Archivio di Febbraio 2008

Mercoledì

13

Feb

2008

Come si valuta un sito Internet?

Quali sono le cose realmente importanti in un sito internet? Come si fa a capire se un sito o un progetto sulla carta hanno centrato le giuste priorità? Cosa si deve considerare per capire se un sito è veramente efficace (cioè ottiene la massima conversione tra visitatori e contatti utili)? Esistono dei fattori oggettivi di valutazione per un sito commerciale?

Quando sono diventato responsabile marketing di una delle più grandi agenzie web in Emilia Romagna e ho cominciato a partecipare a gare per portali da svariate decine di migliaia di euro, credevo che le aziende italiane selezionassero i progetti su cui investire secondo criteri razionali e misurabili.

Mi sono dovuto ricredere molto presto! Ho incontrato sulla mia strada piccole aziende che con investimenti modesti hanno fatto del web la loro fonte di contatti principale e grandi aziende che hanno letteralmente buttato somme assolutamente spropositate.

Il problema è che tra le nostre aziende (di ogni dimensione) è ancora diffusa una mancanza di “visione” sulle priorità di un progetto web. Ai responsabili marketing italiani si chiede di vendere di più, non di capirci di web. Peccato che le due cose siano però in molti settori strettamente collegate! Che disdetta, questa tecnologia ;-)

Per questo un anno fa circa ho scritto una piccola guida destinata a mettere un pò d’ordine in una materia sicuramente non semplice e, a volte, neanche tanto condivisa dagli “specialisti” del settore. Il successo di questo primo documento (che è liberamente scaricabile da: www.studiopleiadi.it/bank/2/87.pdf), mi ha fatto capire che la strada era giusta, e quindi nel 2008 ne ho scritto una seconda versione, riveduta, aggiornata ed ampliata da vari punti di vista: www.studiopleiadi.it/_vti_g1_guida.aspx

Martedì

12

Feb

2008

Il Paradosso della Personalizzazione

Il Paradosso della Personalizzazione

Un’azienda può optare, come strategia di marketing, per un diverso grado di personalizzazione dei propri prodotti e/o delle iniziative promozionali. Il grado di personalizzazione del prodotto può essere da nullo (massificazione) fino a gradi estremi (si parla allora di marketing inverso). Allo stesso modo le campagne promozionali possono essere più o meno “cucite” sul cliente. Per poter operare una personalizzazione della campagna, si deve poter disporre di un profilo del cliente, realizzato sulla base di dati da lui forniti attraverso form o acquisiti nel corso di una transazione commerciale.

Ma come reagisce il cliente di fronte ad una proposta commerciale personalizzata? E’ sempre vantaggioso per un’azienda investire risorse e tempo per personalizzare le proprie campagne, in particolare nel web? Per rispondere a queste domande dobbiamo per prima cosa comprendere il cosiddetto “paradosso della personalizzazione”.

L’animo umano ospita al suo interno tendenze opposte che coesistono e che generano comportamenti contradditori. Le tendenze di cui parliamo a proposito del paradosso della personalizzazione sono le seguenti:
-
ricerca, affermazione e raffinamento di una identità personale e sociale;
-
ricerca di anonimato e tutela della privacy.

Ogni persona impiega grande cura e attenzione per costruirsi un propria identità personale e sociale e ciò avviene:

  • a un livello personale scegliendo gli abiti che indossa, gli accessori, gli strumenti tecnologici;
  • a un livello sociale scegliendo i locali che frequenta, i network, viaggi, gruppi;

Lunedì

11

Feb

2008

Yahoo respinge l’offerta di Microsoft

yahooE’ ufficiale: Yahoo ha respinto la super offerta di Microsoft di oltre 44 miliardi di dollari.

Motivazione ufficiale: perchè l’offerta sottovaluta il valore del brand, i suoi investimenti in piattaforme pubblicitarie e le prospettive di crescita. E’ quanto dichiarato oggi dalla azienda. Le parole precise sono:

“After careful evaluation, the Board believes that Microsoft’s proposal substantially undervalues Yahoo! including our global brand, large worldwide audience, significant recent investments in advertising platforms and future growth prospects, free cash flow and earnings potential, as well as our substantial unconsolidated investments,”

La notizia uscita pochi giorni fa (il 1 febbraio) in cui pareva che il gigante di Bill Gates avesse fatto un passo avanti nell’idea di acquistare l’unico potenziale competitor di Google, dopo mesi se non anni di avvicinamento, appare oggi superata.

Microsoft, tramite le parole del suo AD Steve Ballmer, non aveva celato l’interesse per il mondo della pubblicità online, mercato che sta crescendo rapidamente e che si stima passerà dagli oltre 40 miliardi di dollari del 2007 a quasi 80 miliardi di dollari nel 2010.

Ma Yahoo ci tiene a continuare per la sua strada, anche da solo..

Giovedì

7

Feb

2008

Lotta agli spammer, parte seconda

Dopo la prima parte del post sull’intervento del Garante sulle comunicazioni indesiderate, ecco la conclusione:

E’ indubbio che l’invio non richiesto di fax comporta dei palesi danni economici quali, ad esempio, il consumo di carta o di carta termica, lo spreco di toner, l’occupazione indebita di linee telefoniche, per non parlare del disturbo arrecato dalle comunicazioni indesiderate nonché del costo in termini di tempo perso da parte del soggetto “contattato”.

E lo stesso principio può essere – seppur in maniera diversa – esteso anche al tempo dedicato a leggere ed eliminare e-mail contenenti spam (o sms ed mms).

Indubbiamente una forma di “danno” potrebbe essere ipotizzata e riconosciuta, e conseguentemente, potrebbe far scattare un risarcimento per la vittima dello spam.

Resta da verificare ed analizzare se, in sede giudiziaria, accanto alla richiesta di risarcimento danni in casi del genere possa essere ipotizzata o meno anche una forma di micro-danno esistenziale, ma ciò sarà oggetto di future riflessioni.

Il dato certo ed inequivocabile, alla luce della decisione del Garante per la protezione dei personali, è che per gli spammer in Italia si profilano tempi molto ma molto duri. Sempre in attesa di conoscere, beninteso, quale sarà l’orientamento operativo dei magistrati in tema di risarcimento danni in questa particolare e delicata materia.

Il provvedimento riprodotto dalla newsletter del Garante:

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Lunedì

4

Feb

2008

Tempi duri per gli spammer

Si profilano tempi duri, anzi durissimi, per gli spammer in Italia. Il Garante per la protezione dei dati personali è nuovamente intervenuto su una tematica sempre sotto i riflettori, quella dello spam in tutte le sue forme, ed ha  ribadito – con una recente decisione - che il destinatario di comunicazioni indesiderate (siano esse sms, fax, e mail ed mms) potrà rivolgersi al Giudice civile per ottenere un idoneo risarcimento dei danni.

La notizia è stata segnalata dalla newsletter n.299 del 4 gennaio 2008 del Garante per la protezione dei dati personali  e, anche sulla scorta  di decisioni assunte in precedenza dal Garante, questo ennesimo intervento potrebbe dare  il via a una stagione di richieste risarcitorie da parte di utenti molestati da comunicazioni  indesiderate. In  questo senso è possibile sviluppare qualche breve riflessione che  vogliono assumere un carattere  meramente divulgativo.

Il provvedimento  del Garante (il cui relatore è stato  il Dott. Giuseppe Fortunato) è stato adottato a seguito delle ripetute segnalazioni di abusi posti in essere da parte di una società che inviava fax aventi ad oggetto proposte commerciali, fax che non erano stati né richiesti né autorizzati. A seguito di accertamenti e di una dettagliata istruttoria, il Garante ha ribadito il principio  secondo cui l’invio di fax posto in essere senza aver ottenuto il “consenso informato” dei destinatari, fa configurare un trattamento illecito dei dati personali, con tutte le conseguenze di legge.