Archivio dei post di » sparks-of-mind

Martedì

20

Nov

2007

Patrick e il viral marketing

esempio di viral marketing Se dovessimo spiegare cosa sia il viral marketing con un caso pratico vi parleremmo senz’altro di Patrick Moberg e della ragazza dei suoi sogni. Patrick incontra la fanciulla nella metropolitana della grande mela alle 9.30 del 4 novembre ma lei, come è consuetudine, si dilegua a una fermata senza che lui abbia avuto il coraggio di avvicinarsi. Ma non si rassegna e sul sito web www.nygirlofmydreams.com pubblica un disegno fatto a mano della ragazza, con particolari fisici ed abbigliamento e fa la stessa cosa per lui.Il primo requisito del viral marketing è soddisfatto, abbiamo una storia simpatica, familiare e abbastanza patetica da fare breccia nel cuore dei newyorkesi assuefatti e da moltissimi utenti della rete.Patrick lascia i suoi contatti (cellulare ed email) nel caso la ragazza vedesse il sito e si riconoscesse e chiede di passare la notizia a chiunque volesse aiutarlo.Secondo requisito soddisfatto: il caro e vecchio passaparola, capace di espandersi con la velocità di un virus.Come una favola a lieto fine la principessa metropolitana viene “trovata” il giorno successivo. Si chiama Camille Hayton, ha 22 anni e lavora al magazine BlackBook. Storia finita e basta bombardare Patrick che sul sito dichiara “Nel nostro interesse, non ci saranno più aggiornamenti su questo sito. A differenza delle commedie romantiche e delle cattive canzoni pop, dovrete immaginare il finale di questa storia da soli“.BlackBook ha pensato di ripetere l’esperimento con la sua dipendente Carly, amante della cucina spagnola, del sushi e del gelato con il concorso “ Win a Date with the next BlackBook ‘DreamGirl ‘”.Sul terzo requisito, ovvero la tecnica promozionale, beh tirate voi le vostre conclusioni.

Lunedì

10

Set

2007

Tempi di permanenza sul sito dei visitatori e usabilità

Tempi di permanenza sul sito dei visitatori e usabilità

C’e’ una proporzionalità tra tempo di permanenza su di un sito ed il relativo ritorno economico?

Non sempre ma è sicuro che con tempi di permanenza ridottissimi si è in presenza di quella che chiamo information-scalping: l’incursione velocissima su di un sito, o addirittura sulla meta description di una serp per ottenere l’informazione desiderata e scappare. Immaginiamo di non conoscere il modello di un prodotto, avviare una query, aprire il sito dalle serp, trovare l’info desiderata e chiudere subito la pagina. Tempo di permanenza: decisamente inferiore al minuto.

Se il target del webmaster fosse stato quello di offrire info a chiunque, per un ritorno in termini di social networking, popolarità, visibilità, ecc. allora le visite brevissime hanno un senso, ma se il sito ha un altro scopo, o addirittura è commerciale siamo in presenza di evidenti falle nella gestione dei visitatori. In pratica, l’usabilità è ridotta.

Questa non si esprime solamente attraverso rispetto di strane regole e certificazioni sull’accessibilità. L’aspetto più importante di un sito usabile è la sua attitudine ad attrarre, trattenere ed essere sfruttato appieno dai visitatori. Molti siti partono con intenti ottimi per poi perdersi in dettagli che compromettono questo aspetto del loro design e spesso (inspiegabilmente per webmaster poco accorti) danno origine a sproporzioni tra traffico e conversioni in clienti, tempi di permanenza bassi, scarsa affluenza su determinate sezioni.

Giovedì

23

Ago

2007

Il decalogo del web writing

dieci regole per scrivere per il web

Scrivere liste ed elenchi puntati mi ha sempre divertito. Deve averci provato qualcuno molto tempo fa a provare a dirci in dieci step cosa fosse lecito fare e cosa non.
Ci proviamo anche noi con una lista del tutto opinabile sulla scrittura per il web, o web copywriting, che altro non sembra che una nuova professione che non si sapeva più come chiamare.
I. Scrivere per il web è pur sempre scrivere. La correttezza della lingua è al primo posto. Poi bisogna essere semplici e diretti senza sacrificare l’efficacia. Qui si distingue l’italiano scolastico dalla consapevolezza della lingua.

II. Ridurre i testi il più possibile, non essere ridondanti, non dire cose inutili, non ripetere, non utilizzare troppe subordinate, non girare inutilmente intorno alle cose. Ricordare che l’utente è un fruitore “mordi e fuggi”: non ha tempo, non ha voglia, non vuole averne. Cerca informazioni precise, se non le trova da voi non ci penserà due volte a cercare altrove.

III. Tutto ciò non significa essere banali. Anzi la differenziazione è sopravvivenza, soprattutto sul web. Ecco perché il testo, seppur breve e conciso, deve attirare l’attenzione del navigatore, cercando di individuare il proprio target di riferimento. Non è nulla di diverso da quello che succede nella vita quotidiana. Il lettore virtuale va sorpreso in continuazione come fareste, o dovreste fare con una persona. Pena il possibile abbandono della relazione, del tetto coniugale, del sito.