Fare Business su Instagram: i consigli di 3 famosi Igers italiani

Usi da poco Instagram e ti chiedi come muovere i primi passi sulla piattaforma ma soprattutto se è possibile fare Business e ottenere successo e visibilità? Abbiamo chiesto alcuni consigli a tre tra gli Igers italiani più seguiti - Orazio Spoto, Ilaria Vangi e Nicola Carmignani - che partendo dalla propria esperienza ci spiegano perchè oggi Istagram può essere definito un Social che "funziona".

Come fare Business tramite Instagram? Cosa fare per aumentare i propri followers e come muovere i primi passi sulla piattaforma? Lo abbiamo chiesto a tre famosi Igers italiani, tra i più seguiti su Instagram: Orazio Spoto, Ilaria Vangi, Nicola Carmignani.


 

>> Intervista a Orazio Spoto

Orazio Spoto è uno degli iger italiani più seguiti

Instagram ha da poco compiuto 5 anni e ha raggiunto oltre 400 milioni di iscritti a livello mondiale, diventando di fatto il secondo Social Network più popolare dopo Facebook.

Sei su Instagram da Gennaio 2011, uno dei primi in Italia (Instagram è nato ad ottobre 2010); il tuo account @oraziospoto è seguito da 102.000 persone, in pratica una città intera!
Al di là dell’utilizzo privato e/o ludico, e delle mode, le aziende cominciano a investire tempo e risorse su Instagram. Vorremmo chiederti qualche consiglio per loro.

1) Come si può fare business tramite Instagram? Come (se) si può misurare il Roi? Oppure ci si deve accontentare di postare foto “emozionali” e ricevere tanti like/cuoricini?

Non è facile perché ci sono veramente tante variabili. Se si apre un profilo aziendale bisogna mettersi nell’ottica di crederci e di impegnarci tempo, risorse umane ed economiche.
Il traffico generato da instagram può essere tracciato usando vanity url e inserendo nella biografia il numero verde o comunque un contatto dell’azienda.
L’esperienza insegna poi anche i cuoricini, se ben sfruttati, possono generare contatti. Se quindi ricevete like e commenti, per carità, rispondete e proponete!

2) Domanda da un milione di $… Come si fa ad aumentare i followers?

La chiave è interagire con altri instagramer e farsi conoscere. Per esempio partecipando ad eventi e challenge organizzati da aziende e community. Esistono poi grandi “adf” (acceleratori di followers) che sono costituiti da segnalazioni fatte da Instagram (utenti suggeriti, utenti selezionati per i challenge settimanali organizzati da instagram e così via).
Mai e poi mai comprare i followers. Qualsiasi utente e azienda che vale la pena conoscere e apprezzare se ne accorgerebbe in poco tempo.

3) Che consiglio daresti a un’azienda che vuole muovere oggi i primi passi su Instagram?

Naturalmente bisogna tenere conto del contesto ma possiamo estrapolare alcune regole sempre valide. Eccole:

1) definisci un piano editoriale e rispettalo

2) promuovi un tag “ufficiale” e usalo sempre. Non dimenticare di farlo usare ai tuoi clienti, partner e prospect

3) fare molta attenzione agli utenti da seguire perché è da loro che bisogna far partire le conversazioni

4) se le conversazioni nicchiano, fatevi avanti voi! 

Biografia Orazio Spoto iger

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Chi è Orazio Spoto

Su Instagram: @oraziospoto
Su Web: http://www.oraziospoto.it/

BioSono un Professionista che opera nel campo del marketing e della comunicazione. Colleziono borsoni e zaini e sono un appassionato di swimrun, uno sport di endurance ancora sconosciuto. Sono il cofondatore di Instagramers Italia e un instagramer della prima ora. Adoro cercare la simmetria nelle mie immagini.

 Dal 2008 ho anche un blog “thesmarttraveller” dedicato al viaggio leggero.

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>> Intervista a Ilaria Vangi

Intervista a Ilaria Vanghi iger tra le più seguite in Italia

Instagram ha da poco compiuto 5 anni e ha raggiunto oltre 400 milioni di iscritti a livello mondiale, diventando di fatto il secondo Social Network più popolare, dopo Facebook.

Sei su Instagram dal 2012, sei stata una delle prime a crederci, quando nessuno si aspettava questo successo; gestisci diversi account fra i quali uno di foto esclusivamente in bianco e nero. Al di là dell’utilizzo privato e/o ludico, e delle mode, le aziende cominciano a investire tempo e risorse su Instagram.

1) Come si può fare business tramite Instagram? Come (se) si può misurare il Roi? Oppure ci si deve accontentare di postare foto “emozionali” e ricevere tanti like/cuoricini?

Instagram, anche se relativamente giovane, è già cambiato molto. Nato per condividere istantanee di vita quotidiana adesso è diventato il social network dove tutti vogliono essere presenti, ragazzi selfie maniaci, fotografi amatoriali, fotografi professionisti, aziende, brand e creativi. A parere mio, l’unica modalità per fare business su Instagram, ed emergere da questo mare magnum fotografico, è creare contenuti di qualità, d’impatto, emozionali e coerenti al messaggio che si vuole dare della propria azienda. Se il lavoro (perché di questo si tratta) è svolto con impegno e costanza il risultato, in termini di visibilità, è praticamente assicurato.

Parlo di visibilità poiché Instagram è principalmente un’ottima vetrina di promozione personale. Fino a poco tempo fa, stabilire il ritorno d’investimento (soldi investiti-soldi rientrati), era una missione praticamente impossibile, ci si doveva accontentare infatti di dati calcolati su impression e reach ma adesso, con il continuo sviluppo delle ads, com’è successo per le pagine Facebook, le aziende saranno sicuramente più incentivate ad investire su questo potente mezzo di comunicazione.

2) Domanda da 1 milione di $… Come si fa ad aumentare i followers?

Sarò sincera, molto più di quanto altri sarebbero disposti a fare. Esistono vari metodi per aumentare followers, alcuni dei quali hanno come unico denominatore comune mettere tanti like. La via più difficile è sicuramente quella di scegliere un hashtag idoneo al proprio feed, ad esempio io che amo il bianco e nero sceglierò #blackandwhite e iniziare a mettere commenti e like a raffica. Se i contenuti dello stream personale sono di qualità i followers, piano piano arriveranno.
Poi esistono
due tipi di scorciatoie:

  1. la prima si chiama BOT (robot) un servizio automatizzato che mette like e commenti al posto tuo e se i “danni” dei like sono limitati a qualche cuoricino dato a caso, l’utilizzo dei BOT per pubblicare commenti genera delle situazioni a volte esilaranti, a volte surreali; ho visto apprezzamenti entusiastici tipo “Bella!!”, “Wow” su foto di reportage di disastri naturali. Purtroppo, anche se nell’ambiente è tabù parlare di robot, tanti influencer che popolano Intagram ne fanno uso e se interpellati al riguardo negano.
  2. l’altra scorciatoia, quella più subdola e stupida (secondo me) è comprare like e followers fake. Un’azione che non solo penalizza i contenuti, un account con 50.000 seguaci e 50 like per foto non è assolutamente credibile, ma è anche un terribile investimento perché ciclicamente Instagram effettua una “purga” che elimina migliaia e migliaia di profili falsi.
    Infine, se tra le tue conoscenze hai un Santo in Paradiso che è stato suggerito, ovvero che è stato seguito da Instagram per circa 15 giorni acquistando 1000/1500 followers al giorno, puoi sperare che ti suggerisca a sua volta ma come si suol dire, chi visse sperando…

3. Che consiglio daresti a un’azienda che vuole muovere oggi i primi passi su Instagram?

Il primo consiglio che darei ad un’azienda che volesse auto-promuoversi su Instagram sarebbe quello di affidarsi ad un professionista, che abbia già gestito profili Instagram aziendali (verificabili) e che, possibilmente, sia fotografo, o quanto meno che abbia una conoscenza fotografica approfondita. Un profilo è d’impatto se corredato da belle immagini e da un piano editoriale ben definito. Lo stesso utilizzo degli hasthag deve essere fatto con criterio, a tal proposito vorrei ricordare che i famosi cancelletti sono l’unico mezzo per vedere ed essere visti, quindi è importante non usarli a caso.

Concludendo, se qualcuno mi chiedesse se Intagram “funziona” risponderei si, perché ritengo che, come la vetrina di un negozio, il social network fotografico riesca nell’intento di far avvicinare le persone al proprio brand; la fotografia, d’altra parte, è da sempre uno dei mezzi di comunicazione più potenti.

Se un’azienda mi chiedesse se vale la pena investire su Instagram (come sugli altri social networks) rispanderei nuovamente si, perché ho visto aziende lavorare solo con i social network ma se qualcuno mi chiedesse se credo nel lavoro degli influencer dovrei aprire un’ampia parentesi, purtroppo c’è tanta “fuffa” in giro che danneggia i professionisti ai quali si devono richiedere determinate azioni social ma sempre e comunque dietro un compenso monetario prestabilito. Alle aziende che decidono di affidarsi a chi ha fatto di Instagram una professione vorrei solo consigliare di controllare bene il feed di chi si vorrebbe ingaggiare, controllare a random la quantità di like ed i profili di chi li ha messi, controllare che i commenti non siano tutte emoticon, risposte o una serie di hashtag ma soprattutto è sempre bene appurare se i followers sono in target con i clienti che si vorrebbe raggiungere.

Ultimo, ma non ultimo, consiglio controllare se i contenuti fotografici della persona in questione rispecchiano lo stile dell’azienda, gli influencer raramente cambiano il proprio stile, a volte anche troppo omologato, quindi attenzione, perché il vostro prodotto potrebbe essere pubblicato ovunque tranne che sul social network per cui avete ingaggiato l’influencer o peggio ancora, quest’ultimo, potrebbe realizzare immagini fuori contesto semplicemente citando l’azienda nel commento, quando tutti sappiamo bene che i commenti su Instagram, a volte, non sono neanche letti.

foto di lily ilaria vangi su instagram

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Chi è Ilaria Vangi

Su Instagram: @lili76photo
Su Web:
http://www.tuscanybuzz.com/

Bio: Mi chiamo Ilaria e sono, prima di tutto, una fotografa. Sono ossessionata dal bianco e nero, amo la disciplina della street photography e adoro i “cani” del Maestro Elliott Erwitt tanto da dedicare il profilo @dog_dogs_dog ai pelosi a quattro zampe che incontro quotidianamente. Nel tempo mi sono specializzata come mobile photographer e adesso, nonostante abbia quattro macchine fotografiche, scatto quasi solo con il mio smartphone. Instagram specialist per lavoro ma soprattutto per passione gestisco per un’azienda i profili IG @discovertuscany e @visit_florence. Sono inoltre responsabile dell’account @tuscanybuzz, creazione mia e di Ilaria Gori. Tuscany Buzz è un service professionale che si occupa di promuovere le aziende legate al turismo, valorizzare le bellezze della Toscana e la sua splendida dolcevita, tramite l’utilizzo massivo dei social network affiancato al lavoro di blogger professionisti selezionati. Scrivo di viaggi per il giornale on line Travel Fanpage, amo viaggiare per fotografare le città più belle del mondo e dedicare loro una cartolina del mio @thepostcardsproject ma ovunque vada, il mio cuore considera casa solo la città in cui vivo, la meravigliosa Firenze. 

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>> Intervista a Nicola Carmignani

Intervista a Nicola Carmignani celebre iger italiano

Instagram ha da poco compiuto 5 anni e ha raggiunto oltre 400 milioni di iscritti a livello mondiale, diventando di fatto il secondo Social Network più popolare dopo Facebook.

Tu sei su Instagram fin dall’inizio, novembre 2010 (Instagram è nato nell’ottobre 2010); per un certo periodo sei diventato famoso per le foto alla tua… barba!
Al di là dell’utilizzo privato e/o ludico, e delle mode, le aziende cominciano a investire tempo e risorse su Instagram. Vorremmo chiederti qualche consiglio per loro.


1) Come si può fare business tramite Instagram? Come (se) si può misurare il Roi? Oppure ci si deve accontentare di postare foto “emozionali” e ricevere tanti like/cuoricini? 

Nonostante sia stato necessario aspettare del tempo, Instagram ha ormai i suoi strumenti per fare business, che poi sono strumenti comuni della piattaforma Facebook Ads. Da qui a definire questi strumenti come ‘ideali’ ce ne passa. Instagram/Facebook sono una grande piattaforma pubblicitaria, con numerose applicazioni, ma già da prima di questo assetto, le aziende hanno provato ad usare Instagram per il branding e per la valorizzazione della propria immagine e dei prodotti. Spesso l’obiettivo può essere raggiunto attraverso il reclutamento di utenti con una certa visibilità, che vengono introdotti in campagne pubblicitarie indirette, e ai quali viene chiesto di coinvolgere attraverso l’uso delle immagini (prevalentemente emozionali) i propri follower, sensibilizzandoli verso un’idea, un prodotto o inducendoli ad una specifica azione.

Le campagne pubblicitarie ufficiali di Instagram sono ancora all’inizio e, nonostante incomincino a delinearsi i pro e i contro di una strategia pubblicitaria che passa attraverso questi strumenti, un’azienda dovrebbe avvalersi di un esperto, definire con dovizia gli obiettivi da raggiungere e le attività attraverso cui farlo e valutare tutte le possibile alternative che questo specifico mezzo consente.

Il ROI è un po’ il sacro Graal del social media marketing. Quando si opera con strumenti ufficiali, come le campagne Facebook Ads, è facile avere dei numeri, che ci danno un’idea di alcune dinamiche attivate/modulate dalle nostre azioni, ma il ROI è qualcosa di più e non è davvero facile da misurare. Il ROI in una campagna di brand awareness può essere la percezione che il pubblico acquisisce a proposito di un’azienda o di una specifica attività e gli strumenti di Insights non aiutano particolarmente a raccogliere queste informazioni.

Per fare business è importante definire gli obiettivi, il cui raggiungimento può essere verificato a posteriori, programmare le strategie e coinvolgere le persone giuste, ma il ROI è composto da una combinazione complessa di risultati tangibili e di influenza dell’opinione pubblica e la seconda sfugge ed è difficile da fotografare accuratamente.

2) Come si fa ad aumentare i followers?

Il numero di utenti iscritti a Instagram è in continua crescita e questo non fa che frammentare le possibilità di crescita del proprio pubblico. I consigli sono sempre gli stessi: curare le fotografie, curare le didascalie, curare i rapporti con i propri follower, insomma mettere impegno e cura in tutto quello che si fa. L’originalità può essere una strategia, ma si sa che la creatività e l’innovazione non sono di facile lettura e assimilazione da parte di chiunque e possono destabilizzare un certo tipo di pubblico. Ispirarsi a ciò che riscuote più successo, alla moda del momento, può essere un’alternativa da non sottovalutare. Gli esperti parlano spesso di ‘stile Instagram’ a causa del fatto che le immagini, i soggetti e le didascalie sono diventati omogenei, ripetitivi e in un certo senso anche rassicuranti.

I numeri delle grandi aziende, comunque, risentono anche della fama del brand e, spesso, di pesanti campagne SEO, senza le quali sarebbe impossibile raggiungere una visibilità impressionante, almeno sulla carta.

Per questo motivo suggerisco alle aziende di individuare esperti di questo mezzo e di questi paradigmi di comunicazione, che possano aiutare a definire gli obiettivi, a disegnare le strategie e a valorizzare la propria immagine sui social in modo organico ed efficace.

3) Che consiglio daresti a un’azienda che vuole muovere oggi i primi passi su Instagram? 

Instagram non è soltanto un’applicazione di condivisione fotografica, ma è un social media, attraverso il quale, le persone pubblicano istanti di vita vissuta, scambiano opinioni sui propri argomenti preferiti, si incuriosiscono e possono decidere dove trascorrere il proprio tempo libero, perché no, anche per un viaggio o una vacanza.

Il successo di Instagram è legato principalmente a pochi concetti chiave: disponibilità di un’applicazione mobile, facilità d’uso, condivisione e partecipazione.

Le immagini sono un elemento essenziale online in ogni settore e non solo di chi si occupa di contenuti. Redattori e content manager conoscono bene la potenza di un’immagine piacevole all’interno di un blog o per esempio su Facebook perché riescono a fornire un reale richiamo alla lettura del testo oltre che dare un supporto grafico.

Una foto inoltre non richiede traduzione e può trasmettere un’emozione in grado di incuriosire l’utente e invitarlo a leggere e approfondire il contenuto descrittivo accompagnato alla foto, come ad esempio una promozione di un prodotto.

La condivisione di una foto è semplice, la scelta degli hashtag meno. La pigrizia potrebbe indurci a utilizzare sulle nostre fotografie su Instagram degli hashtag casuali o, peggio ancora, applicazioni che suggeriscono tag più popolari. È chiaro che questi tag non daranno la giusta visibilità alla nostra foto. Ci vuole, d’altro canto, molta pazienza ed esperienza d’uso per identificare un gruppo di hashtag giusti da utilizzare, di volta in volta, sulle proprie foto.

Infine la frequenza di pubblicazione è molto importante: pubblicare con costanza è una strategia utile per mantenere stabile il flusso di visitatori sul profilo, mantenere alta l’attenzione dei fan, per fidelizzare i clienti e diventare un punto di riferimento.

la barba di nicola carmignani

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Chi è Nicola Carmignani

Su Instagram: @nicolacarmignani
Su Web:
http://www.nicolacarmignani.it/

Bio: Nicola Carmignani, classe 1979, ha una laurea triennale in Informatica e una magistrale in Tecnologie informatiche all’università degli Studi di Pisa. Freelance esperto di Social Media Marketing, SEO, blogging e digital strategy, sviluppatore e project manager, è esperto di Social media marketing, blogging e strategie digitali è oltre che consulente per privati e imprese su web, blog e social network (Facebook, Twitter, YouTube, Google+, Instagram, per il quale confessa un’autentica passione). Consulente di comunicazione sui social per il corso di laurea in Biotecnologia del farmaco dell’università degli Studi di Milano, è stato co-editor di un progetto di fotografia e scrittura digitale sulla violenza di genere; e ambassador di una campagna sulla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale per Coop.

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Grazie a Ilaria, Nicola e Orazio!

6 Comments

  1. Ci puoi giusto credere. Ma siate seri investire e fare business su instagram è una cosa molto rischiosa perché non potrai mai sapere il grado di conversione. Non ci sono dati e statistiche misurabili. Un cuoricino quanto valore ha? Senza contare i pieno di bot che fa instagram…
    Investire su istagram? Lasciate perdere.

  2. Onore e merito ad Ilaria, ma dove sono i dati?

    Al solito, di “ciccia” non si parla, ci sono delle verità, ma ancora non sono espressi (da questi esperti) i dati di ritorno di azioni social in Instagram. Di cosa stanno parlando?

    Nel parallelo tra SEO e Social, visual content di Instagram, la volubilità delle azioni applicate in quel social quant’è? Misurabile? Quella SEO? A monte di BOT? Chi certifica le utenze e i profili dei social? Quanto convertono? E dai motori di ricerca?

    Per IGERS ITALIA, aspettiamo ancora delle risposte alle nostre domande: http://www.suppostaweb.com/igers-instagramers-italiani/

    Se essere professionisti significa fare chiacchiere… allora sono bravissimi, siete bravissimi, ma parlate di cosa? Aria fritta? Allora si, ottimo post!

    Se sapete rispondere… leggiamo con interesse.

    SuppostaWeb.

  3. Ma questi due commenti sopra sono stati scritti dalla stessa persona?

    Stesso tono aggressivo, stesse domande retoriche, stesso flame provocatorio.
    Capisco lo scetticismo verso il mezzo web (social e seo direi da quanto scrive mette tutto nel calderone) ma affrontare con questi toni le discussioni è solo dannoso per i tanti professionisti del settore e per le aziende che hanno bisogno di promuovere i propri prodotti e servizi.

    Per fortuna su Internet non ci sono solo i chiaccheroni come li chiama lui, ma anche gente che si applica, studia, lavora, e porta alle aziende risultati tangibili (=vendite, prenotazioni, ecc.). Se legge bene quanto scritto vedrà che anche i 3 instagramers detestano trucchetti e bot.

    Io se fossi uno dei 3 igers sopra menzionati non risponderei mai a chi attacca con tanto astio e poco garbo l’intera categoria.

    • Ciao Laura, grazie del tuo commento. Anche noi riteniamo che sia di fondamentale importanza il confronto e il dialogo purchè si basi sul rispetto delle reciproche idee e sul garbo dei toni usati. Grazie ancora ai tre igers che hanno dato ai lettori consigli davvero utili!

  4. Io ho letto il post ed i commenti, non vedo delle non verità, forse delle omesse risposte come è poi stato scritto nel secondo commento.

    Non credo si tratti della stessa persona, ma ad ogni modo, l’articolo mi sembra referenziale/costruito ad hoc, che si arrivi ad urlare al flame ed elogiare subito dopo nei commenti, forse le persone che hanno scritto prima di me, hanno ragione?

    Sono negli Stati Uniti e come italiano, devo dire che i compatrioti sono dei bravi chiacchieroni, ma saper rispondere è solitamente una buona dimostrazione di professionalità e serietà.

    Buona vita a tutti, salutate l’Italia.
    Ro

  5. molto meglio comprare i follower che seguire a pacchi le persone e poi defollowarle non appena si riceve il like di ricambio, questa è la strategia più squalificante che si possa usare
    ho messo in black list un sacco di blogger, brand ecc che hanno usato questo metodo, veramente irrispettoso e scorretto

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