubbio dirlo, il traffico eccedente sarà acquistato a parte e caricato in sim. Unico vincolo per questi “first movers” sarà solo l’onore di accettare (non leggere o guardare con attenzione!) non più di 6 messaggi multimediali (MMS) al giorno.

Si annuncia perciò battaglia, alla luce di questo test, all’interno del mercato TELCO in Gran Bretagna e c’è da scommetterci a breve anche nella vecchia “cara” Europa. L’offerta di questo impalpabile operatore virtuale (MVNO) è tanto coraggiosa quanto originale. Coraggiosa, perchè ripone in un target molto ben definito e instabile i propri sogni di crescita. Originale, per la scelta strategica di utilizzare una via non ancora “asfaltata” e per questo fiutata e seguita da vicino anche da Nokia, Siemens e gli amici di Google.

Questa notizia è certamente segno di come le dinamiche che regolano il web marketing stiano piano piano contaminando anche il mondo della mobility, finora regolato dalle leggi dell’sms marketing, aprendo nuovi e interessanti scenari di diversificazione pubblicitaria.

Giovedì

11

Ott

2007

Acquisto online: un’esperienza frustrante..

Per l’ennesima volta il software di gestione della mia stampante mi segnala che la cartuccia sta per esaurirsi. Diamine, devo stampare diversi articoli nei prossimi giorni, l’inchiostro mi serve come il pane. Di andare ad effettuare l’acquisto in un negozio non se ne parla: negli ultimi tempi arrivo a casa ad orari impossibili, non ho tempo. L’unica alternativa praticabile è quella di acquistare delle cartucce via internet..
Faccio pubblicità, non me ne vanto ma lo faccio. Possiedo una HP PSC 1510, una multi funzione economica.
Non ho un negozio in cui abitualmente mi rifornisco, in genere acquisto a caso grossi quantitativi di cartucce e vado avanti per mesi. Decido, pertanto, di effettuare una ricerca in Google, chiave, manco a dirlo, “cartucce”.
Accidenti! Una serp in cui la competizione è elevatissima. Non un centimetro di pagina libero. I risultati sponsorizzati occupano, addirittura, più di una pagina.

D’accordo, che si fa? Testa o croce, organici o sponsorizzati? Decido per gli organici e clicco sul primo link.

Il primo sito nella serp è Cartucce.com. Mi trovo di fronte ad una splash screen temporizzata, si attendono una decina di secondi e si arriva alla home vera e propria. Ma io ho fretta e ci clicco per non attendere. Ok, ma a che serve quella pagina? A me pare un clic a vuoto. Ho fretta e voglio sbrigarmi, ho affittato un bel dvd! Non ho tempo di navigare per categoria e decido di utilizzare il motore di ricerca del sito. Utilizzo la chiave “psc 1510” e non ottengo risultati. Provo allora con “hp psc 1510” e ancora nulla. Ennesimo tentativo con “hp 1510”, ennesimo buco nell’acqua. E siamo a 4 clic, circa 3 minuti di navigazione.

Martedì

9

Ott

2007

Links

links

Alcuni di voi ricorderanno le prime pagine web: erano infarcite di siti consigliati. Sì, perché il web all’inizio questo era: pagine utili e collegamenti a pagine ancora più utili.
Poi è arrivato Google ed ha sfruttato questi collegamenti dando più peso alle pagine più consigliate di altre ed ha fatto conoscere al mondo, volente e nolente, i termini PageRank, inbound ed outbound link.

E si è scatenato il caos.

Link presenti da una vita, utili ai visitatori, tolti in nome della barretta verde; paura di linkare qualunque risorsa, quasi si rischiasse una malattia infettiva; nofollow ad iosa; link venduti un tanto al chilo; spam allucinante su qualsiasi pagina in cui fosse presente un form; guestbook e forum inondati di link a qualsiasi cosa; commenti fatti solo per inserire un linkettino al proprio sito.

In molti si son affrettati a togliere i link esterni per paura di perdere posizioni in google e, orrore!, favorire altre pagine per la serp che tentiamo di scalare.
Io lottavo da mesi per una prima posizione su una key abbastanza pesante, ho provato di tutto, era diventata una sfida con me stesso. L’ho ottenuta solo dopo aver messo un link, pulito, verso un sito esterno attinente.

Una cosa del tipo key da scalare.
Tempo 24 ore e in quella serp son primo.

Perché? Principalmente perché inserire link verso risorse esterne significa tematizzare, indicare l’argomento ed il contenuto delle nostre pagine oltre di quelle esterne. E’ solo un esempio: ne potrei portare mille diversi, conosco siti che hanno fatto degli OL la base del posizionamento.

Lunedì

8

Ott

2007

Guerrilla marketing

La definizione “guerrilla Marketing” evoca echi di sanguinarie battaglie e dinamiche relazionali spietate. Infatti è di una “lotta all’ultimo sangue”, che si tratta: una sorta di “guerra di marketing” condotta con mezzi non convenzionali e senza alcuna inibizione.

Nel corso degli anni ottanta J.C.Levinson definiva questa tecnica come “il Marketing vincente, che le aziende dovrebbero applicare come filosofia a trecentosessanta gradi su strategia, mezzi e strumenti”. Oggi possiamo certamente affermare che queste tecniche di comunicazione non convenzionale consentono di ottenere il massimo della visibilita’e di catturare in pieno l’attenzione degli utenti, con messaggi incisivi e persuasivi. La spettacolarità è l’elemento caratterizzante, che determina un coinvolgimento emotivo e psicofisico da cui è difficile sottrarsi.

Le strategie del “Guerrilla Marketing “ a volte risultano suadenti e ipnotiche, altre volte aggrediscono e colpiscono inaspettatamente i consumatori che finiscono in ambedue i casi col perdere il controllo dei propri sensi e dei propri bisogni, comportandosi secondo schemi previsti e codificati. Sia che risultino “molto piacevoli”, alcune strategie di mercato, oppure “molto disgustose”, rimangono impresse comunque: questo è ciò che realmente importa , che se ne parli.

Oggi il “Guerrilla Marketing” non viene disdegnato né dalle piccole aziende, né dalle grandi multinazionali.
L’obiettivo del Guerrilla Marketing come vera e propria forma comunicativa fu definito da Levinson nel 1984 come “achieving conventional goals, such as profits and joy, with unconventional methods, such as investingenergy enstead of money”, cioè raggiungere obiettivi convenzionali, come profitti e successo, con metodi non convenzionali, investendo energia anziché soldi. Nel corso del tempo, sia negli Stati Uniti, sia nel resto del mondo si è assistito a varie forme di applicazione di tale strategia.