{"id":891,"date":"2009-10-07T12:00:01","date_gmt":"2009-10-07T10:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/web-marketing\/lautopromozione-e-il-rischio-dellecoismo-nel-web-20"},"modified":"2009-10-07T12:02:44","modified_gmt":"2009-10-07T10:02:44","slug":"lautopromozione-e-il-rischio-dellecoismo-nel-web-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wmtools.com\/news\/web-marketing\/lautopromozione-e-il-rischio-dellecoismo-nel-web-20","title":{"rendered":"L&#8217;autopromozione e il rischio dell&#8221;ecoismo&#8221; nel web 2.0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/lie.jpg\" title=\"lie.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/lie.jpg\" alt=\"lie.jpg\" align=\"right\" \/><\/a>Dire che il web 2.0 facilita l&#8217;<strong>autopromozione<\/strong> pu\u00f2 sembrare scontato. Blog e social network concedono a chiunque quel <em>&#8220;quarto d&#8217;ora di celebrit\u00e0&#8221;<\/em> che prima era magari conquistato con molta pi\u00f9 fatica e a caro prezzo. Oggi <strong>promuoversi\u00a0sembra molto pi\u00f9 semplice<\/strong> rispetto all&#8217;epoca del cartaceo e del web 1.0.<\/p>\n<p>L&#8217;informazione viaggia molto velocemente e, grazie alla molteplicit\u00e0 di canali, \u00e8 facile diffondere il proprio messaggio ed amplificarlo: basta pensare a come sia facile scrivere un post e segnalarlo ai vari aggregatori che portano traffico o ai social pi\u00f9 frequentati come Facebook e Twitter. C&#8217;\u00e8 chi automatizza il processo di diffusione grazie alle varie applicazioni per feed: tecnicamente \u00e8 un percorso ineccepibile.<\/p>\n<p>Ma a volte proprio la possibilit\u00e0 di dare eco al proprio messaggio diventa una bramosia cos\u00ec grande che copre il contenuto del messaggio stesso. Il <strong>desiderio di amplificazione<\/strong>, di aumento delle basi di ascolto, porta spesso a seguire clich\u00e9 di successo che uccidono l&#8217;originalit\u00e0. Il riportare la stessa notizia, la stessa opinione, lo stesso link, solo per mettersi in luce su piazze virtuali diverse, non \u00e8 affatto social, anzi, nella sua degenerazione \u00e8 anti-social, \u00e8 quello che nel titolo del post ho chiamato <strong><em>&#8220;ecoismo&#8221;<\/em><\/strong>: la voglia matta\u00a0 di occupare gli spazi sociali con i propri contenuti, qualcosa di simile all&#8217;opera dei graffitari pi\u00f9 spinti e border line, che deturpano con le proprie scritte i monumenti famosi. Esserci, mettere la firma, apparire: quando l&#8217;autopromozione si ferma qui, dimenticando il ruolo fondamentale dei contenuti e della maniera di porsi e relazionarsi, allora diventa &#8220;ecoismo&#8221;.<!--more--><\/p>\n<p>Ci sono <strong>forme ingenue<\/strong> di &#8220;ecoismo&#8221;, come le firme dei blog in cui si sottolinea la propria professione o il contenuto del proprio sito, oppure quelle di pura e sterile amplificazione, come gli autofeed su Twitter e Facebook. Ma ci sono <strong>manifestazioni pi\u00f9 sottili<\/strong>, come quelle che presentano ogni esperienza vitale come legata al web, laddove anche gli eventi pi\u00f9 banali o, al contrario pi\u00f9 intimi, sono diffusi e pubblicati solo per avere un&#8217;eco di ascolto: strano destino quello dei social media, sembrano involontariamente prendere a modello i mass media, portandosi dietro tutti i difetti che ne fanno oggetto di critica.<br \/>\nMa allora, <strong>come fuggire dall'&#8221;ecoismo&#8221;?<\/strong> La chiave \u00e8 gi\u00e0 stata accennata: l&#8217;<strong>originalit\u00e0<\/strong>. Invece di promuovere la copia di se stessi, occorre promuovere l&#8217;originale, l&#8217;autentico.<\/p>\n<p>E&#8217; qui che sta il plusvalore. <strong>Tre consigli<\/strong> in merito.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Scegliere bene i contenuti e personalizzare il messaggio a seconda del mezzo, usando linguaggi diversi per mezzi diversi.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Valutare dove apparire e dove non apparire: gli spazi di latenza sono a volte pi\u00f9 significativi degli spazi di sovraesposizione superflua<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Tenere conto della diversit\u00e0 degli interlocutori e ricordare che la promozione ha come fine gli altri e non se stessi: sono gli altri che devono dare il consenso.<\/p>\n<p>L&#8217;originalit\u00e0 \u00e8 un valore in s\u00e9, che va ben oltre la questione dei contenuti duplicati. La ripetizione pedissequa di concetti, la messa in luce di aspetti secondari, fatti solo per apparire, l&#8217;accumulo del superfluo, promuovono soltanto il protagonismo di quel clone, di quel &#8220;tu&#8221; egoista che non sei Tu e che troppo spesso si relaziona solo con se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dire che il web 2.0 facilita l&#8217;autopromozione pu\u00f2 sembrare scontato. Blog e social network concedono a chiunque quel &#8220;quarto d&#8217;ora di celebrit\u00e0&#8221; che prima era magari conquistato con molta pi\u00f9 fatica e a caro prezzo. Oggi promuoversi\u00a0sembra molto pi\u00f9 semplice rispetto all&#8217;epoca del cartaceo e del web 1.0. 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