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Martedì

9

Ott

2007

Links

links

Alcuni di voi ricorderanno le prime pagine web: erano infarcite di siti consigliati. Sì, perché il web all’inizio questo era: pagine utili e collegamenti a pagine ancora più utili.
Poi è arrivato Google ed ha sfruttato questi collegamenti dando più peso alle pagine più consigliate di altre ed ha fatto conoscere al mondo, volente e nolente, i termini PageRank, inbound ed outbound link.

E si è scatenato il caos.

Link presenti da una vita, utili ai visitatori, tolti in nome della barretta verde; paura di linkare qualunque risorsa, quasi si rischiasse una malattia infettiva; nofollow ad iosa; link venduti un tanto al chilo; spam allucinante su qualsiasi pagina in cui fosse presente un form; guestbook e forum inondati di link a qualsiasi cosa; commenti fatti solo per inserire un linkettino al proprio sito.

In molti si son affrettati a togliere i link esterni per paura di perdere posizioni in google e, orrore!, favorire altre pagine per la serp che tentiamo di scalare.
Io lottavo da mesi per una prima posizione su una key abbastanza pesante, ho provato di tutto, era diventata una sfida con me stesso. L’ho ottenuta solo dopo aver messo un link, pulito, verso un sito esterno attinente.

Una cosa del tipo key da scalare.
Tempo 24 ore e in quella serp son primo.

Perché? Principalmente perché inserire link verso risorse esterne significa tematizzare, indicare l’argomento ed il contenuto delle nostre pagine oltre di quelle esterne. E’ solo un esempio: ne potrei portare mille diversi, conosco siti che hanno fatto degli OL la base del posizionamento.

Venerdì

24

Ago

2007

L’importanza del nome a dominio

Esiste un mercato vastissimo dedicato alla compravendita dei nome a dominio, dovuto soprattutto all’importanza di avere un nome facile da ricordare ed immediatamente distinguibile dalla massa. Un nome a dominio del tipo sex.com, tanto per dire un nome, comporta numerosi vantaggi, non ultimo quello del traffico naturale di chi digita quell’url sapendo di trovare ciò che desidera.

Ci son stati esempi notevolissimi di vendite a cifre folli: casino.com venduto a 5 milioni di euro, creditcheck.com a 3 per dirne alcuni, poker.com e sex.com si sussurra a cifre ancora più alte.

chiave nel dominio
Anche i motori per un periodo son stati influenzati dalle keys presenti nell’url. Per tal motivo molti seo hanno cominciato a registrare nomi a dominio quali: key1-key2.com, per passare a key1-key2-key3.com fino ad arrivare a domini tipo: hotel-3-stelle-roma-presso-colosseo-in-italia.com. (Questo è di fantasia, ma ci son casi davvero simili in giro).

Ovviamente, Google in primis, ma anche gli altri motori, hanno tolto sempre più importanza a tale fattore, relegandolo in posizione marginale. Questo significa che l’URL conti poco ai fini SEO?

Tutt’altro!

Avere un buon nome a dominio è importante per il traffico naturale, perché più è facile da ricordare, meno visitatori perderemo verso nomi simili, perché una eventuale key sarà può aumentare la visibilità nelle serp (google le evidenzia) e per un motivo secondo me ancora più importante: per l’anchor text di chi ci linka.

Supponiamo di avere un sito chiamato: parolachiave.com. Nel caso in cui fosse ricco di contenuti è probabile che abbia dei backlink naturali, non richiesti né scambiati. Il webmaster che ci linka probabilmente lo farà con una sintassi simile: