Archivio di Febbraio 2007

Venerdì

16

Feb

2007

Enquiro Eye Tracking Report II

Interessante il post nel Blog di Tsw che annuncia la seconda edizione dell’Eye Tracking.

Questo nuovo report, pubblicato a novembre 2006, amplia e migliora il precedente lavoro con alcune novità:

  • analisi dei tre motori di ricerca principali (Google.com, Msn.com, Yahoo.com)
  • reclutamento dei candidati diversificato in due stati americani (34 donne, 24 uomini)
  • selezione dei candidati che ha tenuto conto di quale motore di ricerca preferissero
  • tre tipologie di task (ricerca libera; ricerca con query indicata ma utilizzando un motore a scelta; ricerca con query indicata e utilizzando come motore Google.com)
  • analisi del comportamento degli utenti oltre la prima pagina di risultati

Molto interessante l’analisi fatta per i tre motori, anche per chi effettua PPC :)

Martedì

13

Feb

2007

Panama Ranking System

Da controrete apprendo che il nuovo algoritmo è stato lanciato e che i fattori che lo influenzeranno sono:
- Bid
- CTR
- Ad copy
- URL
- Landing pages
- Advertiser information
- Advertiser industry segment

Sembra che sia il sistema usato da Google Adwords al suo inizio.

Marco Loguercio dice che i sistemi di Google, Microsoft e Yahoo! finiranno col somigliarsi sempre più…anche io sono dello stesso parere.

Venerdì

9

Feb

2007

CONOSCI IL TUO POLLO!

Nel suo post di oggi, Elena, parla di e-commerce e vi rinvia all’Osservatorio Findomestic” per la segmentazione dei consumatori.

Io mi propongo invece una mini-analisi dei consumatori secondo la sociologia dei consumi, e in particolare alla luce della cosiddetta Piramide dei Bisogni di Maslow.

Piramide dei Bisogni di Maslow

Guardate lo schema: i bisogni primari sono in basso, quelli superiori in alto. Più in alto nella scala sociale è il nostro consumatore, minori saranno i suoi bisogni, e maggiore la disponibilità a pagare un prezzo elevato. passiamo quindi da una situazione di mass-market a consumi molto più selettivi. E qui si pone il dilemma: mercato di massa o di nicchia?

L‘e-commerce si basa sui grandi numeri e sull’alto numero di prodotti venduti con un profitto per unità relativamente basso. Più si sale nella scala dei valori, minori saranno i pezzi venduti e maggiore il mark-up.

Anche questi segmenti di mercato sono tracciabili. A questo scopo vi segnalo altre due ricerche importantissime per la segmentazione del mercato italiano di Internet. La prima è il REPORT CENSUARIO di Audiweb, pubblicata mensilmente, la seconda è Dati sull’internet in Italia, un’accurata analisi tratta da Gandalf, la monumentale opera di Giancarlo Livraghi, uno dei personaggi storici dell’advertising italiano.

Giancarlo Livragi

Con le tre ricerche, l’Osservatorio Findomestic, il REPORT Audiweb e la ricerca di Giancarlo Livraghi, avrete a disposizione tutti i dati per effettuare una segmentazione del mercato e, incrociando opportunamente i dati, per valutare i segmenti di consumatori più promettenti per i vostri prodotti.

Venerdì

9

Feb

2007

Conoscere i consumatori per vendere meglio?

I modelli di comportamento del consumatore applicati al web

La 12esima edizione dell’Osservatorio Findomestic dà alcune ottime definizioni dei consumatori. L’analisi vuole andare oltre alle classiche divisioni di età, sesso, residenza, cultura, per identificare modelli di comportamento dei consumatori, che siano motivati dai bisogni, dai desideri, e perché no dalle paure.

Sarebbe bello se questa analisi venisse fatta con un occhio a Internet: mentre la leggo provo a immaginare se e quali di queste considerazioni valgano anche per il web.

L’osservatorio individua alcune “correnti” di pensiero presenti nel consumatore di oggi, che possono agire in maniera diversa, combinandosi fra di loro. E danno vita a 5 profili diversi di consumatore. Ora voglio concentrarmi sulle motivazioni che spingono all’acquisto (online e offline).

Il consumatore spinto dalla “ricerca del valore”, seppur attento al risparmio, è ormai immune alle promozioni e agli sconti: è disposto a spendere un po’ di più pur di avere qualcosa che vale.

Soprattutto per certi beni durevoli (una casa, una macchina, un divano). Per promuovere questo tipo di oggetti è molto più efficace puntare sull’esaltazione degli aspetti intangibili legati alla bellezza, comodità, affidabilità… piuttosto che attirarlo con il prezzo più basso. Una comunicazione per questo tipo di prodotto e per questo tipo di target deve tenerne conto, sia che essa transiti dal web o da altri media. Puntare ai valori dell’oggetto più che preoccuparsi del prezzo.

Anche perché oggi - grazie al credito al consumo - molti reputano normale rateizzare qualsiasi acquisto.

Giovedì

8

Feb

2007

Studio sui Giornali Online e Ottimizzazione

Tsw sta per pubblicare i dati di uno studio sui Giornali online e la loro ottimizzazione per i motori di ricerca.

Tra le anticipazioni si parla di URL, Meta Tag description e sitemap.

L’analisi è stata condotta sui Giornali Italiani quali La Repubblica, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e La Gazzetta dello Sport –, e un campione di quotidiani europei – lo spagnolo El País, il francese Le Monde e il tedesco Süddeutsche Zeitung. Completano la ricerca The New York Times e l’International Herald Tribune

Mercoledì

7

Feb

2007

Per Google tutti i figli sono uguali?

google page creatorGooglepages gioca in casa!
Inserire la parola chiave nel titolo, qualcuna sparsa qui e là, buoni contenuti e il gioco è fatto su googlepages.

Se si osservano, nemmeno troppo attentamente, tutti i googlepages.com in giro per il web, si noterà subito che non ci sono grandi effetti speciali di ottimizzazione. Ci sono molti testi, il più delle volte redatti bene. Un’architettura semplice, poche immagini, molti pdf, anch’essi scovati da Google con le key corrispettive e solitamente sempre in prima pagina. Insomma la teoria per cui sembrerebbe che gli spider sentano “odore di casa” forse è confermata…
Qualche prova? Beh, intanto digitate “googlepage.com” su Google e poi cercate con la parola chiave corrispondente una di quelle pagine, e poi rispondete:
Come compaiono su Google e come invece, per esempio, su Msn?
In alcuni casi, per alcune keyword, il sito realizzato con googlepages compare addirittura prima del sito ufficiale. Sarà un caso?

google

Googlepages, di poche pretese, è veramente semplice da usare. Può essere uno strumento efficiente, valido, se usato opportunamente. Valgono le stesse regole con le quali si cerca di ottimizzare una pagina web, con la differenza che, forse, per Google i figli non sono tutti uguali.
Su googlepages si ha la possibilità di modificare anche il codice html inserendo per esempio gli alternate (edit html in basso a destra).
Il consiglio è quello di scrivere nel modo più naturale possibile e poi di mettere entro le prime righe la keyword scelta senza forzare eccessivamente la mano.
Da un po’ di tempo Googlepages ha predisposto anche nuove funzioni e reso più funzionali le altre, come per esempio l’upload di immagini il cui formato e posizione si può modificare liberamente. (add gadget in basso a destra)
Molti usano le googlepages come un “grande” biglietto da vista online e inseriscono curriculum, lavori ecc.
Buon Lavoro!

Lunedì

5

Feb

2007

Creatività e Posizionamento

Fare comunicazione creativa è esprimere i concetti nel modo più chiaro e comprensibile, ma soprattutto al di fuori dagli schemi, perché sorprendere il pubblico è il modo migliore per farsi ricordare, e spesso anche quello di suscitare nel destinatario del messaggio simpatia e accettazione.Il posizionamento è esattamente questo, creare nel target un’associazione tra l’oggetto del messaggio e un modo di essere che, per chi guarda, si deve concretizzare in un’immagine particolare di se stesso che faccia leva sul suo anticonformismo.Il concetto di posizionamento fu inventato nei primi anni cinquanta in Doyle, Dane & Bernbach (nota anche come DDB), principalmente ad opera di Bill Bernbach, il loro copywriter e direttore creativo.L’espressione probabilmente più famosa e dimostrativa di questo concetto è la celeberrima campagna per Volkswagen, che è durata oltre vent’anni, e non solo in America.
pubblicità volkswagen
Pubblicità volkswagen

n un’epoca nella quale le auto americane soffrivano di gigantismo, scegliere di dire che un’auto era piccola significò porla automaticamente come alternativa, e di conseguenza anche come la macchina degli alternativi, gli hippy insomma, anche grazie al pay-off (”Think Different”). Notate la pagina. Qui il concetto non è solo espresso nella headline, nel body-copy e nel pay-off, ma perfettamente veicolato anche dalla grafica. Un annuncio che potremmo definire antesignano dell’odierno viral marketing.