{"id":295,"date":"2007-03-01T13:56:19","date_gmt":"2007-03-01T11:56:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/posizionamento-motori\/i-tempi-della-comunicazione"},"modified":"2007-03-01T14:01:37","modified_gmt":"2007-03-01T12:01:37","slug":"i-tempi-della-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wmtools.com\/news\/web-marketing\/i-tempi-della-comunicazione","title":{"rendered":"I tempi della comunicazione"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">A un<strong> prodotto<\/strong>, <strong>per conquistare su uno scaffale<\/strong>, pare siano necessari <strong>5 secondi. <\/strong><br \/>\nQuesto &#8211; secondo <a href=\"http:\/\/www.packwatch.com\/\">PackWatch<\/a> \u2013 il tempo sufficiente a un prodotto con una confezione ben riuscita, per farsi notare e acquistare o in caso contrario ignorare. In questi casi contano i colori, le forme, la multisensorialit\u00e0. Ma anche <strong>la comunicazione<\/strong> sul prodotto stesso, che non deve pi\u00f9 limitarsi a dare informazioni, ma spesso a trasmettere valori e comunicare col consumatore.<br \/>\nQueste sono le basi per realizzare un <strong>packaging che funzioni<\/strong>.<br \/>\nPremi come il <a href=\"http:\/\/www.prodottodellanno.it\/\">Gran Premio Marketing e innovazione del 2007<\/a> dimostrano quanto possa incidere incidere sull&#8217;azione una comunicazione efficace, soprattutto se innovativa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"52\" alt=\"comunicazione e packaging\" id=\"image296\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/prodottodellannoyomo.thumbnail.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Per uno <strong>spot televisivo<\/strong> invece servono <strong>30 secondi<\/strong>. In questo caso gli elementi vincenti per far ricordare (e acquistare) un prodotto giocano sull\u2019ironia\/la gag, sulla capacit\u00e0 di sorprendere, sulla tensione o su certi format consolidati ad episodi.<\/p>\n<p align=\"justify\">E <strong>per conquistare sul web<\/strong>? Quanto tempo ci vuole?<\/p>\n<p align=\"justify\"><em><strong>Jacob Nielsen<\/strong><\/em> sosteneva che il tempo necessario a un navigatore per decidere se restare o scappare via fosse di <strong>10 secondi.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"67\" height=\"96\" id=\"image298\" alt=\"Home page usability\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/homepage%20usability.thumbnail.gif\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Forse oggi le cose sono un po\u2019 cambiate, se non altro per la tendenza maggiore a <em>sopportare<\/em> <strong>intro in flash. <\/strong><br \/>\nBisognerebbe anche distinguere fra un sito &#8220;normale&#8221; o una <em><strong>landing page<\/strong>.<\/em> In questo ultimo caso, la struttura e il contenuto della pagina sono stati studiati proprio per riuscire a convincere meglio il navigatore a leggere, a scorrere la pagina a volte lunga e ricca di testo, e infine a compiere l\u2019azione richiesta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Allora, <strong>quanto \u00e8 il tempo minimo di permanenza che pu\u00f2 convincere un utente a navigare nel sito<\/strong>? Se ne \u00e8 parlato tempo fa nel <a title=\"tempo permanenza home page\" href=\"http:\/\/www.giorgiotave.it\/forum\/web-marketing\/29619-analisi-pagine-viste-e-tempi-di-permanenza-sito.html\">forum GT<\/a>.<br \/>\nL&#8217;esplosione di strumenti di web analytics in parte offre indicazioni utili sulla navigazione.<br \/>\nUna volta constatato che l&#8217;utente resta pochi secondi sulla propria home page, l&#8217;interrogativo successivo \u00e8 come trattenerlo, come convincerlo a proseguire la visita, come trasformare l&#8217;esigenza che lo ha portato a cercare quella informazione, in un&#8217;azione (non per forza l&#8217;acquisto, pu\u00f2 essere anche la registrazione, la consultazione, il download ecc.).<\/p>\n<p align=\"justify\">Una parte di studi interessanti sono quelli, gi\u00e0 citati anche <a title=\"lo studio di eye tracking di enquiro\" href=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/posizionamento-motori\/enquiro-eye-tracking-report-ii\">qui,<\/a> di <strong>Eye Tracking.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sarebbe interessante applicare anche a siti diversi dai motori di ricerca, studi come quelli di <a href=\"http:\/\/www.enquiro.com\/eyetrackingreport.asp\">Enquiro<\/a> (commentati egregiamente da <a href=\"http:\/\/blog.tsw.it\/generale\/enquiro-eye-tracking-report-ii-torna-il-golden-triangle\/\">Matteo di Tsw<\/a>). A tal fine segnalo anche un <a href=\"http:\/\/www.andreaserravezza.it\/2007\/02\/20\/eye-tracking-questo-sconosciuto\/\">post<\/a> che vuole estendere l&#8217;analisi del comportamento del navigatore tramite lo studio dell&#8217;eye tracking, anche per siti che non siano motori di ricerca.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"65\" alt=\"gli studi di enquiro sull'eye tracking\" id=\"image297\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/goldentrianglecomparison.thumbnail.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">C&#8217;\u00e8 ancora molto da capire e da studiare, gli appasionati di marketing lo sanno..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A un prodotto, per conquistare su uno scaffale, pare siano necessari 5 secondi. 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