{"id":1910,"date":"2014-01-24T18:00:58","date_gmt":"2014-01-24T16:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/?p=1910"},"modified":"2014-04-16T19:11:50","modified_gmt":"2014-04-16T17:11:50","slug":"dura-la-vita-online-per-un-albergatore-oggi-parte-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wmtools.com\/news\/posizionamento-motori\/dura-la-vita-online-per-un-albergatore-oggi-parte-12","title":{"rendered":"Dura la vita online per un albergatore oggi&#8230; (parte 1\/2)"},"content":{"rendered":"<p>Una volta bastava <strong>avere un hotel<\/strong>, trattare bene i clienti, tenere dei prezzi accettabili, al pi\u00f9 divisi fra alta e bassa stagione, e il gioco era fatto. Oggi termini come <em>brand reputation, revenue management, channel manager, OTA<\/em> sono diventate parte del vocabolario di un albergatore che vuole sopravvivere nel web.<\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 sentiti \u00e8 quello della <strong>visibilit\u00e0 su Google<\/strong>: da una parte il Motore di Ricerca, sta raffinando il suo algoritmo in maniera sempre pi\u00f9 spietata (penalizzazioni, Local Search e Google+, Hotel Finder&#8230;), dall&#8217;altra la lotta con le piattaforme di Booking online in molti casi \u00e8 impari, eliminando di fatto la possibilit\u00e0 di comparire nelle prime posizioni per alcune keyword strategiche. Infine, c&#8217;\u00e8 il problema di tenere aggiornato<strong> il proprio sito internet<\/strong>: non pi\u00f9 una vetrina con le foto delle camere, bens\u00ec una sorta di mini portale con le info sulla zona, i prezzi aggiornati in tempo reale, e altre funzionalit\u00e0 richieste dal mercato.<\/p>\n<p>Cosa fare allora? Ecco qualche suggerimento, diviso per settore. Forse non sono soluzioni, ma almeno cominciamo a \u201cconoscere il nemico\u201d!<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h4><strong>Google e la ricerca locale\/sociale<\/strong><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong><\/strong><strong>OTA: odio e amore?<\/strong><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong>Google Hotel Finder<\/strong><\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4><strong>Come ottimizzare il sito internet: tools e consigli<\/strong><\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>1. Google e la ricerca locale\/sociale<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Un tempo c&#8217;erano <strong>le mappe<\/strong>. Grazie ad accordi con fornitori storici (ad es. Seat Pagine Gialle), Google ebbe accesso a un fornito database di tutti gli esercizi commerciali del territorio. Che per\u00f2 a volte non teneva conto della reale posizione geografica di molte aziende; ne sanno qualcosa a Venezia! Ma anche molti agriturismo in campagna&#8230;<br \/>\nGoogle decise di dare la possibilit\u00e0 di rivendicare la propria posizione, anche per correggere eventuali errori fisici, e di arricchire queste presenze con schede dettagliate dette \u201c<strong>Google Places<\/strong>\u201d (per un breve periodo chiamate anche<em> Local Business Center<\/em>), ricche di foto, video, informazioni varie. E cos\u00ec avvenne un&#8217;evoluzione nella ricerca locale, <strong>offrendo a qualsiasi hotel<\/strong>, agriturismo, B&amp;B, casa vacanze, ecc. la <strong>possibilit\u00e0 di aggiungere o rivendicare la propria venue<\/strong> (se non sai come <a href=\"http:\/\/www.google.it\/business\/placesforbusiness\/\">clicca qui)<\/a>. Sbloccando la pagina, con cartolina postale o per telefono, \u00e8 possibile appunto appropriarsi della propria presenza sulle mappe e cominciare a riempirla di contenuti utili per il turista.<br \/>\nNel 2012 un importante aggiornamento \u2013 <strong><em>Venice Update<\/em><\/strong> \u2013 invade le serp: <strong>le ricerche con intento locale<\/strong> (ad es. \u201chotel\u201d o \u201clocation per sposarsi\u201d) vengono mostrate con risultati localizzati, anche se l&#8217;intento locale non \u00e8 espresso in maniera esplicita dall&#8217;utente, ovvero senza la citt\u00e0 o localit\u00e0 di interesse. Ci\u00f2 rende possibile per molte piccole strutture ricettive aspirare a un po&#8217; di visibilit\u00e0, se si conoscono bene le regole del gioco.<br \/>\nEcco qui un esempio: il motore di ricerca mostra i <em>ristoranti di Firenze<\/em>, anche se la ricerca \u00e8 solo \u201cristoranti\u201d. La stessa ricerca fatta a Bologna o a Roma, mostra risultati diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Schermata-01-2456682-alle-11.40.51.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1912 aligncenter\" alt=\"schermata di risultati localizzati\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Schermata-01-2456682-alle-11.40.51.png\" width=\"473\" height=\"309\" \/><\/a><br \/>\nE&#8217; un aggiornamento che cambia in maniera impressionante il mondo della seo (leggi anche <a href=\"http:\/\/searchengineland.com\/why-googles-venice-update-fundamentally-changes-global-seo-121484\">questo post<\/a>). Di fatto si hanno risultati localizzati, pur senza le mappe! E se ha ragione Ed Parsons, <em>Geospatial technologist<\/em> di Google: \u201c<strong>Una query su 3 ha un intento locale<\/strong>\u201d ne comprendiamo l&#8217;impatto.<\/p>\n<p>Ma Google non si \u00e8 fermato a questo, decidendo di <strong>\u201cfondere\u201d le schede Google Places con il social network<\/strong> che nel frattempo aveva creato, <strong>Google Plus<\/strong>, nel tentativo di arginare l&#8217;avanzata commerciale del colosso Facebook.<br \/>\nNel 2012 Google Plus era stato \u201cinglobato\u201d alla ricerca locale, dando vita a<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8Z9TTBxarbs\/\"> Search Plus Your world<\/a>. Ma la funzione era ancora attivabile e disattivabile dall&#8217;utente, secondo preferenza.<br \/>\nDi l\u00ec a poco, la chiusura del cerchio. La fusione fra le pagine Google Places \u201crivendicate\u201d e il Social Network Google+ crea le <strong>pagine Google Plus Local<\/strong>: in questo modo <strong>ogni hotel pu\u00f2 gestire la sua presenza sulle mappe<\/strong>, come fosse <strong>un account su un Social Network<\/strong>, postando foto, video, notizie. Contenuti che appaiono non solo in quella bacheca, ma anche nel flusso delle notizie di chi ha inserito quella pagina nelle proprie cerchie. E con il vantaggio di poter far gestire da pi\u00f9 admin quella pagina.<\/p>\n<p>Oggi per un hotel \u00e8 possibile gestire la presenza sulle mappe di Google, <strong>come fosse una bacheca di Facebook<\/strong>, con post, foto, commenti e segni di approvazione (al posto del mi piace c&#8217;\u00e8 il +1). Se le cose sono fatte bene, ci\u00f2 che viene postato esce in serp, sulla colonna di destra. Potete vedere un esempio di questo hotel, che sulla destra mostra l&#8217;ultimo post inserito su Google+.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Schermata-01-2456682-alle-11.48.31.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1913 aligncenter\" alt=\"google plus local hotel\" src=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Schermata-01-2456682-alle-11.48.31.png\" width=\"501\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Schermata-01-2456682-alle-11.48.31.png 782w, https:\/\/www.wmtools.com\/news\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Schermata-01-2456682-alle-11.48.31-300x210.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/><\/a><br \/>\nNon solo, dalla fine del 2013, c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;altra novit\u00e0: se un turista decide di inserire nelle proprie cerchie di Google+ un certo hotel, succede che<strong> i contenuti postati da quell&#8217;hotel appariranno pi\u00f9 spesso<\/strong> e in posizione pi\u00f9 alta, nei risultati delle serp di quel turista.<br \/>\nAltra novit\u00e0 di fine anno la comparsa delle recensioni, anche di altri siti, sulle nuove schede di Google Places. Per saperne di pi\u00f9, leggi anche <a href=\"http:\/\/www.localstrategy.it\/le-recensioni-di-google-google-places-business\/\">questo post<\/a>.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>Tips<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Detto questo, ecco <strong>3 cose che devi fare se hai un hotel:<\/strong><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> <strong>Rivendicare la venue\/creare la scheda su Google Places<\/strong>, compilando con attenzione tutti i campi (indirizzo, orario, servizi, foto, video&#8230;) e poi <strong>attivare la pagina su Google Plus<\/strong>, collegandole.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> <strong>Avere tante recensioni e citazioni<\/strong> (ovvero nome, indirizzo e telefono su siti esterni, anche senza link). Sono due dei fattori pi\u00f9 importanti nel ranking locale. (se vuoi vederne altri ti consigliamo questa ricerca di <a href=\"http:\/\/moz.com\/local-search-ranking-factors\">Moz<\/a>).<\/p>\n<p><strong>3. Ottimizzazione del sito secondo i principi SEO<\/strong>, con un&#8217;attenzione alla ricerca local. Inserire la localit\u00e0 nel metatag title, nell&#8217;h1, nell&#8217;attributo alt e nel nome delle immagini. Per i pi\u00f9 esperti consigliamo di usare i markup <a href=\"http:\/\/schema.org\/\">Schema.org<\/a>.<\/p>\n<h3><strong>2. OTA: odio e amore?<\/strong><\/h3>\n<p>Le <strong>OTA (Online Travel Agencies)<\/strong>, anche dette OLTA, sono nate <strong>colmando una lacuna<\/strong> lasciata scoperta per lungo tempo, da molte strutture ricettive, agenzie di viaggi e tour operator. Non \u00e8 un caso che i soggetti pi\u00f9 attivi non provengano dal turismo tradizionale. Coloro che lavoravano in questo settore hanno sottovalutato la potenza del web come canale di vendita, lasciando via libera ai \u201cnuovi arrivati\u201d. Su questo tema cos\u00ec scottante si \u00e8 discusso a lungo nell&#8217;ultima <a href=\"http:\/\/www.buytourismonline.com\/\">BTO<\/a> di Firenze. A tal proposito suggeriamo uno dei post di <a href=\"http:\/\/www.officinaturistica.com\/2013\/12\/iperintermediazione-se-ne-e-parlato-in.html\">Officina Turistica<\/a>.<\/p>\n<p>Le OTA hanno fatto man bassa di prenotazioni, grazie a <strong>investimenti massicci nel posizionamento a pagamento<\/strong>, Adwords e affini, ma anche creando<strong> siti ricchi di funzionalit\u00e0, semplici da navigare<\/strong> e molto apprezzati dagli utenti; se pensiamo a <em>Booking.com<\/em>, che fornisce contenuti unici in 41 lingue diverse, un motore di ricerca personalizzabile e <strong>recensioni verificate<\/strong>, si comprende come ci\u00f2 non sia replicabile dalla maggior parte degli albergatori. In cambio di una facile e immediata visibilit\u00e0, gli hotel preferiscono accettare le condizioni molto pesanti, che queste OTA impongono, in alcuni casi si arriva al <strong>20-25% di commissioni<\/strong>, su tariffe gi\u00e0 molto scontate. Fra l&#8217;altro, con una certa polemica sul fatto che tutti questi capitali finiscano in casse non italiane. In alcuni casi le condizioni contrattuali sono davvero vincolanti, impedendo una libera concorrenza di mercato.<br \/>\nAl punto tale che nel 2012,<strong> in Inghilterra<\/strong>, l&#8217;<em>Office of Fair Trading<\/em> se la prende con Booking, Expedia e un altro portale, per la <strong>Rate Parity imposta<\/strong>. Nel 2013 \u00e8 il turno della <strong>Francia<\/strong> dove l&#8217;<em>Unione dei Mestieri e dell\u2019Industria dell\u2019Hotellerie<\/em>, porge un&#8217;accusa simile a Expedia, HRS e Booking. Infine sempre nel 2013<strong> in Germania<\/strong> l&#8217;<em>antitrust<\/em> dichiara illegale la condizione imposta da HRS agli albergatori, di avere le tariffe pi\u00f9 basse sul portale. E&#8217; l&#8217;inizio di una svolta? Per saperne di pi\u00f9 <a href=\"http:\/\/www.bookingblog.com\/germania-rate-parity-i-giorni-contati\/#more-9293\">questo blog<\/a>.<br \/>\nNel frattempo&#8230; <strong>Come \u201ccombattere\u201d questi giganti?<\/strong> Non certo con politiche protezionistiche!<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>Tips<\/strong><\/span><\/h4>\n<p>Ecco 3 tips:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> attuando <strong>strategie di<em> engagment<\/em><\/strong> con gli utenti finali tramite <strong>Social Networks<\/strong>, e sistemi di fidelizzazione diretta.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> applicando la<strong> best rate guaranteed<\/strong> (miglior prezzo garantito) sul proprio sito e non sul portale convenzionato (vedi esempio di <a href=\"http:\/\/www.unahotels.it\/en\/miglior_prezzo_garantito.htm\">Una Hotels<\/a>), anche a costo di usare codici promozionali oppure offerte dirette.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> costruendo<strong> siti internet semplici, chiari, ricchi di contenuti<\/strong> sulla destinazione oltre che sulla struttura, oltre a sistemi di booking online usabili.<br \/>\nChe sia chiaro un concetto: <strong>disintermediare \u00e8 faticoso<\/strong>, costoso e richiede la misurazione di tutti gli investimenti intrapresi. Senza un tracciamento delle conversioni su Analytics e<strong> un piano di marketing adeguato<\/strong>, sar\u00e0 difficile riconquistare la propria indipendenza commerciale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wmtools.com\/news\/posizionamento-motori\/dura-la-vita-online-per-un-albergatore-oggi-parte-22\" target=\"_blank\">Seconda Parte del Post<\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una volta bastava avere un hotel, trattare bene i clienti, tenere dei prezzi accettabili, al pi\u00f9 divisi fra alta e bassa stagione, e il gioco era fatto. Oggi termini come brand reputation, revenue management, channel manager, OTA sono diventate parte del vocabolario di un albergatore che vuole sopravvivere nel web. 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