Social network alla riscossa

Dapprima c’è stata l’era dei forum, poi il boom dei blog, e ora siamo invasi da mail e inviti dei nostri amici dai vari social networks.
In particolare, al momento, quello che va più di moda è Facebook che sia per la sua semplicità che per l’integrazione di varie funzionalità (chat, video, bbs, gallery, game…) ha conquistato anche i neofiti. Creare o far parte di un gruppo è il minimo per sentirsi parte di una community che si espande sempre più. Secondo i dati ufficiali presenti nel sito:

  • More than 90 million active users
  • Facebook is the 4th most-trafficked website in the world (comScore)
  • Facebook is the most-trafficked social media site in the world (comScore)
  • More than 24 million photos uploaded daily
  • More than 6 million active user groups on the site
  • Over 55,000 regional, work-related, collegiate, and high school networks

Oltre a Facebook, altri social network già esistenti e molto targetizzati hanno creato robuste community che funzionano per le loro specifiche finalità (penso a Tripadvisor per i viaggi, Myspace per la musica e Linkedin per il mondo del lavoro).

Ogni volta che ricevo un invito a qualcosa che non conoscevo mi domando alla fine chi vincerà? (un po’ come in questo divertente video). Ogni tanto ne esce uno nuovo, che in parte migliora ciò che già esisteva, come ad esempio nel caso di Virb nei confronti del caotico Myspace o di Pownce rispetto a Twitter (o quantomeno tenta di farlo).

A volte nascono siti interessanti per chi ha idee creative come Threadless che permette di proporre T shirt e di farle votare dalla community al fine di vederle entrare nel catalogo ufficiale.

Altre volte invece il fine è più “sociale”, come nel caso del sito Paralysis Community lanciato da Christopher Reeve (l’ex superman rimasto paralizzato).

Pare quasi di esser tornati ai tempi delle prime community (The Well di Howard Rheingold).

E se i social networks esistenti non vi soddisfano, potete sempre crearne uno da soli, grazie a strumenti come Ning, SnappVille, CollectiveX…

La sfida per molte aziende è come sfruttare commercialmente questi strumenti. Molti ci stanno provando. La visibilità è tanta. Anche se quello fra social network e pubblicità non pare essere un matrimonio felice. Alcune ricerche rivelano come gli utenti non siano molto predisposti a essere bombardati da messaggi pubblicitari mentre si baloccano sui propri spazi.

Vedremo se qualcuno ci riuscirà.

8 Comments

  1. ciao Elena,
    da utente quotidiano di facebook ti posso dire che quelle poche volte che ho cliccato sui banner pubblicitari è stato per errore ed ho sempre fermato il caricamento della pagina prima di vederne il contenuto, per tornare immediatamente alla pagina precedente. questo anche quando i banner portavano ad altre applicazioni interne a facebook simili a quelle che uso io (quindi in teoria il massimo della targetizzazione).

    credo di più nello sviluppo di applicazioni, per azioni di marketing efficaci.

    p.s. oltre a threadless, c’è anche un sito italiano: lazebra.eu

    ciao

  2. anche io non credo nella pubblicità tradizionale.
    ma se qualcuno riuscisse, padroneggiando il mezzo, a sfruttarlo per comunicare eventi e iniziative in modo originale, divertente, virale credo potrebbe funzionare.

    grazie per la segnalazione, mi sa che me ne avevano parlato. o cmq devo aver visto/sentito della maglietta BUTTER FLY

    ciao 🙂

  3. Io non credo che questi nuovi social network riescano a rivelarsi utili al business; forse sono efficaci per alcune fasce d’età, ma reputo difficile riuscire a usarli professionalmente per una clientela più tradizionale

  4. non ne sottovaluterei l’utilità per organizzare eventi, magari anche formativi, e selezionare personale da assumere.

    le conversazioni non devono essere solo mirate alla vendita. possono essere utili anche per ascoltare pareri e clienti…

  5. questo è vero. come buzz funzionano. ma se un’azienda pensa di vendere in modo tradizionale rimarrà delusa.
    diverso il caso di qualcuno che riesca a inserirsi nella conversazione e partecipare attivamente.

  6. Hai mai digitato il tuo nome su Google? | Web Marketing

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