{"id":482,"date":"2007-10-01T10:08:32","date_gmt":"2007-10-01T08:08:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/posizionamento-motori\/google-ottimizzazione-del-sito-i-meta-tag"},"modified":"2013-01-17T12:35:11","modified_gmt":"2013-01-17T10:35:11","slug":"google-ottimizzazione-del-sito-i-meta-tag","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wmtools.com\/news\/posizionamento-motori\/google-ottimizzazione-del-sito-i-meta-tag","title":{"rendered":"Google, ottimizzazione del sito: i Meta Tag"},"content":{"rendered":"<p><em>Alcuni consigli su come ottimizzare i propri meta tag, renderli pi\u00f9 efficaci dal lato Utente e valutarne l&#8217;importanza (o meno) per il motore di ricerca californiano.<\/em><\/p>\n<div>\n<div>\n<div><img decoding=\"async\" alt=\"Google, ottimizzazione del sito. I Meta tag.\" src=\"http:\/\/www.prima-posizione.it\/images\/articoli-news\/meta-tag-google.gif\" \/><\/div>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso mi capita di sentire e vedere <strong>webmaster che utilizzano i meta tag in modo scorretto<\/strong>, almeno non ottimizzato per i motori di ricerca, soprattutto per Google. Inoltre, negli ultimi tempi, si \u00e8 diffusa la &#8220;simpatica&#8221; pratica di <strong>inventare (letteralmente) appositi metatag<\/strong> che dovrebbero incrementare le performance del sito in <a href=\"http:\/\/blog.prima-posizione.it\/google-i-fattori-piu-importanti-che-determinano-il-posizionamento\/2007_2755\/\" target=\"_blank\">termini di posizionamento nelle ricerche<\/a>.<\/p>\n<p>Spero con questo post, di fare chiarezza, ma soprattuto far <strong>evitare &#8220;errori gravi&#8221;<\/strong> a chi sviluppa pagine web utilizzando meta tag a volte in modo estremamente scorretto per gli spider dei search engine.<\/p>\n<p><strong>La dichiarazione<\/strong><\/p>\n<p>I meta tag vengono elencati nell&#8217;head della pagina web, quindi devono essere esclusivamente compresi fra i tag e<br \/>\nLa sintassi corrett\u00e0 \u00e8 questa:<\/p>\n<p><strong>Meta tag disponibili e scopi<\/strong> (approvati dal W3C)<\/p>\n<p>Prima di elecare i tag, tengo a precisare che le caratteristiche riportate di seguito sono gli <strong>utilizzi effettivi per i quali questi meta tag sono stati creati<\/strong>, ma non significa che i motori di ricerca ne tengano conto, proprio come vedremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>1) <strong>&#8220;Description&#8221;<\/strong> &#8211; Serve per dare una <strong>breve descrizione della pagina<\/strong>. La sua lunghezza massima \u00e8 di 1024 caratteri (comunque si consiglia di usarne al massimo 100-120). Pu\u00f2 essere costituito da due frasi, ma deve <strong>sempre<\/strong> terminare con il punto (es. )<\/p>\n<p>2) <strong>&#8220;Keywords&#8221;<\/strong> &#8211; Serve per <strong>indicare le parole chiave relative al contenuto della pagina<\/strong>. Anche qui la lunghezza massima \u00e8 di 1024 caratteri, ma si consiglia di non superare un massimo di 5-6 parole chiavi elencate. Ogni singola keywords dev&#8217;essere separata da una virgola ed uno spazio (es. )<\/p>\n<p>3) <strong>&#8220;Robots&#8221;<\/strong> &#8211; Creato per istruire il robot (spider di qualsiasi motore di ricerca) sugli accessi alla pagina web. Infatti pu\u00f2 passare al robot 6 differenti istruzioni:<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;NOINDEX&#8221; &#8211; lo spider non \u00e8 autorizzato ad indicizzare la pagina (quindi questa &#8220;non dovrebbe&#8221; mai comparire fra i risultati delle ricerche)<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;INDEX&#8221; &#8211; al contrario del NOINDEX autorizza il robot ad indicizzare il contenuto della pagina nei propri database<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;NOFOLLOW&#8221; &#8211; indica allo spider di non seguire e conteggiare ogni link presente all&#8217;interno della pagina (es. con l&#8217;attributo &#8220;NOFOLLOW&#8221; se nella pagina A c&#8217;\u00e8 un collegamento alla pagina B, lo spider indicizzer\u00e0 la pagina A ma non indicizzer\u00e0 la pagina B e tantomeno contegger\u00e0 il backlink ai fini del calcolo del Pagerank)<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;FOLLOW&#8221; &#8211; funzione inversa al NOFOLLOW, che autorizza lo spider a conteggiare e visitare tutti i link presenti nella pagina web<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;ALL&#8221; = &#8220;INDEX&#8221; + &#8220;FOLLOW&#8221; (indicare ALL \u00e8 come dire di indicizzare la pagina e seguire i link in essa contenuti)<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;NONE&#8221; = &#8220;NOINDEX&#8221; + &#8220;NOFOLLOW&#8221; (contrario della precedente soluzione)<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;NOODP&#8221; &#8211; impedisce ai motori di ricerca di utilizzare l&#8217;eventuale descrizione di DMOZ (ODP) nei risultati delle ricerche. La sintassi corretta \u00e8 questa:<br \/>\nI parametri passati, dovranno essere separati da una virgola e da uno spazio (es. )<\/p>\n<p>4) <strong>&#8220;Generator&#8221;<\/strong> &#8211; Indica il <strong>programma\/software che ha generato la pagina<\/strong> web. Pu\u00f2 avere una lunghezza massima di 1024 ma si consiglia di non superare i 100 caratteri (es. META NAME=&#8221;generator&#8221; content=&#8221;Dreamweaver 2.0&#8243;&gt; )<\/p>\n<p>5) <strong>&#8220;Author&#8221;<\/strong> &#8211; Serve per <strong>evidenziare l&#8217;autore<\/strong> della pagina ed eventualmente i suoi contatti. Anch&#8217;esso pu\u00f2 essere lungo fino a 1024 ma meglio porsi il limite di 100 caratteri. (es. )<\/p>\n<p>6) <strong>Meta &#8220;HTTP-EQUIV&#8221;<\/strong> &#8211; identifica alcuni <strong>parametri che servono al browser<\/strong> per una corretta lettura della pagina oppure per altre funzioni particolari. Nel dettaglio, gli attributi sono:<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;Content-Type&#8221; &#8211; Indica la codifica della pagina o la tavola dei caratteri utilizzata. La sintassi corretta \u00e8 questa:<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;Refresh&#8221; &#8211; Utilizzato per reindirizzare in modo automatico, dopo tot secondi, l&#8217;utente su un&#8217;altra pagina web. Un esempio concreto potrebbe essere questo: dove, nella dichiarazione del contenuto, la prima parte numerica indica i secondi di attesa per il reindirizzamento automatico (in questo caso 5 secondi) mentre il parametro URL= serve per indicare la nuova pagina di destinazione.<br \/>\n<strong>&gt;<\/strong> &#8220;Expires&#8221; &#8211; Indica la data di validit\u00e0 della pagina web (es. )<\/p>\n<p>Questi sono tutti i metatag disponibili oggi per i webmaster, <strong><em>non e esistono<\/em><\/strong> altri tipo: &#8220;keypharase&#8221;, &#8220;Google&#8221;, &#8220;prayer&#8221;&#8230; alcuni moto divertenti ma che <strong>non offrono nulla di pi\u00f9 alla pagina<\/strong>, visto che non vengono interpretati dai robots.<\/p>\n<p><strong>Ottimizzazione dei Meta tag<\/strong><\/p>\n<p>Allora, inziamo ad <strong>eliminare tutti meta superflui<\/strong>, perch\u00e8 <em>non pi\u00f9 considerati oppure inutili e ritenuti ovvi agli occhi degli spider<\/em>:<\/p>\n<p><strong>METATAG INUTILI:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong>Keywords<\/strong>: infatti, ormai da un bel po&#8217; di tempo, viene completamente <strong>ignorato da &#8220;quasi&#8221; tutti i motori di ricerca<\/strong>. Anzi, per Google, la presenza massiccia di parole chiave all&#8217;interno di questo meta potrebbe far scattare un <strong>campanello dall&#8217;arme per sovraottimizzazione<\/strong> (per altro inutile).<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Robots<\/strong>: i pareri su questo meta sono discordanti, comunque a mio avviso risulta essere un meta inutile perch\u00e8 le funzioni &#8220;INDEX, FOLLOW e ALL&#8221; sono sotto intese, visto che <strong>lo spider \u00e8 nato allo scopo di indicizzare pagine e seguirne i link<\/strong>. Per gli altri attributi invece, lo stesso Google, consiglia di utilizzare il <strong>file robots.txt per bloccare lo spider<\/strong> su determinate pagine e di adottare l&#8217;attributo &#8220;NOFOLLOW&#8221; nei link che non si desidera far seguire al robot (proprio come succede nei commenti dei blog). <strong>ECCEZIONE:<\/strong> l&#8217;attributo &#8220;NOODP&#8221; che a volte risulta strategico mettere per aver maggiori click sui propri link (vedi Ottimizzazione del meta tag Description).<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Generator<\/strong>: difatti <em>non serve a nulla ai fini del motore di ricerca<\/em> ed anche il suo valore per l&#8217;utenza \u00e8 relativamente scarso<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Author<\/strong>: vedi quanto detto per Generator, se si vuole &#8220;proteggere&#8221; i propri contenuti con copyright meglio scrivere le referenze nel footer di ogni pagina<\/p>\n<p><strong>OTTIMIZZAZIONE DEI RESTANTI METATAG<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong>&#8220;Description&#8221;<\/strong> &#8211; Questo meta, ai fini del <a href=\"http:\/\/www.prima-posizione.it\/posizionamento-motori-ricerca\/\" target=\"_blank\">posizionamento<\/a> non \u00e8 considerato dai motori di ricerca, comunque <strong>la sua ottimizzazione \u00e8 importante<\/strong> per due aspetti: il primo \u00e8 lato utente, cio\u00e8 se all&#8217;interno della descrizione mettiamo le parole chiave per le quali intendiamo posizionare il sito, <strong>Google visualizzer\u00e0 nei risultati porzioni del tag description contenenti per l&#8217;appunto le keywords<\/strong>. Il secondo invece, \u00e8 lato motore, difatti differenziare per ogni singola pagina web il meta description <strong>agevola ed evita alla pagina di finire fra i risultati omessi<\/strong> per pagine &#8220;similari&#8221;.<br \/>\nQuindi, il consigli \u00e8 quello di diversificare sempre ogni meta description che verr\u00e0 costruito in modo tale da contenere le parole chiave scelte per quella pagina ma contestualizzate in una frase di 2-3 righe (100-150 caratteri) con un senso logico e descrittivo. Come anticipato prima, \u00e8 fondamentale a tal fine, inibire la descrizione di ODP con l&#8217;apposito meta tag &#8220;Robots&#8221; attributo &#8220;NOODP&#8221;.<\/p>\n<p>&#8211; I meta <strong>&#8220;Content-Type&#8221;<\/strong> e <strong>&#8220;Expires&#8221;<\/strong> sono a completa discrezione del web master, non sono fondamentali ma se vengono indicati non generano alcun danno<\/p>\n<p>&#8211; <strong>&#8220;refresh&#8221;<\/strong> &#8211; Questo meta \u00e8 <strong>molto importante ed altrettanto &#8220;pericoloso&#8221;<\/strong>. Infatti, fino a poco tempo fa, l&#8217;utilizzo di questo tag <strong>era considerato SPAM da Google &amp; Co.<\/strong> perch\u00e8 utilizzato principalmente nelle Doorways generate dagli spammer che passavano un determinato codice agli spider, mentre reindirizzavano l&#8217;utente sulla pagina ottimale. Ora, invece, <em>viene considerato SPAM solamente nel caso in cui il tempo sia impostato con un valore superiore allo &#8220;0&#8221; (zero)<\/em> e la pagina sia ricca di contenuti.<br \/>\nIn questi termini, al contrario, il meta refresh utilizzato a Zero secondi su una pagina completamente priva di contenuti <strong>viene considerato &#8220;al pari&#8221; di un redirect 301<\/strong> (permanente) lato server. Questa tecnica viene chiamata &#8220;<strong>redirect dei poveri<\/strong>&#8221; ed \u00e8 molto utile quando le pagine sono hostate su server Windows <em>dove non \u00e8 possibile fare un redirect 301 lato server<\/em> tramite il file .htaccess.<br \/>\nQuindi, l&#8217;<strong>unico modo &#8220;sicuro&#8221;<\/strong> per utilizzare questo meta \u00e8 realizzare una pagina che contenga solamente questo codice:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo, spero proprio di aver chiarito alcuni aspetti dei metatag ancora poco chiari, a volte proprio a causa di <a href=\"http:\/\/blog.prima-posizione.it\/google-ottimizzazione-del-sito-i-meta-tag\/2007_19\/\" target=\"_blank\">SEO<\/a> con uno spiccato spirito umoristico. \ud83d\ude42<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alcuni consigli su come ottimizzare i propri meta tag, renderli pi\u00f9 efficaci dal lato Utente e valutarne l&#8217;importanza (o meno) per il motore di ricerca californiano. 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