Dura la vita online per un albergatore oggi… (Parte 2/2)

Qui la Parte 1/2 del post

3. Google Hotel Finder

E visto che abbiamo parlato di intermediazione tramite le OTA, in contrapposizione con la visibilità diretta dell’hotel tramite posizionamento organico su Google, ecco che davanti al “nuovo” servizio lanciato dall’azienda di Mountain View, la domanda sorge spontanea: Google Hotel finder aiuta la disintermediazione o no?
Premesso che la release avvenuta a livello mondiale nel 2013 non ha ancora raggiunto la copertura totale (ad esempio non compare su tutte le query legate agli hotel, ma soltanto su quelle più generiche), ecco qualche considerazione.

Ad es. nella serp “hotel Roma” prima appaiono i risultati a pagamento, Adwords, acquistati per lo più dalle OTA, e al di sotto, una lista di hotel forniti da Hotel Finder, con tanto di prezzo, tipologia (3 stelle, 4 stelle, ecc.) e numero di recensioni.

google hotel finder
Aprendo la finestra si nota pero’ che viene data maggiore importanza alle offerte dei vari portali, e soltanto più in basso e in piccolo viene linkato il sito proprietario dell’hotel.
google hotel finder
E come fare per essere inseriti nella lista di hotel proposti da Google Hotel Finder? Per ora ci puoi far poco, come dice questo post, ma dai rumors in giro per il web, pare che il legame fra GG Finder e GG Places sia molto forte, perciò lavorate bene su Google Places/Google Plus Local e chissà…

4. Il proprio sito internet: ottimizzazione, consigli e tool utili

Abbiamo visto quanto è difficile emergere sui Motori di Ricerca, soprattutto in competizione con le OTA. Ma ci sono delle cose che si possono fare per aiutare lo spider di Google a indicizzare il proprio sito.
Innanzitutto, il sito deve essere “ottimizzato”, ovvero vanno inserite, con naturalezza e buon senso, le parole chiave, all’interno di alcune parti del codice del sito. Scordatevi il keyword stuffing che andava di moda anni fa. La selezione delle parole chiave e il loro inserimento dentro il sito, sono attività strategiche, da studiare con attenzione. Un buon punto di partenza è il Keyword tool di Google: anche se creato per gli inserzionisti Adwords, ci da una prima scrematura di keyword con più/meno volumi di ricerca e diversi livelli di competizione.

Una volta individuate, si può agire su Metatag (Title & description), codice “alt” delle immagini, url del sito… ovviamente è impensabile fare tutto questo a mano, perciò quale che sia la piattaforma scelta per il vostro sito, sicuramente ci sarà un plugin da installare. Qualcosa che permetta a chiunque di poter aggiornare queste parti del sito.
Se usate WordPress, un plugin molto comodo è Yoast.
Visto che siamo a parlare di plugin che possono aiutarvi… installate anche Akismet, che filtra i commenti spam (oltre che noiosi sono anche pericolosi). E non scordatevi il codice di Analytics per tracciare tutte le conversioni.
Scegliete un template che sia responsive, ovvero si adatti perfettamente a tutti i devices usati dai turisti: desktop, tablet, smartphone… (se vuoi saperne di più su cos’è un sito responsive, rileggiti questo articolo).
A livello di contenuti, il sito deve essere aggiornato e offrire informazioni non soltanto sulla struttura, ma anche sulla destinazione, sugli eventi e itinerari del territorio.

Per il posizionamento, se avete studiato un po’ la SEO, saprete che servono anche buoni link per salire di ranking. Con l’avvento delle penalizzazioni di Google (Panda e Penguin) bisogna stare molto attenti a fare attività di link building, tanto che si parla più correttamente di link earning. Ovvero di strategie che possano attirare spontaneamente link verso il proprio sito.
In questo momento è una buona pratica coinvolgere travel blogger sia con guest post oppure organizzare un blog tour. Come fare a trovarli? Andando alle fiere di settore (BTO, Bit, TBDI…) oppure seguendo su Twitter l’hashtag ufficiale, nei giorni dell’evento. Sicuramente qualche blogger twitterà qualcosa in tempo reale. Se non potete aspettare, vi riveliamo un trucco: andate su Google e digitate, questa stringa, dove potete inserire la parola chiave per voi strategica, e troverete i blog che ne parlano:
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E perché non analizzare la concorrenza? A livello di link, un tool che può aiutarvi è Open Site Explorer. Basta inserire il nome del vostro concorrente e potrete esplorare i siti che lo linkano. Potete paragonarlo con altri 5 siti. Chissà che non troviate qualcosa di utile anche per voi!

Un ultimo consiglio: inserite le recensioni dei turisti, anche sul vostro sito. Non affidatevi soltanto a Booking, Tripadvisor o piattaforme esterne, dove il turista trova sia recensioni positive che negative, e soprattutto siete a distanza di un click dal vostro competitor! Trovate il modo di farle lasciare direttamente sul vostro sito.
Come riporta l’infografica di TrustYou il 49% dei turisti non prende neppure in considerazione un hotel che non abbia alcuna recensione.

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E ora l’ultimo “regalo” da parte nostra: le tendenze 2014 per gli hotel.

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  1. Dura vita per gli hotel: come essere più visibili? (1/2) | Web Marketing Tools

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