Mercoledì
29
Ago
2007
Pressioni e bisogni
Vi ricordate quando Leibniz introdusse l’energia potenziale? Per lui era impossibile che il prodotto della massa di un corpo per il quadrato della sua velocità potesse rappresentare l’unica forma di forza, in quanto il moto può essere creato anche in modo diverso dalla trasmissione per urto.
Vi sarebbe una force vive absolue, una forza viva assoluta, una energia per cui un oggetto è in grado di produrre effetti o variazioni che di per sé non potrebbero realizzarsi. Vi sarebbero dunque una forza attuale ed una forza latente che giustificherebbero l’immagine della molteplicità dell’energia.
Se nella fisica ci possiamo divertire con numeri e calcoli, nello studio del comportamento umano ci rompiamo il capo a capire il perché di certi moti.
Perché siamo attratti proprio da quella persona? Perché ci siamo innamorati? Perché abbiamo mentito in quella situazione? Perché abbiamo scartato o abbiamo comprato quel prodotto? Perché lo abbiamo riposto nel ripostiglio e non lo abbiamo mai utilizzato? Perché non ne possiamo fare più a meno e lo consigliamo ai nostri conoscenti? Perché all’ennesima chiamata di Annamaria della Tele2 ci siamo spacciati per il maggiordomo dicendo che il signore, padrone di casa onnipotente, ed unico decisore indiscusso sulle questioni telefoniche, sarebbe stato in vacanza in Sud America per i prossimi 4 mesi?
Rifacciamo un passo indietro… e ritorniamo alle forze latenti che agiscono dentro di noi ed agli urti cui è soggetta la nostra persona.
Mentre l’individuo è portatore di bisogni, l’ambiente è sede di pressioni.

