{"id":389,"date":"2007-04-12T11:10:22","date_gmt":"2007-04-12T09:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/articoli-sul-web-marketing\/scrivere-per-il-web\/la-gestione-dei-form-in-un-sito-web"},"modified":"2007-04-12T11:10:22","modified_gmt":"2007-04-12T09:10:22","slug":"la-gestione-dei-form-in-un-sito-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wmtools.com\/news\/articoli-sul-web-marketing\/scrivere-per-il-web\/la-gestione-dei-form-in-un-sito-web","title":{"rendered":"La gestione dei form in un sito web"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"72\" alt=\"10 consigli \" id=\"image390\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/10consigli.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Qualunque sito stiate navigando, siatene certi, prima o poi vi imbatterete in un <strong>odioso form da compilare<\/strong>! Del resto lo strumento \u00e8 imprescindibile per <strong>ottenere feedback, far completare un acquisto, far esprimere un giudizio<\/strong>, insomma per garantirsi una qualsiasi interazione con i propri visitatori.<\/p>\n<p>Purtroppo, nonostante esistano centinaia di articoli che spiegano dettagliamene come realizzare un form efficace ed efficiente, la maggioranza dei siti web implementa in maniera discutibile una componente cos\u00ec critica.<br \/>\nConsideriamo i <strong>10 errori pi\u00f9 comuni<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>  la lunghezza<\/strong>: l\u2019utente non ha tempo da perdere, caratteristica dei navigatori che meno \u00e8 mutata nel corso degli anni; se non riesce a compiere un task in pochi secondi abbandona la pagina senza pensarci due volte. Ecco allora che la strategia ottimale \u00e8 quella di creare form con pochi campi, quelle realmente indispensabili.<\/li>\n<li>la <strong>mancanza di controlli:<\/strong> spesso i campi input in cui l\u2019utente deve inserire del testo sono realizzati senza alcun meccanismo che permetta di generare un messaggio di errore ogniqualvolta non vi sia consistenza tra dato richiesto e dato inserito. Un esempio: se il campo deve contenere un numero telefonico e l\u2019utente inserisce invece del testo dovrebbe essere previsto un meccanismo (del codice javascript o altro linguaggio di scripting) che informi lo stesso utente dell\u2019errore commesso.<\/li>\n<li>la <strong>mancanza di spiegazioni<\/strong>: spesso, nei form pi\u00f9 complessi, vengono implementati decine di campi da compilare senza alcuna informazione su come deve essere effettuata tale operazione. Prendiamo, ad esempio, il semplice inserimento del codice fiscale: raramente si specifica se i caratteri debbano essere maiuscoli o minuscoli. \u00c8 vero, in genere entrambe le modalit\u00e0 di compilazione sono efficaci, ma l\u2019utente non dispone di questa informazione e quindi deve sopportare una certa dissonanza cognitiva prima di prendere coraggio ed cominciare l\u2019operazione. Consideriamo, inoltre, il caso in cui si possano effettuare pi\u00f9 scelte in una drop box o in una sorta di men\u00f9 a tendina. Non tutti sono a conoscenza del fatto che la selezione multipla possa essere effettuata tramite la pressione del tasto ctrl contemporanea alla selezione degli item tramite mouse. In molti siti, purtroppo, non viene data alcuna spiegazione al riguardo. Per non parlare della modalit\u00e0 di inserimento delle date, raramente viene data una spiegazione esaustiva sul formato adottato. Potrei continuare per ore\u2026<\/li>\n<li>la <strong>mancanza di specificazione dello scopo<\/strong>: quando si richiede di compilare un form, richiediamo delle informazioni pi\u00f9 o meno personali, eppure in molti siti non viene giustificata in alcun modo questa richiesta.<\/li>\n<li>la <strong>cancellazione dei campi compilati in caso di errore<\/strong>: \u00e8 un incubo ricorrente, si compilano decine di caselle di testo, si preme invio e ci si accorge di aver commesso un errore (magari senza colpe, solamente perch\u00e9 il form \u00e8 progettato male); si ritorna alla pagina precedente e si scopre, con sgomento, di dover ricompilare tutti i campi. C\u2019\u00e8 poco da aggiungere, questa pratica \u00e8 efficacissima ad allontanare utenti dal nostro sito, \u00e8 scientificamente provato. Aggiungo anche che il 99% dei form che, invece, ripropongono quanto si \u00e8 gi\u00e0 compilato in caso di errore, cancellano comunque il campo password, di accettazione di clausole o di iscrizione a newsletter. Onestamente mi sembra una pratica di sicurezza alquanto stupida.<\/li>\n<li>la <strong>mancanza di identificazione dei campi obbligatori<\/strong>: molti form inseriscono in un unico calderone tutti i campi compilabili senza spiegare all\u2019utente quali di questi sono obbligatori e quali non lo sono. \u00c8 una pratica comune, la realt\u00e0 \u00e8 questa: si vogliono ricevere pi\u00f9 dati possibili da parte degli utenti. A ben guardare, per\u00f2, il beneficio conseguito dal maggior numero di informazioni carpite agli utenti \u00e8 sempre inferiore, in valore assoluto, al danno che si determina per l\u2019alto tasso di abbandono. Il form ideale, a mio avviso, dovrebbe sempre essere diviso in due parti (niente asterischi o qualsiasi altro segnale di obbligatoriet\u00e0): sezione obbligatoria e sezione facoltativa.<\/li>\n<li><strong>una descrizione inefficiente dei campi<\/strong>: molti form inseriscono etichette descrittive del tutto inefficaci. Il labeling \u00e8 invece un arte: in due o tre parole \u00e8 necessario specificare nel dettaglio le informazioni che l\u2019utente deve inserire nel campo;<\/li>\n<li><strong>scarse spiegazioni nel messaggio di errore:<\/strong> spesso, oltre agli inconvenienti di cui si \u00e8 parlato in precedenza, si porge all\u2019utente una descrizione troppo approssimativa dell\u2019errore commesso o, talvolta, troppo tecnica. \u00c8 necessario invece spiegare dettagliatamente e in maniera semplice quando e perch\u00e9 \u00e8 stato commesso un errore;<\/li>\n<li><strong>la mancanza di spazio sufficiente<\/strong>: gli utenti sono molto diversi gli uni dagli altri. Alcuni, nei campi a compilazione libera, sono stringati e concisi, altri, invece, sono piuttosto prolissi. Entrambi le classi di utenti hanno per\u00f2 diritto allo stesso rispetto e considerazione. Pertanto inserire limiti troppo stringenti alla quantit\u00e0 di testo inseribile sembra una pratica suicida, irrita l\u2019utente e si corre il rischio che questi, quando si accorga dell\u2019inconveniente possa abbandonare il sito o, al contrario, decida di compilare il form ripetutamente;<\/li>\n<li><strong>la mancanza di un design coerente<\/strong>: la maggioranza dei form utilizzano html di default, senza alcun intervento sul design delle loro componenti. A mio avviso \u00e8 un errore grossolano! Trattasi, come si \u00e8 detto, di un\u2019area piuttosto delicata, non garantirle identit\u00e0 e uniformit\u00e0 con il resto del sito non pu\u00f2 che confondere l\u2019utente e farlo sentire insicuro. Teniamolo sempre a mente: \u201cci stiamo facendo i fatti suoi\u201d!<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>scritto da <a title=\"consulenza e comunicazione\" href=\"http:\/\/www.ranked.it\">Enrico Ladogana<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Qualunque sito stiate navigando, siatene certi, prima o poi vi imbatterete in un odioso form da compilare! Del resto lo strumento \u00e8 imprescindibile per ottenere feedback, far completare un acquisto, far esprimere un giudizio, insomma per garantirsi una qualsiasi interazione con i propri visitatori. 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