Martedì

29

Gen

2008

Privacy e consenso: via mail, via sms, via telefono..

Ecco la seconda parte del post marketing e tutela dei dati personali. Un po’ di definizioni e riferimenti utili per chi si interessa al settore. Visto che viviamo in un momento di invasione di posta indesiderata (spam), ecco un po’ di chiarezza..

Principi generali vigenti

L’articolo 130, commi 1 e 2, del D.Lgs 196/03, intitolato alle “Comunicazioni indesiderate”, subordina la possibilità di utilizzare i sistemi automatici di chiamata, senza l’intervento dell’operatore, e le comunicazioni elettroniche tramite fax, posta elettronica, SMS ed MMS, al fine dell’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, al previo consenso del soggetto interessato.
Al di fuori delle ipotesi appena menzionate, il paragrafo 3 dell’articolo 13 della direttiva 2002/58/CE ha consentito alle normative dei singoli Stati Membri di individuare gli strumenti più opportuni mediante i quali impedire tutte le altre forme di comunicazione non desiderate (ad esempio le chiamate vocali non automatizzate di telefonia fissa o mobile) scegliendo tra un sistema di “opt-in” oppure di “opt-out”.
Nel merito il legislatore italiano si è espresso con il comma 3 dell’articolo 130 citato, optando per un sistema del primo tipo (opt-in) che si realizza attraverso l’applicazione del principio del consenso o, in alternativa, l’esistenza di una delle fattispecie che, ai sensi dell’articolo 24, permettono un trattamento dei dati anche senza consenso.
In ogni caso, comunque, il successivo comma 5 dell’art. 130 vieta qualsiasi forma di comunicazione, per le finalità indicate, effettuata camuffando o celando l’identità del mittente o senza fornire un idoneo recapito presso il quale l’interessato possa esercitare i propri diritti.
E’ evidente in tal caso l’interesse del legislatore ad evitare tutte quelle situazioni che possano comportare di fatto un aggiramento delle disposizioni di legge, soprattutto per ciò che concerne l’esercizio dei diritti da parte degli interessati.
In effetti il codice della privacy appresta una particolare tutela del cd. diritto “ad essere lasciati in pace” attraverso l’articolo 7, comma 4 lett. b) che attribuisce ai soggetti interessati il diritto di opporsi, in tutto od in parte, al trattamento dei dati personali che li riguardano per finalità di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. ‘, infine, il caso di notare che il principio del consenso trova una ulteriore conferma in materia di contratti a distanza stipulati dai consumatori. ispone infatti l’articolo 58, comma 1, del D.Lgs 206/2005 che “L’impiego da parte di un professionista del telefono, della posta elettronica, di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore o di fax richiede il consenso preventivo del consumatore”.

Mercoledì

23

Gen

2008

Marketing e tutela dei dati personali: aspetti giuridici

Questo è il primo di una serie di articoli che tratteranno aspetti giuridici relativi al marketing, alle nuove tecnologie, ai blog, agli spammer, ecc..

Il marketing rappresenta un fondamentale mezzo di supporto allo sviluppo del business di qualsiasi organizzazione.
Secondo la definizione fornita da Philip Kotler, uno dei massimi esperti della materia, il marketing è un processo sociale e manageriale mediante il quale una persona od un gruppo ottiene ciò che costituisce oggetto dei propri bisogni e desideri, creando, offrendo e scambiando prodotti e valore con altri.
In tempi abbastanza recenti la cd. Legge Bersani (legge 248/06) ha posto in essere una serie di misure atte ad incentivare le dinamiche della concorrenza relativamente alla fornitura dei servizi professionali abolendo, tra le altre cose, anche il divieto di svolgere pubblicità informativa.
Questa novità ha dischiuso definitivamente le porte del marketing, di cui la pubblicità e la comunicazione sono due delle strategie costituenti, ad alcune categorie professionali tra le quali, in primis, gli avvocati.
Non v’è dubbio che gli strumenti messi a disposizione dalle odierne tecnologie informatiche, telematiche e, più in generale, elettroniche possano agevolare e rendere più efficace la conduzione di una campagna di natura pubblicitaria.
In effetti si tratta di strumenti che hanno dalla loro parte caratteristiche molto attraenti quali la facilità d’uso, l’immediatezza della comunicazione, la possibilità di raggiungere un target vastissimo di individui, a prescindere dalla loro localizzazione geografica e, in molti casi, anche un discreto abbattimento dei costi rispetto ad una analoga campagna condotta con mezzi tradizionali.
D’altra parte, però, si tratta anche di tecnologie dotate di una spiccata pervasività rispetto alla sfera di riservatezza degli individui ed il loro utilizzo si accompagna, spesso, ad una attività di raccolta ed elaborazione (trattamento) di dati ed informazioni di natura personale (numeri di telefono, fax, indirizzi di posta elettronica, ecc…) che, in quanto tali, godono di una particolare forma di tutela, non solo dal punto di vista della legislazione nazionale, ma anche sotto il profilo comunitario.
Quali sono dunque i rapporti tra l’uso delle nuove tecnologie a fini di marketing e la protezione dei dati personali ?
Quali possono ritenersi i limiti ed i vincoli derivanti dalle vigenti leggi, dalle direttive comunitarie e dalla giurisprudenza del Garante della privacy ?
Questi sono tutti interrogativi ai quali cercheremo di rispondere nel seguito di questa esposizione.