Archivio dei post di » calogero-dimino

Mercoledì

29

Ago

2007

Pressioni e bisogni

Vi ricordate quando Leibniz introdusse l’energia potenziale? Per lui era impossibile che il prodotto della massa di un corpo per il quadrato della sua velocità potesse rappresentare l’unica forma di forza, in quanto il moto può essere creato anche in modo diverso dalla trasmissione per urto.

Vi sarebbe una force vive absolue, una forza viva assoluta, una energia per cui un oggetto è in grado di produrre effetti o variazioni che di per sé non potrebbero realizzarsi. Vi sarebbero dunque una forza attuale ed una forza latente che giustificherebbero l’immagine della molteplicità dell’energia.

Se nella fisica ci possiamo divertire con numeri e calcoli, nello studio del comportamento umano ci rompiamo il capo a capire il perché di certi moti.

Perché siamo attratti proprio da quella persona? Perché ci siamo innamorati? Perché abbiamo mentito in quella situazione? Perché abbiamo scartato o abbiamo comprato quel prodotto? Perché lo abbiamo riposto nel ripostiglio e non lo abbiamo mai utilizzato? Perché non ne possiamo fare più a meno e lo consigliamo ai nostri conoscenti? Perché all’ennesima chiamata di Annamaria della Tele2 ci siamo spacciati per il maggiordomo dicendo che il signore, padrone di casa onnipotente, ed unico decisore indiscusso sulle questioni telefoniche, sarebbe stato in vacanza in Sud America per i prossimi 4 mesi?

Rifacciamo un passo indietro… e ritorniamo alle forze latenti che agiscono dentro di noi ed agli urti cui è soggetta la nostra persona.

Mentre l’individuo è portatore di bisogni, l’ambiente è sede di pressioni.

Giovedì

12

Lug

2007

Delega di Competenze: tra finanza e comunicazione

Alcune volte ci soffermiamo davanti ad un’immagine, ad un cartellone stradale, ad una pubblicità televisiva, per cercare di capirne il significato ma non riusciamo a comprenderlo.

Ci scervelliamo per ore, ne parliamo con gli amici, ognuno da la sua versione. Le costruzioni sono estremamente creative ed il messaggio lanciato si nasconde un pò più in profondità. Esemplificative sono le pubblicità surreali della Levis, le campagne magiche dello yogurt Muller, o quelle oniriche della Campari.

Altre volte invece la costruzione visiva è semplice, il messaggio chiaro, facilmente percepibile.

Vediamo rappresentato l’oggetto della vendita, la situazione che fa da contorno al suo acquisto, al suo consumo, alla soddisfazione che ne può derivare dal suo uso.

Vediamo rappresentato ciò che è. Gli elementi raffigurati sono facilmente identificabili e disposti in maniera relativamente non complessa.

Pensiamo (generalmente, ma non sempre) ai detersivi, agli alimentari (sughi barilla), all’oggettistica ed alle attrezzature sportive ed in particolar modo alle immagini proposte nel tele-marketing. Pensiamo ancora al “provare per credere” di Guido Angeli negli anni 80, o al Baffo o a Mediaset Shopping.

Siamo assolutamente sicuri che il semplice sia sempre così semplice?

Anche dietro comunicazioni apparentemente non complesse vi possono essere costruzioni e relazioni inerenti al senso abbastanza articolate.

L’analisi che vi sto per presentare è un estratto di uno studio su sei messaggi pubblicitari in un certo qual modo collegati tra di loro.

L’analisi di tutti i sei messaggi, probabilmente verrà pubblicato nei prossimi mesi su Dimino.eu.

Lunedì

26

Mar

2007

Anatomia di uno shop… Mediaworld

Ecco il secondo e ultimo post su Mediaworld dal punto di vista della comunicazione. Dopo aver analizzato la parte dedicata alle promozioni e agli eventi, ecco la sezione che più ci interessa: compra online.

L’area acquisti online è raggiungibile dalla pagina di ingresso, tornando quindi indietro col browser, digitando nuovamente l’indirizzo principale, o attraverso il marchio in alto nella colonna di sinistra.
Ci troviamo quindi su http://compraonline.mediaworld.it/
Il marchio si presenta in alto a sinistra seguito dai servizi per l’assistenza alla clientela compreso il numero verde ben in evidenza.

Gli altri link sono scritti con un font piccolo, ma in una posizione rilevante. Il meno comunicativo risulta essere “Portale MW” che riconduce alla prima area informativa. Non viene notato, non viene identificato immediatamente il suo ruolo, e sembra essere l’unica porta di ingresso per chi volesse andare nell’area parallela.

In una barra di menu superiore ritroviamo alcuni servizi tipici del mercato online quali suonerie, musica, giochi.

Alcuni di questi li ritroviamo promossi in banner nella colonna di destra.
La colonna di sinistra è l’elemento più chiaro di tutto il sito Media World. Presenta i prodotti divisi per categoria e mostra le rispettive sottocategorie al passaggio del mouse.

Accendendo ad una categoria specifica ritroviamo i prodotti ordinati per prezzo, dal meno caro al più costoso. Non è possibile quindi ordinarli per ordine di inserimento (dando la possibilità di distinguere i nuovi arrivi dalla merce già presente), o visualizzando per primi quelli in offerta. In alcune aree, come quella della telefonia, la possibilità di affinare la ricerca è molto buona permettendo infatti di ordinare in base a marca o alcune funzioni.
Negative invece le incongruenze tra i prodotti dell’area e-commerce e quelli che si ritrovano nelle offerte su http://www.mediaworld.it/home.html

Venerdì

23

Mar

2007

Anatomia di uno shop… Mediaworld

Dopo gli interventi di Enrico Ladogana e Roberto Fumarola ecco l’ultimo ciclo di articoli dedicati ad analizzare il sito di Mediaworld.

Oltre all’analisi che si può compire sul piano dell’accessibilità, dell’usabilità, sulla funzionalità dello shop online e sull’interfaccia del sito analizzate dal punto di vista tecnico, si possono condurre una serie di analisi sulla capacità comunicativa del sito Mediaworld.
Queste analisi naturalmente non vanno lette separatamente ma circumnavigano un sito sotto molteplici punti di vista che si completano tra di loro. Questo articolo fa parte pertanto di una serie di studi, senza alcuna pretesa di esaustività, sull’Anatomia di uno Shop.

Sono state fatte diverse esperienze di navigazione all’ interno del sito Mediaworld, tenendo conto dei requisiti, dei parametri, degli indicatori di diversi metodi di analisi dei siti internet, individuando quindi alcune deficienze ed alcuni punti di forza comunicativi.
A tale analisi ho voluto associare l’esperienza concreta di utenti comuni, non esperti, e che non conoscevano l’ambiente di tale catena di negozi. In questo modo è stato possibile valutare la bontà della pregressa analisi esplorativa e far emergere ulteriori spunti di indagine.

Naturalmente non vi erano le risorse necessarie per un’analisi quantitativa con un campione probabilistico, ma i soggetti sono stati individuati in maniera ragionata sulla base di alcune caratteristiche. In particolare dovevano avere un livello di istruzione alta (laurea di primo o secondo livello), effettuare un accesso alla rete almeno tre volte la settimana, essere mediamente esperti nella navigazione ma non essere soggetti attivi nella costruzione interattiva del web (avere un indirizzo email ma, ad esempio, non un proprio blog, e con una partecipazione alle community online medio-scarsa). Tutti i soggetti dovevano inoltre aver già fatto almeno un’esperienza di acquisto online.