Web Analytics Strategies 2009 (WAS) 2° giorno

La seconda giornata del WAS (leggi qui la prima giornata del WAS) si è aperta con un interessante intervento di Giuseppe Fragola (Imetrix) sulle nuove frontiere di utilizzo del mobile advertising: si è parlato, in particolare, dell’uso di QR Code e di Digital Coupon per monitorare l’interazione fra advertising online ed offline, ma anche della discussione in atto tra chi sostiene che sia necessario l’utilizzo di particolari standard per la creazione di siti mobile o chi, al contrario, ritiene che sia sufficiente miniaturizzare le pagine web già esistenti.
Ralf Haberich (Nedstat) ci ha invece illustrato la case history di Bild.de, la versione online del famoso tabloid tedesco, mostrando un caso concreto in cui la web analytics si è effettivamente rivelata uno strumento in grado di incrementare il successo di una campagna di mobile advertising.

Dopo il coffee break, Mauro Lupi (Ad Maiora) ci ha introdotto al tema del Reputation Management, illustrando lo scenario attuale e le potenzialità che caratterizzano oggigiorno i consumatori. Lo slogan “power to the keyboards” le riassume efficacemente: grazie alle possibilità che gli vengono offerte dal web 2.0, l’utente/consumatore è competente, selettivo e inaffidabile, ma soprattutto è un produttore di contenuti, cosa che gli permette di influenzare le esperienze di acquisto e consumo di altri utenti. La web analytics ci viene perciò incontro nel momento in cui è necessario adottare delle contromisure efficaci per contrastare contenuti negativi e sfruttare a nostro vantaggio i commenti più positivi ed interessanti.

Anche con Stefano Maioni (Extrapola) abbiamo parlato di monitoraggio della reputazione: è stato introdotto il concetto di Pixel Quadrato, un algoritmo elaborato da Extrapola per calcolare il valore economico potenziale delle citazioni raccolte in rete. Questo strumento permette a Extrapola di coniugare web analytics e reputation management, migliorando sensibilmente la customer satisfaction dei clienti.
Sacha Monotti Graziadei (BlogMeter) ci ha invece illustrato l’importanza dell’affidabilità delle fonti rilevate nell’ambito del reputation management, una valutazione che si può effettuare tenendo presenti alcuni fattori chiave: tra questi, la capacità di penetrazione del contenuto nella rete, la sua viralità e la fiducia degli utenti verso quella fonte.

Con l’intervento di Massimo de Magistris (Microsoft Advertising Italia) e Silvia Gilotta (SrLabs), relativo a Behavioural Targeting ed Eye Tracking, si è concluso il WAS 2009: quest’ultimo speech ci ha dimostrato come la web analytics ci permetta di migliorare il processo di individuazione e profilazione del target, di per sé estremamente complesso, anche grazie all’uso di tecnologie di supporto come l’eye-tracking, in grado di incrementare sensibilmente l’usabilità dei siti e degli strumenti di comunicazione digitali.

Le impressioni personali che ho ricavato da questo evento mi trovano sostanzialmente d’accordo con quanto già affermato da altri colleghi, sicuramente più esperti e “navigati” di me (Tommaso Galli , Marco Ziero , Giada Noè , Fabio Sutto ): l’organizzazione dell’evento si è rivelata impeccabile, la qualità dei contenuti molto buona anche se ci sono stati pochissimi approfondimenti a livello tecnico. L’intervento più interessante, in gran parte per la qualità della presentazione, è sicuramente stato quello di Eric Peterson, ma questo ce lo aspettavamo. Un appunto che mi sento di dover fare ai relatori (tema che ho discusso animatamente anche con Sean Carlos :) http://www.antezeta.it/blog/) e, in genere, a chi si occupa di marketing on/offline: per favore, smettete di usare terminologia in inglese anche quando non è necessario o, almeno, prima siate sicuri di conoscerne il significato e la corretta pronuncia :P !

post scritto da Chiara Faggella

2 Comments

  1. Il primo WAS 2009 mi ha portato ad una consapevolezza adeguata e puntuale di quanto le statistiche, la misurazione dei dati, l’affannarsi con grafici ecc. siano attività realmente inutili e dannose senza che io giunga a capire il perché di quei dati (Insights) e a formulare a delle proposte d’azione (Recomendation).

    In questo processo decisionale ci sono dei paletti: gli Indicatori di Performance (KPI) rispetto all’obiettivo dato o voluto.

    Quando dovevo essere in orario a prendere la mia ragazza, credetemi, avevo tantissimi indicatori di performance (la curva x, la città y, fuel…) che mi facevano schiacciare più o o meno il pedale destro :). Ma l’obiettivo era arrivare puntuale…. ;)

    Poi l’ho sposata, ecco il Goal!

    Mi preme affermare con forza che questo atteggiamento è del team e non del singolo: ognuno si deve sentire responsabile di capire il perché una cosa va bene ed il perché una cosa va male in egual misura. Dato questo proporre soluzioni e mai o pochi lamenti ;).

    Ovviamente il Cliente deve essere portato a capire che la Web Analytics non si fa tanto per dargli qualche Report in più ma che essa ha la pretesa di poter cambiare, anche strutturalmente e con i dovuti passi, l’organizzazione aziendale.

    Altre cose son state interessanti, altre markette, ma questi concetti li porto a casa e me li metto davanti al pc ;)

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